Huawei, nuovo ban in vista: ora tocca al Portogallo

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Tineco

Aggiornamento 21/09: il ban in Portogallo si fa più concreto, trovate le informazioni nell’articolo.

Da qualche mese, c’è in ballo la possibilità che Huawei subisca il ban dalle reti 5G anche in Portogallo, una delle nazioni europee che per prime si sono messe in tale direzione. Se prima la notizia era perlopiù frutto di indiscrezioni, adesso le autorità portoghesi si sono ufficialmente pronunciate in merito, dichiarando di star lavorando per escludere l’azienda dall’infrastruttura nazionale.

Il Portogallo vuole bannare Huawei dalle reti 5G: che cosa sta succedendo

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A occuparsi della vicenda è l’ente CSSC, organo consultivo del primo ministro portoghese che si occupa di cyber-sicurezza. Nel suo report datato 23 maggio 2023 parlava della possibilità di attuare un divieto dell’utilizzo di apparecchiature cinesi per le reti mobili 5G da parte degli operatori telefonici. Il divieto sarebbe esteso anche alle infrastrutture 4G su cui è basata la nuova tecnologia ad alta velocità. Ricordiamo che grazie ad una legge approvata ad agosto 2022, il governo è in grado di determinare sia l’esclusione che eventuali restrizioni per l’utilizzo di apparecchiature o servizi da parte delle società di telecomunicazioni.

Anche se inizialmente il ban di Huawei nel Portogallo era solo un’ipotesi, i principali operatori Altice, NOS e Vodafone dichiararono che non utilizzeranno più apparecchiature targate Huawei per le reti 5G.

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Pur non avendo precedentemente menzionato esplicitamente la Cina e le sue aziende, lo scorso 18 settembre il CSSC ha dichiarato di star lavorando con gli operatori per studiare come bloccare le apparecchiature Huawei. Si menziona un rischio elevato per la sicurezza da parte di fornitori al di fuori dell’Unione Europea o che non fanno parte della NATO o dell’OECD. Il giudizio dell’ente portoghese sarebbe basato a sua volta su un report non divulgato che offrirebbe una valutazione completa del livello di sicurezza delle apparecchiature 5G utilizzate dalla reti pubbliche.

Inizialmente, Huawei affermò di non avere “alcuna conoscenza preliminare e di non essere stata consultata” in merito alla questione, salvo poi intentare causa presso il tribunale di Lisbona parlando di “tutela dei suoi interessi legittimi e dei diritti legali previsti dalla legge“. In tutta risposta, il presidente dell’ANACOM, Joao Cadete de Matos, afferma che il Portogallo “metterà in pratica tutte le decisioni prese in materia di sicurezza, non solo nel quadro nazionale ma anche in quello europeo“.

Dopo il rischio ban in Germania (a marzo), ora si addensano nuove nubi su Huawei, anche se non vi è stata ancora mossa ufficiale da parte del Portogallo. Aspettando ulteriori dettagli, se volete saperne di più eccovi il nostro approfondimento dedicato allo “scontro” tra Huawei e gli USA, in cui cerchiamo di spiegare al meglio tutta la questione.

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