Aspettatavi l’arrivo dei Meta Ray-Ban Display? L’azienda ha brutte notizie

Meta Ray-Ban Display
Crediti: Meta, Ray-Ban

È un paradosso che nel mondo della tecnologia capita di rado, ma quando succede fa sempre rumore: un’azienda è costretta a frenare la propria espansione non perché il prodotto non piaccia, ma perché piace troppo.

È esattamente lo scenario che si sta delineando attorno a Meta e ai suoi attesissimi Ray-Ban Display.

Gli occhiali intelligenti di nuova generazione, che avrebbero dovuto fare il loro debutto ufficiale in Italia, Francia, Canada e Regno Unito nei primi mesi del 2026, non arriveranno. O almeno, non secondo la tabella di marcia promessa.

Meta Ray-Ban Display rimandati, non arriveranno in Italia nei tempi previsti

Meta Ray-Ban Display
Crediti: Meta, Ray-Ban

La notizia è arrivata direttamente dal CES di Las Vegas, dove l’atmosfera di entusiasmo per le nuove tecnologie si è scontrata con la delusione degli utenti internazionali.

Meta ha comunicato ufficialmente di aver messo in pausa il lancio globale. La motivazione risiede in una domanda interna, quella del mercato statunitense, che ha letteralmente travolto le previsioni di vendita. Le scorte sono limitate e le liste d’attesa per ottenere un paio di questi dispositivi negli Stati Uniti si estendono ormai fino alla metà del 2026.

L’azienda si trova quindi in una posizione scomoda, sospesa tra la soddisfazione per un prodotto che il pubblico desidera ardentemente e l’imbarazzo logistico di non riuscire a produrlo in quantità sufficienti.

Nel comunicato ufficiale, Meta ha spiegato che la priorità assoluta sarà l’evasione degli ordini già accumulati sul suolo americano, lasciando il resto del mondo in una sala d’attesa a tempo indeterminato mentre viene rivalutata la strategia di distribuzione internazionale.

Per i consumatori italiani che sognavano di indossare il futuro già quest’anno, si prospetta un’attesa lunga e incerta.

Nuove funzionalità in arrivo

Teleprompter

Mentre l’Europa resta a guardare, negli Stati Uniti il prodotto continua ad evolversi con funzionalità che sembrano uscite da un romanzo di fantascienza. Durante la fiera di Las Vegas, sono state svelate novità sostanziali che rendono questi occhiali ben più di un semplice accessorio con fotocamera. La prima grande innovazione riguarda l’introduzione di un Teleprompter portatile.

Questa funzione trasforma gli occhiali in uno strumento professionale potentissimo per chi parla in pubblico o crea contenuti. Immaginate di dover tenere un discorso o registrare un video: le note, o l’intero copione, vengono proiettate direttamente sulle lenti, visibili solo a chi indossa il dispositivo.

Il testo scorre davanti agli occhi dell’utente, che può controllarne la velocità e la navigazione attraverso il Meta Neural Band, il braccialetto che legge gli impulsi nervosi del polso. È la fine dei foglietti di carta e dei vuoti di memoria, tutto gestito con una discrezione assoluta.

Scrivere con il pensiero (o quasi)

Ancora più impressionante è la nuova frontiera della messaggistica svelata al CES, denominata scrittura EMG. Grazie al Meta Neural Band, l’interazione con il mondo digitale si slega completamente dallo schermo dello smartphone.

Gli utenti possono ora inviare messaggi su piattaforme come WhatsApp e Messenger semplicemente scrivendo con un dito su qualsiasi superficie fisica disponibile: un tavolo, la propria gamba, o persino tracciando segni nell’aria.

Il braccialetto intercetta i segnali elettromuscolari del polso e traduce quei movimenti impercettibili in testo digitale istantaneo. L’obiettivo è quello di permettere alle persone di comunicare mantenendo la testa alta e lo sguardo fisso sul mondo circostante, eliminando quella barriera sociale creata dal dover continuamente fissare il telefono.

Al momento questa funzione è limitata alla lingua inglese e al mercato americano, ma rappresenta un cambio di paradigma nel modo in cui intendiamo le interfacce uomo-macchina.

Oltre gli occhiali: auto e accessibilità

L’ecosistema che Meta sta costruendo attorno alla tecnologia EMG (elettromiografia) va ben oltre gli occhiali. A Las Vegas è stata mostrata una collaborazione con Garmin per integrare questa tecnologia nelle automobili: in futuro, i passeggeri potrebbero controllare i sistemi di infotainment dell’auto con minimi gesti delle dita, senza dover toccare alcuno schermo.

Parallelamente, la tecnologia sta assumendo un valore sociale rilevante grazie alla ricerca condotta con l’Università dello Utah. Si sta studiando come il Neural Band possa diventare uno strumento di accessibilità fondamentale per persone affette da patologie come la SLA o la distrofia muscolare.

Rilevando segnali muscolari anche molto deboli, il dispositivo potrebbe permettere a chi ha una mobilità ridotta di controllare la domotica di casa o persino attrezzature sportive complesse come il “TetraSki“, uno sci progettato per atleti con disabilità gravi.

Tutto questo, purtroppo, per ora rimane un racconto d’oltreoceano. Che si tratti di reali colli di bottiglia nella catena di approvvigionamento o di una raffinata strategia di marketing basata sulla scarsità, il risultato non cambia: l’Italia dovrà attendere ancora a lungo prima di poter toccare con mano, o meglio vedere con gli occhi, questa rivoluzione.