Digital Markets Act (DMA): tutti i cambiamenti arrivati con la nuova legge europea

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Il Digital Markets Act è finalmente realtà e tutti le grandi aziende tech considerate Gatekeeper si stanno affrettando ad introdurre i cambiamenti necessari per continuare ad operare sul suolo della comunità europea senza infrangere la nuova legge. Le novità sono davvero tantissime e hanno richiesto un grande sforzo da parte delle compagnie che hanno dovuto adattare i propri servizi a quelle che sono le nuove direttive che mirano a facilitare la concorrenza, lo sviluppo e la proliferazione di nuovi competitor evitando l’abuso delle posizioni dominanti delle aziende più grandi. In questo nostro approfondimento andremo ad osservare tutti i cambiamenti apportati dai sei Gatekeeper ai loro servizi, sperando che questi possano davvero offrire dei benefici per i consumatori.

Ultimo aggiornamento: 3 maggio 2024, aggiunte le dichiarazioni di Apple per quanto riguarda la conformità di iPadOS al DMA.

Digital Markets Act: tutto quello che c’è da sapere

Che cosa è il Digital Markets Act (DMA)

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Crediti: Canva

Il Digital Markets Act (DMA) è un nuovo regolamento europeo, o normativa antitrust, sui mercati digitali che mira a regolare il potere di mercato delle grandi piattaforme digitali. Approvato dall’Unione Europea lo scorso 5 luglio 2022, questo regolamento entra ufficialmente in vigore il 7 marzo 2024, obbligando le grandi compagnie tech ad uniformarsi alle nuove leggi per continuare ad operare nei paesi membri della Comunità Europea.

Il DMA ha l’obiettivo di garantire una maggiore concorrenza nel settore digitale, impedendo alle grandi piattaforme di abusare della loro posizione dominante per danneggiare i concorrenti più piccoli o per limitare la scelta dei consumatori. L’Unione Europa, infatti, ha individuato sei Gatekeeper (grandi aziende dominanti nel settore digitale): Alphabet (Google), Amazon, Apple, ByteDance (TikTok), Meta (Facebook, Instagram, WhatsApp) e Microsoft (Windows), che dovranno apportare numerosi cambiamenti alle loro piattaforme per garantire la competitività nel settore. In particolar modo, queste compagnie dovranno condividere dati con i concorrenti più piccoli, fornire accesso alle proprie infrastrutture e garantire la trasparenza nei loro algoritmi e nelle pratiche di raccolta dei dati.

Le aziende che non adegueranno i loro servizi al nuovo regolamento incorreranno in sanzioni dopo il 7 marzo 2024: l’Europa infatti si riserva il diritto di verificare che i cambiamenti apportati dai Gatekeeper siano effettivamente conformi a quanto legiferato tramite il DMA. Le sanzioni occorreranno solo dopo l’entrata in vigore del DMA e potranno corrispondere al 10% del fatturato dell’azienda oppure al 20% in caso di recidiva.

Cosa cambia per Apple, iOS, iPadOS, iPad e iPhone con il DMA

Apple iOS 17.4 Web App
Crediti: Apple

Apple è sicuramente una delle aziende più colpite dal DMA, soprattutto per quanto riguarda iPhone e il suo sistema operativo mobile iOS. Con la versione 17.4, infatti, la compagnia di Cupertino ha fatto segnare una svolta epocale: sulla piattaforma sarà possibile finalmente sfruttare il sideloading (installazione delle app al di fuori dello store) e le aziende potranno proporre il loro marketplace (store) di terze parti per la distribuzione delle app. Il nuovo iOS 17.4 è disponibile dal 5 marzo 2024 e prevede anche i browser possano utilizzare dei motori diversi da WebKit (per esempio Chrome con Chromium), le app per il cloud gaming (es. Game Pass, GeForce Now) potranno finalmente arrivare ufficialmente all’interno dell’App Store e i servizi di terze parti potranno sfruttare il chip NFC di iPhone per i pagamenti.

Ovviamente non sono mancate le polemiche a causa della nuova politica di Apple sulle commissioni per gli store alternativi: la compagnia guidata da Tim Cook, infatti, ha introdotto la “Core Technology Fee” che prevede un costo di 0.50€ per ogni installazioni di un’app su base annuale, con gli sviluppatori che dovranno garantire almeno un fido di 1.000.000 € dedicato solo al progetto per aprire il proprio store. Non ci saranno invece conseguenze per iMessage, che un indagine dell’UE ha escluso dai servizi considerati dominanti.

A partire dal 29 aprile 2024, anche iPadOS è stato indicato dall’Unione Europea come Gatekeeper. Questo significa che i cambiamenti arrivati fino ad ora su iOS e iPhone dovranno trovare spazio anche su iPad e sul suo sistema operativo. Apple, stando alle dichiarazione dell’UE, avrà a disposizione 6 mesi per adeguare iPadOS al DMA, ma potrebbe non aspettare tutto questo tempo: in una recente dichiarazione, infatti, Tim Cook ha assicurato che iPadOS sarà conforme al DMA grazie ad un aggiornamento in arrivo in autunno.

