Recensione POCO F2 Pro: il miglior BEST-BUY sotto i 500€?

Lo so, negli ultimi tempi POCO è stata delle aziende più controverse del mercato. E lo è stata soprattutto perché dopo il lancio del POCO F1 nel 2018, uno smartphone a suo modo “rivoluzionario”, l'azienda è entrata in una sorta di silenzio radio fino all'addio di alcuni dei suoi principali volti (tra cui Jai Mani, la mente che ha partorito l'F1) e l'annuncio ufficiale del distaccamento da Xiaomi, per poi presentare il POCO X2 deludendo le aspettative dei suoi fan: certo, è uno smartphone di fascia media destinata soprattutto ai mercati emergenti (come l'India), ma non era il successore dell'F1 che tutti si aspettavano.

Per quello si è dovuto attendere altri 5 mesi, al termine dei quali l'azienda ha presentato ufficialmente il POCO F2 Pro, che proprio come il suo predecessore promette di portare prestazioni da top di gamma a prezzi decisamente competitivi. Il POCO F2 già dal primo sguardo sembra un Redmi K30 Pro ribrandizzato, ma in questa recensione non parleremo di questo e valuteremo il nuovo “flagship killer” come se stessimo vivendo in un mondo fantastico, in cui il suo design, la sua fotocamera anteriore pop-up e il suo camera bump non ci portano alla mente nessun altro dispositivo.

Recensione Poco F2 Pro

recensione Poco F2 Pro

Perché è pur vero che con il suo Snapdragon 865, il display OLED, quattro fotocamere e scocca in vetro il POCO F2 PRO rappresenta gli ideali del POCO F1, ma questa volta è diverso, perché lo fa in un mercato decisamente cambiato rispetto al 2018 e le aspettative degli utenti che prova a soddisfare sono ben altre.

recensione Poco F2 Pro

Certo, è uno degli smartphone più economici ad utilizzare uno Snap 865, ma ha uno schermo fermo ai 60 Hz ed in un certo senso si potrebbe affermare che concorre con il Redmagic 5G, un gaming phone che – ad un prezzo leggermente maggiore – mette a disposizione un pannello a ben 144 Hz. Insomma, per comprendere il POCO F2 Pro bisognerà valutarlo con una prospettiva diversa, perché se ai tempi dell'F1 gli utenti erano disposti ad accettare alcuni compromessi (come un display sotto tono ed un comparto fotografico poco attraente), nel 2020 le cose sono cambiate e anche parecchio.

Contenuto della confezione

Il contenuto della confezione del POCO F2 Pro è quello che ti aspetti. Nella scatola con cui viene venduto lo smartphone sono inclusi, oltre al dispositivo, un cavo di ricarica di tipo USB-A/USB-C (con alcuni dettagli di colore arancione), una cover protettiva in TPU morbido e trasparente ed un caricabatterie con connettore USB-A da 2.25A e 27W per la ricarica veloce.

Mancano le cuffie auricolari, ma ormai questa mancanza è diventata quasi un trend in questa fascia dove pare che per riuscire a mantenersi bassi con il prezzo seppure utilizzando uno Snap 865, bisogna proprio rinunciare a quello.

Design e costruzione

Se siete tra quelli che odiano i vari notch e hole-punch nel display, allora amerete il design del POCO F2 Pro perché è uno dei pochi dispositivi del 2020 che continua ad usare una fotocamera anteriore pop-up e che quindi dispone di un display totalmente flat e borderless, senza alcun elemento “fastidioso”. Niente certificazione IP per la resistenza ad acqua e polvere, ed una scocca posteriore realizzata in vetro (con un Gorilla Glass 5), e presenta un camera bump circolare che sì, ricorda leggermente quello del Huawei Mate 30 Pro, ma che sporge leggermente in più ed ha un flash esterno posizionato più in basso.

Il carrellino per le nanoSIM è posizionato nel bordo inferiore, accanto al connettore USB-C, ad uno dei microfoni e lo speaker. Superiormente invece ci sono la fotocamera pop-up, posizionata sul lato sinistro, un blaster infrarossi e l'ingresso per il jack delle cuffie da 3.5 millimetri. Tutti i tasti sono posizionati sul bordo destro, dove troviamo il bilanciere del volume e il tasto un tasto d'accensione di colore rosso, decisamente bello da vedere e piuttosto solido al tatto, anche se nel sample che ho avuto modo di provare entrambi i tasti erano piuttosto ballerini.

