Alibaba sbarca ufficialmente in Europa ma scatta la polemica

Era nell’aria da mesi, se non anni, ma adesso è realtà: Alibaba ha ufficialmente aperto il suo primo centro di smistamento in Europa. Un traguardo importante per il colosso cinese fondato dal noto imprenditore Jack Ma. In questo modo, l’azienda consolida la sua presenza nel nostro continente e conferma la volontà di uscire dai confini cinesi ed espandersi in occidente. L’apertura ha avuto luogo in quel di Liegi, in Belgio, e segue l’accordo stretto nel 2018 fra Alibaba e la nazione, che vede in questo ingresso sul suo mercato un’opportunità, fra nuovi posti di lavoro e sinergia con le attività nazionali. Ma c’è anche chi in questa manovra vede un problema per le infiltrazioni dell’intelligence cinese in una zona nevralgica dell’Europa.

Alibaba apre il suo primo centro in Europa, non senza qualche preoccupazione

Trattandosi di un centro di smistamento, quello di Alibaba sarà situato all’interno dell’aeroporto di Liegi, il settimo più grande in Europa. È posizionato all’interno del cosiddetto “triangolo d’oro” che collega Amsterdam, Parigi e Francoforte. L’obiettivo di Alibaba e dell’ex CEO Jack Ma è quello di diventare un punto di riferimento per l’e-commerce internazionale, puntando così a competere con realtà consolidate come Amazon ed eBay. Da anni l’azienda sta proponendo a varie nazioni nel mondo di aderire all’eWTP (Electronic World Trade Platform), una piattaforma che permetta a tutte le aziende di poter commerciare mediante AliExpress.

A tutti gli effetti, il Belgio è la prima nazione europea ad aderirvi, nonché ad offrire ad Alibaba la possibilità di avere un centro fisico sul proprio suolo. Un investimento pari a circa 100 milioni di euro, con un’area di 220.000 mq e che mira a far diventare l’aeroporto di Liegi il più trafficato del continente, superando Parigi e Francoforte. L’accordo è stato preso a cuore dalla regione della Vallonia, una delle più povere del Belgio e dove la disoccupazione è sopra il 20%. Nell’hub lavoreranno 900 dipendenti di AliBaba, più altri 3.000 posti di lavoro nelle attività annesse, senza contare gli scambi di merci che avranno luogo con il mercato cinese. Ma non sono mancate le polemiche da parte delle autorità.

jack ma

Essendo una zona molto trafficata, il ministro della giustizia belga Vincent Van Quickenborne ha dichiarato che teme le infiltrazioni dell’intelligence cinese all’interno dell’aeroporto di Liegi. Una preoccupazione che deriva da una legge cinese del 2017 che prevede che tutte le aziende cinesi debba cooperare con l’intelligence statale. Come dichiarato da Van Quickenborne, “Alibaba deve obbedire all’apparato di sicurezza cinese nel caso in cui quest’ultimo desideri avere accesso a dati commerciali e personali potenzialmente sensibili detenuti da Alibaba nel contesto delle sue attività a Liegi. Questo interesse non è limitato a scopi di intelligence e sicurezza, ma può essere visto all’interno di un quadro politico ed economico più ampio”. Accuse che sono state prontamente respinto dalla compagnia cinese, definendole infondate ed una calunnia basata su prove inventate.

A tal proposito, a Liegi è nato Watching Alibaba, un gruppo di opposizione alla nascita di questo hub: “Il numero di posti di lavoro creati è altamente incerto e sarebbero lavori di basso livello (lavori notturni precari e altamente controllati e simili) e distruggerebbero altri lavori, in altri settori economici”. Vengono posti dubbi su quanto le aziende belga possano competere su AliExpress con la moltitudine di aziende low-cost di origine asiatica, senza contare tutto il complesso discorso della contraffazione. Inoltre, un’altra polemica riguarda la cosiddetta “cultura 996” di AliBaba, secondo cui tutti i lavoratori hanno turni dalle 09:00 alle 21:00 per 6 giorni alla settimana. Una cultura che mal si sposa con quella più tipicamente occidentale, dove si hanno mediamente più tutele nei confronti dei lavoratori. Ma le polemiche non finiscono qua. Essendo situato a circa 8 km del centro di Liegi, le proteste riguardano anche il traffico aereo che si verrà a creare. “Non voglio vivere in una città in cui nessuno riesce a dormire bene per via delle migliaia di aerei che volano sopra di noi ogni notte“, ha affermato uno dei membri fondatori di Watching Alibaba.

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