Cosa cambia per Google, Play Store e Android con il DMA

Crediti: Posta Gazetesi

Meno significativi i cambiamenti dovuti apportare da Google per il DMA, ma comunque importanti: l’azienda di Mountain View infatti con il suo sistema operativo mobile Android garantiva già la possibilità di effettuare il sideload e l’installazione di store/marketplace di terze parti, ma ha dovuto comunque introdurre delle importanti novità per utenti e sviluppatori. Con il DMA, infatti, il Google Play Store dovrà garantire la possibilità di sfruttare pagamenti di terze parti che non appartengano necessariamente al circuito ufficiale dell’azienda. Gli sviluppatori, infatti, potranno proporre agli utenti la possibilità di pagare con metodi alternativi a quelli proposti dal Play Store, potendo inoltre approfittare di una riduzione della commissione.

Sui dispositivi Android, inoltre, è arrivata anche una schermata di selezione del browser predefinito al momento dell’inizializzazione dello smartphone ed un controllo più approfondito per gli utenti che potranno selezionare i dati da voler condividere con l’azienda.

Un cambiamento ulteriore è previsto per i risultati di ricerca di Google, che non potranno più mostrare immediatamente le informazioni di Maps. Il regolamento infatti prevede che le aziende non possano privilegiare i propri servizi rispetto a quelli della concorrenza e di conseguenza diventa vietato mettere in risalto le informazioni provenienti dai servizi correlati a Google.

Sui Google Pixel Phone, invece, l’azienda di Mountain View ha dovuto introdurre anche il cambio del motore di ricerca predefinito del Pixel Launcher. Con un aggiornamento arrivato solo nei paesi dell’Unione Europea, infatti, gli utenti possono finalmente utilizzare un motore di ricerca alternativo a quello di Google anche sugli smartphone prodotti da Big G.

In alcuni casi Google ha anche deciso di non adattare i servizi al DMA, lasciando quindi decadere alcune funzioni di specifici dispositivi. Per esempio, su alcuni smartwatch Fitbit a partire da giugno 2024 non saranno più disponibili le app e i quadranti di terze parti.

Cosa cambia per Microsoft e Windows con il DMA

Windows 11
Crediti: Canva, Microsoft

Microsoft finisce anch’essa, inevitabilmente, nel calderone dei Gatekeeper a causa di Windows: il sistema operativo più famoso al mondo infatti vedrà l’introduzione di diversi e significati cambiamenti che cambieranno molto quella che è l’attuale esperienza d’uso. Il DMA infatti impone a Microsoft di segnalare i componenti di sistema e le app installate sull’OS con l’etichetta “Sistema”, mentre sarà possibile finalmente disinstallare tutte le app già integrate nel sistema operativo al momento dell’installazione (come Fotocamera, Cortana, ricerca con Bing, Edge e Foto). Il cambiamento più importante, tuttavia, è rappresentato dalla possibilità per gli utenti di scegliere il motore di ricerca predefinito per la ricerca all’interno di Windows 11, così come il provider per il feed di notizie nei Widget. Bing quindi non sarà più dominante all’interno dell’OS e gli utenti potranno scegliere liberamente quale motore di ricerca integrare ed utilizzare.

Che cosa cambia per Facebook, Instagram e WhatsApp con il DMA

Facebook
Crediti: Canva

Meta non è esente dal nuovo regolamento, così come tutti i suoi social network e applicazioni di messaggistica istantanea. Per Facebook, Instagram e Messenger le novità potrebbero sembrare marginali e non avere un grande impatto sull’esperienza utente, mentre per WhatsApp i cambiamenti sono sicuramente più importanti. I social della compagnia guidata da Mark Zuckerberg dovranno infatti garantire la separazione degli account gli uni dagli altri. In questi giorni vi sarete sicuramente accorti di un nuovo avviso all’interno di Facebook, Instagram e Messenger che chiede all’utente se vuole mantenere il proprio account così com’è (e quindi collegato all’ecosistema di Meta) oppure se creare un nuovo account completamente scollegato dagli altri. Questa misura è dovuta alla nuova legge del DMA relativa alla raccolta dei dati, dove gli utenti dovranno esplicitamente segnalare cosa voler condividere con l’azienda.

WhatsApp, invece, dovrà garantire l’interoperabilità della piattaforma: questo significa che all’interno della celebre app di messaggistica istantanea gli utenti potranno decidere di integrare anche altri servizi di comunicazione. La funzionalità, al momento in cui scriviamo, è ancora in fase beta e non disponibile al pubblico, ma delle piccole anteprime ci hanno mostrato come in WhatsApp sarà possibile comunicare anche con gli utenti di Instagram e Facebook, per esempio. Allo stesso tempo, WhatsApp dovrà garantire la possibilità di essere integrato in altre applicazioni di messaggistica. Il cross-platform includerà messaggi di testo, immagini, messaggi vocali, video e file inviati tra gli utenti, ma dipenderà anche delle altre applicazioni se accettare o meno l’interoperabilità con WhatsApp. Gli altri servizi, inoltre, dovranno utilizzare il protocollo Signal per criptare le conversazioni, ma Meta potrebbe accettare anche altri metodi di sicurezza se questi si dimostrassero all’altezza degli standard di WhatsApp.

Cosa cambia per le applicazioni con il DMA

Spotify
Crediti: Canva

Per le applicazioni singole i cambiamenti sono marginali, seppur in tanti beneficeranno delle novità introdotte dagli store. Spotify, per esempio, potrà finalmente proporre agli utenti i pagamenti di terze parti senza dover incombere in una marginalità ridotta a causa delle commissioni di Google ed Apple. In generale il DMA dovrebbe consentire una maggiore libertà di scelta per gli utenti, che potranno verificare nel dettaglio quale metodo di pagamento effettuare e quali dati condividere con le varie aziende.

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