Pesa 218 grammi, proprio come il Redmagic 5G, ma è meno spesso: con i suoi 8.9 millimetri è un dispositivo decisamente comodo da impugnare, anche se i materiali con cui è realizzato lo rendono piuttosto scivoloso e soggetto alle impronte digitali sulla parte posteriore.

Hardware e prestazioni Poco F2 Pro

Sotto la scocca si nasconde un Qualcomm Snapdragon 865 octa-core a 2.8 Ghz, affiancato da una GPU Adreno 650, una memoria interna (non espandibile tramite microSD) che può essere da 128 o 256 GB e che è di tipo UFS 3.1, e 6 o 8 GB di memoria RAM di tipo LPDDR4X nel primo caso o LPDDR5 nel secondo. È chiaramente uno smartphone 5G che, devo ammettere, assicura un'ottima ricezione del segnale, ed integra un modulo WiFi 6, un modulo Bluetooth 5.1, un dual GPS e il chip per l'NFC.

Anteriormente c'è il display borderless OLED da 6.7 pollici a 60 Hz che integra un sensore per le impronte digitali di tipo ottico, che ho trovato piuttosto lento nello sblocco, ma che in effetti è in linea con la fetta di mercato nella quale si va ad inserire il dispositivo.

recensione Poco F2 Pro

Niente audio stereo, ma ottima capsula auricolare che garantisce una qualità audio ed un volume di ascolto in telefonata di qualità. Qualità che però non ritroviamo nell'unico speaker che si utilizza per il vivavoce o per la riproduzione dei contenuti multimediali, che ho trovato decisamente sotto tono: ha un buon volume d'ascolto, ma il bilanciamento delle frequenze è poco accurato e riproduce sostanzialmente solo quelle alte, lasciando totalmente a casa quelle medie e quelle basse. Insomma, il suono può risultare a volte stridulo e poco piacevole da ascoltare.

Leggermente sotto tono la velocità di apertura della fotocamera pop-up, che ha il sistema di protezione anticaduta, che può essere utilizzata anche per lo sblocco con il volto 2D e che integra due LED RGB personalizzabili nella colorazione, molto interessante il nuovo sistema di raffreddamento LiquidCool Technology 2.0 che raffredda i componenti interni grazie ad una camera di vapore coadiuvata da grafite e grafene e che svolge decisamente bene il suo lavoro: ho provato per più volte ad eseguire una serie di benchmark e le prestazioni si sono rivelate sempre molto simili tra loro, e questo è un segno di una buona gestione termica.

recensione Poco F2 Pro

Considerando poi la presenza di un buon sistema di raffreddamento e delle memorie di tipo UFS 3.1 (che in termini pratici non portano altri benefici rispetto alle 3.0 se non una velocità leggermente superiore e la garanzia di mantenere i 60 fps in gioco), mi sembra piuttosto chiaro che il POCO F2 Pro sia un dispositivo che si rivolge anche a quegli utenti che vogliono giocare in mobilità senza troppi compromessi. Ed in effetti ci riesce, anche con una sezione software dedicata, ma non proprio del tutto e soprattutto con alcuni titoli si sente la mancanza di un refresh rate più alto.

Insomma, l'hardware del POCO F2 Pro garantisce prestazioni al pari (se non superiori) dei top di gamma più blasonati, tutto il sistema scorre che è una bellezza e senza rallentamenti. Mi è capitato però di inciampare in alcuni micro-lag, evidenti soprattutto nelle animazioni di sistema, ma sono più che convinto che sia un problema software che verrà presto risolto.

Parlando di numeri, nei miei test con GeekBench, AnTuTu, AndroBench e 3D Mark, ho notato risultati in alcuni casi migliori rispetto a quelli che ho ottenuto con il Redmagic 5G, tranne che nei test con Vulkan, dove il Poco F1 ha ottenuto un risultato di 6584 rispetto i 6611, ma la differenza è davvero poca.

recensione Poco F2 Pro

Molto interessante il risultato ottenuto con lo stress test di AnTuTu, nel quale ho potuto notare prestazioni più o meno stabili per tutto il tempo del test, con una temperatura della CPU massima intorno ai 50 gradi, segno di un buon sistema di dissipazione del calore.

