Recensione POCO F6: da non perdere, occhio alle offerte online

recensione POCO F6 smartphone

La serie F di POCO è sempre stata sinonimo di hardware ottimo e fortissimo rapporto qualità prezzo, ed i nuovi POCO F6 (ed F6 Pro, che abbiamo già recensito) non fanno altro che confermare e consacrare ulteriormente questa teoria. L’F6 segna il debutto dello Snapdragon 8s Gen 3 in molti mercati globali, seppur personalmente io mi sia già trovato a provare il Motorola Edge 50 Ultra, che monta lo stesso chipset.

Insomma, il potenziale per fare bene c’è tutto e se considerate gli street price dei dispositivi di POCO, che tendono spesso ad essere in offerta già pochissimi giorni dopo il lancio, allora la questione diventa ancora più succulenta.

Recensione POCO F6

Design e Materiali

Una cosa di POCO che apprezzo da sempre è il suo grande impegno ad ogni nuova generazione nel portare qualche novità di carattere estetico, una novità che naturalmente non manca su questo F6. Attenzione, però, perchè l’azienda non ha rivoluzionato completamente il design, ma ha apportato alcune modifiche che permettono all’F6 di distinguersi dal suo predecessore e naturalmente il cambiamento più evidente è nella parte posteriore, dove i moduli della fotocamera sono ora separati in due anelli differenti, ben rifiniti entrambi, con un terzo anello a destra che racchiude il flash a LED.

Ciò che ho apprezzato dei nuovi moduli della fotocamera è che non sporgono, quindi il telefono non traballa troppo quando viene poggiato su una superficie piana. Per il resto il design, soprattutto in questa colorazione titanium, non passa inosservato: personalmente l’ho apprezzato, ma se cercaste un po’ più di sobrietà o in generale qualcosa di più tradizionale, la variante black o quella silver fanno sicuramente al caso vostro. In ogni caso POCO ha mantenuto sia il retro che il frame laterale in policarbonato, adottando in più una finitura opaca al tatto che minimizza le impronte digitali. Sebbene utilizzi un telaio in plastica, non dà una sensazione cheap al tatto, e la qualità costruttiva è eccellente. Il peso, inoltre, è ben ottimizzato perchè nonostante le dimensioni importanti, l’F6 pesa soli 179 grammi.

Il resto del design è piuttosto standard: i pulsanti di accensione e volume sono sulla destra, il vano per la SIM è in basso accanto alla porta USB-C, e ci sono altoparlanti stereo di buona qualità. Anche su questo modello, come da tradizione, è presente il blaster IR per utilizzare lo smartphone come un vero telecomando. POCO, infine, offre anche la resistenza alla polvere e all’acqua IP64 su questo modello seppur, da manuale, non sia possibile immergere il telefono in acqua.

Display

Il POCO F6 mantiene ancora un display da 6,67 pollici, una delle poche somiglianze con il modello dell’anno scorso. Il pannello AMOLED installato, ad ogni modo, quest’anno ha una risoluzione più alta di 2712 x 1220, raggiunge una luminosità maggiore fino a 1200 nits in modalità HBM e 2400 nits per i contenuti HDR, oltre ad essere protetto da uno strato di Gorilla Glass Victus.

Il telefono è impostato di default sulla modalità Original Colour Pro, e i colori non risultano particolarmente vivaci, specie se in passato avete avuto modo di provare uno smartphone di POCO; ad ogni modo è soltanto un settaggio a livello software, per cui passando alla modalità Vivid si nota una grande differenza nell’uso quotidiano. Per quanto riguarda il refresh rate, questo pannello supporta un refresh rate dinamico fino a 120Hz, che anzi vi consiglio di impostare nei menu di personalizzazione, in sostituzione alla modalità automatica inserita.

Come al solito, tecnicamente parlando, POCO ha fatto le cose in grande: questo pannello, pur rientrando in una fascia di mercato media, è comparabile a quello di un top di gamma, con il suo touch sampling rate fino a 480Hz o ancora i suoi 1920Hz di PWM Dimming. Senza scendere troppo in dettagli tecnici, è tra i pannelli con la qualità migliore che possiate acquistare in questa fascia di mercato, stop.

Hardware e prestazioni

La strategia hardware adottata da POCO è la solita che contraddistingue ormai il brand: hardware di punta (quasi) ad un prezzo iper competitivo, e neanche questa volta si smentisce. Il POCO F6, infatti, punta sul nuovo Snapdragon 8s Gen 3, una CPU dotata di un core Cortex X4 che raggiunge i 3,0 GHz, accompagnato da quattro core A720 a 2,8 GHz per la gestione delle prestazioni principali e tre core A520 a 2,0 GHz progettati per garantire efficienza.

