L’utilizzo dello smartphone in luoghi pubblici porta con sé un’annosa preoccupazione: la privacy. Che si tratti di leggere una mail di lavoro in metropolitana o di digitare un codice bancario in fila alla cassa, la sensazione di essere osservati da occhi indiscreti è un disagio comune.
Già lo scorso anno, l’analisi di alcune build preliminari della One UI 8.5 aveva suggerito che Samsung fosse al lavoro su una soluzione nativa per questo problema, denominata Privacy Display.
Fino a poco tempo fa, le indiscrezioni puntavano quasi unanimemente verso un’esclusività di questa funzione per il modello di punta, il Galaxy S26 Ultra.
Tuttavia, nuove rivelazioni emerse nelle ultime ore potrebbero ribaltare questa narrazione, aprendo scenari interessanti anche per gli altri modelli della serie.
La soluzione hardware di Samsung per la privacy non è esclusiva del nuovo “Ultra”

La svolta arriva grazie a un’indagine approfondita condotta dai colleghi di SammyGuru. Solo pochi giorni fa, lo stesso outlet aveva individuato una pagina dedicata alla funzione Privacy Display all’interno dell’app Suggerimenti (Samsung Tips), utilizzando un dispositivo configurato per simulare un Galaxy S26 Ultra.
Quella scoperta aveva confermato l’esistenza della funzionalità, ma aveva lasciato in sospeso la questione della sua disponibilità sull’intera gamma.
Tornando sull’argomento con nuovi strumenti, il team di SammyGuru ha effettuato un secondo test, questa volta ingannando il sistema affinché riconoscesse il dispositivo in uso come un Galaxy S26+. Il risultato è stato sorprendente: l’applicazione Suggerimenti ha mostrato esattamente la stessa scheda informativa relativa al Privacy Display apparsa sul modello Ultra.
Non si è trattato di un riferimento generico, ma della stessa pagina completa delle animazioni dimostrative e dei testi descrittivi che spiegano come il pannello si oscuri alla vista laterale.
Come funziona la tecnologia Privacy Display?
Le animazioni scovate all’interno del software offrono uno sguardo concreto sul funzionamento di questa tecnologia. Il sistema sembra progettato per restringere drasticamente gli angoli di visione su richiesta, rendendo lo schermo leggibile solo a chi lo osserva frontalmente.
Sebbene i leak si concentrino sull’aspetto software, è praticamente confermato che questa funzione richiede una componente hardware specifica, verosimilmente legata ai nuovi pannelli OLED che Samsung ha sviluppato per la prossima generazione di flagship.
Vedere questa opzione associata al Galaxy S26+ suggerisce che Samsung potrebbe aver deciso di estendere tecnologie avanzate anche al modello intermedio, riducendo il divario tecnico che solitamente separa la variante “Plus” dalla “Ultra”.
Se confermato, si tratterebbe di un valore aggiunto notevole per gli utenti che preferiscono un dispositivo più maneggevole senza però rinunciare a funzionalità di sicurezza di primo piano.
Prudenza prima dell’ufficialità
Nonostante l’entusiasmo che questa notizia può generare tra i fan del brand, è doveroso mantenere un approccio cauto. La presenza di una pagina informativa in una versione interna e preliminare del software non costituisce una garanzia assoluta che la funzione arriverà sul prodotto finale.
In fasi di sviluppo così precoci, è prassi comune per i produttori testare funzionalità su più dispositivi, per poi decidere di disabilitarle o limitarle solo in prossimità del lancio commerciale.
Ciò che appare certo, tuttavia, è che la privacy visiva sta diventando un campo di battaglia sempre più rilevante per i produttori di smartphone.
Se il Galaxy S26 Plus dovesse effettivamente debuttare con il Privacy Display, Samsung lancerebbe un messaggio forte al mercato, rendendo più accessibile una feature che potrebbe presto diventare uno standard per la fascia alta, rendendo obsoleti i tradizionali filtri privacy in vetro temperato.