Il sistema di vibrazione è decisamente migliorato rispetto alla generazione precedente. Il feedback aptico è solido e molto piacevole, anche se in alcuni casi la vibrazione “tradizionale” potrebbe sembrare troppo “lenta” (passatemi il termine, ma non riesco a spiegarmi diversamente). Piacevole il sistema di vibrazione sull’asse Z che, soprattutto in ambito gaming, garantisce un feedback molto più realistico.

Batteria

La batteria è una 4700 mAh che, grazie anche all'ottima gestione energetica dello Snap 865 è in grado di garantire un'autonomia di poco più di una giornata con un utilizzo intenso, e che può essere ricaricata velocemente grazie al caricabatterie da 30 W incluso nella confezione, con il quale si può raggiungere una ricarica del 64% in 30 minuti e una ricarica completa in 63 minuti.

recensione Poco F2 Pro

Ho provato a ricaricarlo anche con un caricabatterie da 50W, ottenendo una ricarica completa in poco più di 45 minuti. Manca però la ricarica wireless, una cosa che mi ha fatto chiaramente storcere il naso, soprattutto considerando che in alcuni dei suoi diretti competitor è presente e, talvolta, anche veloce.

Display POCO F2 Pro

C'è poco da girarci intorno, soprattutto in ambito gaming la mancanza di un refresh rate più veloce si fa sentire, anche se devo ammettere che per un'utilizzo giornaliero sono dell'idea che i 60 Hz del pannello AMOLED da 6.67 pollici sono più che sufficienti. Lo schermo è protetto da un Gorilla Glass 5 ed è forse la caratteristica dove più si nota il salto generazionale fatto dal Poco F1: rispetto al modello precedente la qualità del pannello è decisamente migliorata, i neri sono molto profondi e le immagini ben saturate, e il suo rapporto di contrasto di 5000000:1 e i 395 ppi rendono le immagini riprodotte decisamente di qualità.

recensione Poco F2 Pro

Supporta l'HDR 10+ e DC Dimming, per ridurre l'affaticamento degli occhi soprattutto a bassa luminosità, e il triplo sensore per la rilevazione della luce ambientale svolge un lavoro egregio anche in condizioni di luce diretta, dove le immagini sono sempre ben visibili grazie alla modalità Sunlight Mode 2.0. È presente anche la modalità Always-on, che è personalizzabile tramite impostazioni di sistema.

Fotocamera

Allora, i due punti deboli del POCO F1 erano, palesemente, la fotocamera e lo schermo. E se per quanto riguarda il display con il POCO F2 Pro quelli di POCO hanno decisamente ribaltato la situazione, con la fotocamera lo hanno fatto a metà. Non fraintendetemi, il sensore principale da 64 mega-pixel è il solito Sony IMX686 che svolge il suo ruolo bene e anche grazie all’ottica ƒ/1.89 riesce a scattare immagini ben definite, con un giusto bilanciamento del colore e con una saturazione vicina alla realtà, ma il bilanciamento del bianco cambia parecchio quando si scatta a 2x, per non parlare del sensore da 13 megapixel (FOV di 123°) utilizzato nella fotocamera grandangolare ƒ/2.4 che, quando lo si utilizza, restituisce delle fotografie che a me non sono piaciute molto. In via generale comunque, si sente parecchio la mancanza dell’OIS.

recensione Poco F2 Pro

E non mi sono piaciute soprattutto se è attiva l’intelligenza artificiale, che in alcuni casi è troppo invasiva (soprattutto con il grandangolare) e tende ad aumentare troppo esposizione e saturazione: il risultato sono fotografie decisamente alterate e poco realistiche, come questa.

recensione Poco F2 Pro

Inoltre, e sempre quando si utilizza la fotocamera grandangolare, con alcune condizioni di luminosità e con alcuni colori prevalenti, il sistema ha evidenti problemi nella gestione del bilanciamento del bianco e capita che, qualora non ci sia un altro “punto di riferimento”, impazzisca e inizi a sfarfallare, rendendo il tutto inutilizzabile. Per farvi capire il problema nello specifico, basta guardare il video qui sotto: quando è inquadrata solo la parete (che è di color pesca) il sistema di bilanciamento tentenna parecchio, soprattutto perché i peperoncini inquadrati sono di un colore molto simile, appena compare la pianta che ha il verde (che viene preso come colore di riferimento) il tutto si stabilizza.

