Quando si parla di aggiornamenti software, l’attenzione del grande pubblico tende spesso a focalizzarsi sulle modifiche estetiche: nuove icone, pannelli ridisegnati o funzionalità appariscenti.
Tuttavia, con l’imminente rilascio di One UI 8.5, Samsung sembra intenzionata a dimostrare che la vera rivoluzione passa anche per ciò che non si vede.
Mentre l’azienda coreana continua ad espandere il supporto per l’hardware esterno e a offrire un controllo più granulare sulle impostazioni di sistema, le indiscrezioni più recenti suggeriscono che il vero asso nella manica di questo aggiornamento risieda in una profonda ottimizzazione delle prestazioni.
Samsung si prepara ad aggiornare il kernel Linux alla base di One UI 8.5

Secondo quanto riportato dal noto leaker Ice Universe, figura sempre molto informata sulle dinamiche di casa Samsung, le ultime versioni beta di One UI 8.5 nascondono una novità tecnica di rilievo assoluto. Analizzando la build specifica identificata con la sigla “CZAA“, un firmware verosimilmente trapelato o ancora non distribuito al pubblico, è emerso un aggiornamento sostanziale del kernel Linux sul Galaxy S25 Ultra.
Nello specifico, il dispositivo ha effettuato un salto dalla versione kernel 6.6.77 alla 6.6.98. Un aggiornamento di tale portata è raro nelle release intermedie e segnala una chiara volontà da parte di Samsung di intervenire sulle fondamenta stesse del sistema operativo, piuttosto che limitarsi a una semplice manutenzione ordinaria.
Fluidità e sicurezza: i benefici tangibili
Ma cosa comporta concretamente questo aggiornamento per l’utente finale? Sebbene gli upgrade del kernel non si traducano automaticamente in un aumento massiccio della potenza bruta nei benchmark, il loro impatto sull’esperienza d’uso quotidiana può essere determinante.
Un kernel più recente porta con sé miglioramenti nella gestione delle risorse, ottimizzazioni nella sicurezza e una comunicazione più efficiente tra hardware e software.
Le prime impressioni riportate da chi ha avuto modo di testare queste build sono estremamente positive. La fonte citata descrive un miglioramento palpabile nella reattività del telefono, con particolare riferimento alla risposta al tocco, alla fluidità delle animazioni e alla scorrevolezza generale dell’interfaccia.
Sembra che Samsung stia preparando il terreno per un’esperienza utente priva di quei micro-lag che talvolta affliggono anche i dispositivi di fascia alta.
Inoltre, sebbene Google richieda agli OEM di aggiornare il kernel solo per tre anni dopo il lancio nell’ambito del programma Longevity GRF, la mossa anticipata di Samsung è un segnale di grande attenzione verso la longevità e la qualità dei propri prodotti.
Uno sguardo ai Galaxy S26 e oltre
Questa mossa potrebbe non essere casuale. È plausibile che Samsung stia utilizzando questo aggiornamento del kernel come banco di prova per le tecnologie che vedremo a bordo della prossima serie Galaxy S26, il cui debutto è atteso per il mese prossimo.
L’obiettivo potrebbe essere duplice: garantire che i nuovi flagship arrivino sul mercato con prestazioni impeccabili e, contemporaneamente, effettuare il backporting di alcune di queste novità sui dispositivi meno recenti, come la famiglia S25.
Si prevede che la quarta beta di One UI 8.5, attesa per la fine di questo mese, estenderà il nuovo kernel a una base di utenti più ampia, permettendo test più approfonditi.
La versione stabile, che dovrebbe accompagnare il lancio dei nuovi Galaxy S26, renderà infine disponibili questi miglioramenti a tutto il pubblico anche se la distribuzione avverrà, come di consueto, in modo scaglionato a seconda del modello posseduto.







