ARM è preoccupata: “Il ban di Huawei sarà un danno enorme per tutti”

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Il ban USA ai danni di Huawei non ha colpito soltanto l'azienda cinese, anzi. La compagnia di Ren Zhengfei sta già correndo ai ripari, tanto che si vocifera che Mate 30 possa essere il primo con sistema operativo proprietario HongMengOS. Ad essere penalizzate dalla decisione del governo Trump sono anche tutte le società statunitense e non che collaborano commercialmente e non con Huawei. Fra queste troviamo ARM, anch'essa costretta ad allontanarsi dal colosso asiatico contro la propria volontà pur non avendo sede negli Stati Uniti. Questo perché le tecnologie da essa sviluppate hanno nel proprio DNA anche tecnologie americane.

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Il co-fondatore di ARM esprime le sue preoccupazioni sul ban di Huawei

Non è tardata ad arriva una dichiarazione da parte del diretto interessato, ovvero Hermann Hauser, co-fondatore di ARM. Come affermato ai microfoni di ThisIsMoney, tale decisione da parte degli USA sarà molto penalizzante per tutto il mercato tech. “È davvero dannoso per Huawei a breve termine e a lungo termine sarà estremamente dannoso per ARM, Google e l'industria americana“. Anche perché, sempre secondo Hermann, questa situazione porterà le varie aziende a ripensare i propri legami con gli Stati Uniti. Ha senso mantenere un vincolo così importante da finire invischiate in questioni del genere?

Ogni singolo fornitore al mondo comincerà a pensare a come ridurre la minaccia che la loro produzione venga chiusa da un presidente americani Tutte le discussioni che ho con le aziende in Europa al momento riguardano il loro portfolio di proprietà intellettuali americane, il che è terribilmente triste e distruttivo“. Questo perché “la maggior parte delle proprietà intellettuali di ARM sono state create in Europa, ma alcune di esse sono state create negli US, senza pensarci. Molti prodotti ARM hanno proprietà intellettuali statunitense al loro interno e quindi abbiamo dovuto seguire le istruzioni del presidente americano“.

Si tratta di una posizione non accettabile per una compagnia non americana, secondo Hermann Hauser e non mi sento di biasimarlo. A questo punto, anche se la situazione si distendesse (e probabilmente succederà), sarà interessante valutare la reazione del mercato. In quante decideranno di scollegarsi gradualmente dagli USA per evitare possibili ripercussioni future di questo tipo?

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