È anche presente una fotocamera per le macro da 5 megapixel e con u’apertura ƒ/2.2 che permette di scattare fotografie decisamente belle, ma che essendo priva di un qualunque tipo di stabilizzazione sono decisamente difficili da scattare e risentono di ogni micro-movimento fatto dalle mani: spesso il risultato è una fotografia con micro mossi o fuori fuoco e, per questo, mi sento di consigliarvi di utilizzare questa modalità solo se si può poggiare lo smartphone su un treppiedi o quantomeno su una superficie stabile.

Sono presenti anche la modalità a 64 mega-pixel per lo scatto di foto ad alta risoluzione, la modalità PRO per scattare in manuale e la Night Mode 2.0, la nuova versione dell’interpretazione della modalità notte di POCO, che in effetti fa il suo lavoro ma non ha niente a che vedere con quelle integrate nei top di gamma più blasonati.

recensione Poco F2 Pro

La fotocamera frontale non è per niente male, ha un sensore da 20 megapixel che svolge bene il suo lavoro e che permette lo scatto di selfie o videochiamate con una qualità più che buona. Peccato per la velocità del pop-up che personalmente ritengo leggermente più lenta rispetto al solito.

Buoni i video, che con la stabilizzazione elettronica risultano piuttosto stabili e che possono essere registrati sia in 4K a 60 fps, che in 8K a 25 FPS e che mi sono sembrati più che sufficienti anche se registrati con la fotocamera frontale, in grado di registrare slow motion a 120 fps. Decisamente buona anche la qualità dei super slow motion a 960 fps registrabili con la fotocamera posteriore, che sono luminosi e ben definiti nonostante l’alto numero di frame al secondo.

Software

Lato software, il POCO F2 Pro arriva con la MIUI for POCO, cioè una versione personalizzata per l’azienda dell’interfaccia grafica di Xiaomi con cui viene personalizzato Android 10 e che, a mio parere, è una delle più valide nel mercato. Personalmente l’ho sempre considerata l’unica alternativa a Lawnchair e devo ammettere che il lavoro fatto dagli sviluppatori dell’azienda è decisamente notevole. Tutto è al proprio posto e le grafiche sono tra le più belle in circolazione, il launcher delle app può essere organizzato a colori che vengono associati ad ogni tipologia di applicazione, e tutte le modifiche della GUI sono belle e caratterizzate da applicazioni molto fluide ed è presente la certificazione Widevine L1.

È presente la modalità ad una mano, si possono utilizzare due applicazioni contemporaneamente ed è stato integrato un sistema di gestione e pulizia dell’OS che fa bene il suo lavoro, peccato però che si tratta di un’idea decisamente troppo invasiva e che (e questa è una cosa che odio) se non impostato a dovere rende l’installazione delle applicazioni e la pulizia del sistema quasi odiose. Il motivo? La presenza di banner pubblicitari per ogni operazione svolta: ad esempio, al termine della pulizia del sistema esce un banner, oppure ad ogni installazione viene verificata l’assenza di virus o malware, e il risultato è accompagnato da una pubblicità. È orripilante, e per questo ho deciso di disabilitare qualsiasi voce possibile relativa a queste funzionalità.

Prezzo e data di vendita Poco F2 Pro in Italia

Il POCO F2 Pro ha un prezzo ufficiale di 499 euro per la versione da 6/128, che sale a 599 euro per la versione da 8/256. E sì, soprattutto considerando che è già possibile acquistarlo a quasi 50 euro in meno su GearBest, credo siate d’accordo con me che si tratta di un prezzo decisamente aggressivo.

recensione Poco F2 Pro

Si tratta di un dispositivo ben bilanciato, dalle prestazioni ottime e dall’interfaccia grafica piacevole e semplice da utilizzare. Ma nonostante la sua semplicità è ricco di personalizzazioni e mette a disposizione degli utenti il top per quanto riguarda l’hardware attualmente disponibile ad un prezzo molto accessibile.

Peccato però per l’assenza della ricarica wireless e per la fotocamera che ha ancora un margine di miglioramento molto grande, per non parlare poi delle pubblicità inserite nel sistema operativo che a me davvero non riescono ad andare giù.

In ogni caso, se qualcuno dovesse chiedermi un consiglio sul migliore smartphone Android a meno di 500 euro da acquistare attualmente, non potrei che inserire il POCO F2 Pro tra le alternative, perché anche questa volta l’azienda è riuscita a produrre uno smartphone performante, concreto e (più o meno) stabile, ad un prezzo decisamente invitante.

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