L’inizio del 2026 segna uno spartiacque fondamentale per le telecomunicazioni nel Vecchio Continente, portando in dote una riorganizzazione della regolamentazione dell’area “Roaming like at home“.
Non si tratta di un semplice adeguamento tariffario, ma di una manovra strutturale che tocca tanto la geografia politica del roaming quanto l’economia dei dati mobili.
Le autorità di Bruxelles, attraverso il Consiglio e la Commissione UE, hanno infatti attuato un piano che estende i diritti dei consumatori e amplia fisicamente l’area in cui è possibile comunicare come se ci si trovasse nel proprio Paese d’origine.
Roaming UE, Moldavia e Ucraina nel mercato unico

La novità più evidente guardando la cartina geografica è l’abbattimento delle frontiere tariffarie verso l’Europa orientale. Da gennaio 2026, l’obbligo di applicare la tariffazione domestica abbraccia ufficialmente anche l’Ucraina e la Moldavia.
Se fino allo scorso anno l’inclusione di questi territori era affidata alla sensibilità dei singoli gestori o a promozioni temporanee di solidarietà, oggi diventa un vincolo normativo per tutte le compagnie telefoniche dei Paesi membri.
Questa integrazione porta a 33 il numero totale degli Stati in cui i viaggiatori possono dimenticare i costi aggiuntivi. In tutta questa vasta area, le condizioni contrattuali sottoscritte in Italia rimangono perfettamente valide.
Londra si allontana
Mentre l’Europa digitale accoglie nuovi membri a Oriente, a Occidente si consolida definitivamente il distacco del Regno Unito. Gli effetti della Brexit sulle telecomunicazioni, rimasti in sospeso per un periodo di grazia durato alcuni anni, sono ora pienamente operativi.
Se fino all’inizio del 2025 molti operatori italiani avevano mantenuto Londra nell’area gratuita per inerzia commerciale, la seconda metà dello scorso anno ha visto un’inversione di tendenza radicale.
I principali player del mercato italiano, tra cui TIM, WindTre, Kena, Very Mobile e più recentemente Iliad, hanno progressivamente rimosso il Regno Unito dalla lista dei paesi “amici”.
Dal primo gennaio 2026, dunque, viaggiare oltremanica richiede un’attenzione particolare: non esistendo più tutele comunitarie, i costi e le modalità di navigazione dipendono esclusivamente dagli accordi privati tra le singole compagnie.
Alcuni utenti potrebbero ancora beneficiare di condizioni favorevoli, ma si tratta ormai di eccezioni contrattuali e non più di diritti acquisiti.
Come crescono i Giga?
L’aspetto che avrà l’impatto più concreto sulla quotidianità dei cittadini riguarda però il volume di dati utilizzabile. Il regolamento UE prevede un meccanismo di aggiornamento annuale basato sul calo dei prezzi all’ingrosso, ovvero le tariffe che gli operatori si pagano a vicenda per l’uso delle reti.
Poiché questi costi industriali sono scesi, la formula per calcolare i Giga a disposizione dell’utente finale è diventata più generosa.
Il calcolo è tecnico ma il risultato è semplice: il coefficiente divisore, che nel 2025 era fissato a 1,30 euro, è sceso a 1,10 euro per gigabyte. Applicando la formula standard, che prevede di dividere il costo mensile dell’offerta (IVA esclusa) per questo nuovo coefficiente e moltiplicare per due, si ottiene un “tesoretto” di dati sensibilmente superiore.
Chi paga un canone di circa 10 euro netti, ad esempio, vedrà la propria disponibilità all’estero passare da circa 15 GB a quasi 18 GB, senza dover attivare alcuna opzione e senza costi extra.
Qualità della rete e costi extrasoglia
Il pacchetto di novità del 2026 include anche tutele qualitative e ulteriori riduzioni di prezzo.
Sul fronte economico, qualora un utente dovesse esaurire tutti i Giga disponibili in roaming, il costo per continuare a navigare “a consumo” subisce un taglio, scendendo a circa 0,134 centesimi di euro per MB. Una cifra che, seppur piccola, riduce il rischio di bollette salate per i grandi consumatori di dati.
Infine, viene ribadito con forza il principio della neutralità tecnologica: non sono ammesse discriminazioni sulla qualità del segnale. Chi ha un contratto 5G in Italia ha il diritto legale di agganciare il 5G anche all’estero, laddove l’infrastruttura locale lo permetta. Le pratiche di limitazione della velocità al 4G, un tempo comuni per risparmiare banda, sono ora vietate se la tecnologia superiore è disponibile.
Lo scenario attuale rimarrà valido per un anno: la tabella di marcia europea ha già fissato al primo gennaio 2027 il prossimo step, quando il costo all’ingrosso scenderà a 1 euro tondo, garantendo un ulteriore aumento dei Giga che rimarrà poi stabile fino alla scadenza del regolamento nel 2032.