L’Adreno 735 è altrettanto interessante e trasforma il POCO F6 in uno smartphone decisamente adeguato anche per il gaming; a mani basse lo valuterei come il miglior acquisto per rapporto qualità prezzo se state cercando uno smartphone con cui giocare, il cui unico svantaggi orisiede nelle temperature che possono sfiorare anche i 50 gradi in sessioni molto prolungate, a differenza di Motorola Edge 50 Ultra che, con lo stesso chipset, è riuscito di più a tenere sotto controllo le temperature.

Lo smartphone, ad ogni modo, nonostante l’aumento delle temperature non riduce le prestazioni nemmeno con un uso prolungato, garantendo frame rate costanti nei titoli più esigenti dal punto di vista grafico: certo, non ha la potenza nominale del normale Snapdragon 8 Gen 3, ma nel contesto dei telefoni di fascia media, solo un pazzo potrebbe desiderare di più. La cosa più divertente sta nelle pochissime differenze in ambito prestazionale tra il modello Pro e questo “liscio”, tant’è che per certi versi sarei anche più propenso all’acquisto di questa variante piuttosto che dell’altra.

Per il resto, tutte le varianti del Poco F6 sono dotate di moduli RAM LPDDR5X e di storage UFS 4.0: il modello base ha 8GB di RAM e 256GB di storage, mentre il modello top possiede 12GB/512GB. Sul fronte connettività, invece, il dispositivo offre Wi-Fi 6E, Bluetooth 5.4, NFC e connettività dual-SIM, seppur non supporti schede sim in formato virtuale.

Software

Per quanto riguarda il software, non ci sono molte novità di cui parlare. Il POCO F6 viene fornito con HyperOS 1.0.3.0, basato su Android 14. Il software è essenzialmente identico alla MIUI 14, fatta eccezione del riquadro delle notifiche diviso e alcune modifiche minori.

Un aspetto positivo che ho appurato è la fluidità dell’interfaccia utente, che è migliorata di gran lunga rispetto alle precedenti versioni della MIUI, che senza dubbio era (ed è, tutt’oggi) l’interfaccia su Android più pesante e lenta in circolazione. Un problema ricorrente, invece, è la grande quantità di bloatware presente sul dispositivo alla prima accensione, ed ok, è vero che la maggior parte può essere disinstallata, ma reputo fastidioso dover perdere del tempo in questi dettagli mentre configuro il mio nuovo smartphone.

In termini di aggiornamenti software, il POCO F6 e il F6 Pro riceveranno tre major update, lievemente al di sotto della media offerta dai competitor (che ormai garantiscono tutti almeno 4 anni di aggiornamenti), ma rappresenta comunque un passo avanti per POCO che non si è mai effettivamente distinta su questo fronte.

Fotocamera

E se mentre sull’hardware e le prestazioni in generale i dispositivi di casa POCO non ci hanno mai fatto in assoluto proferire parole negetive, sulle fotocamera non si può di certo dire lo stesso. Ad essere onesti, però, un cambiamento positivo c’è stato in questa generazione: qui lo smartphone è dotato di una fotocamera principale da 50MP f/1.6 Sony IMX882 con stabilizzazione ottica (OIS), affiancata da un obiettivo grandangolare Sony IMX355 da 8MP. Nella parte anteriore, invece, troviamo una nuova fotocamera da 20MP f/2.2 con sensore OmniVision OV20B40.

Considerando l’inefficacia del sensore macro che Xiaomi e POCO hanno insistito a installare per anni, non sorprende che questo nuovo POCO F6 ne sia privo. Per quanto riguarda gli scatti diurni, il POCO F6 offre una buona gamma dinamica e una resa cromatica accurata, con un elevato livello di dettaglio e colori fedeli alla realtà, cosa che spesso mancava nei colori estremamente ricchi di contrasto dei modelli precedenti, che perdevano naturalezza.

Dove il POCO F6 si distingue maggiormente rispetto ai suoi predecessori è nelle fotografie in condizioni di scarsa illuminazione; il telefono riesce a catturare immagini notturne dettagliate con livelli di rumore molto bassi o inesistenti. I punti luminosi e le ombre sono ben gestiti e, nonostante l’esposizione sia conservativa, è possibile distinguere molti dettagli minuti. L’obiettivo grandangolare, invece, è nella media. Funziona bene in scenari con buona illuminazione, ma non offre lo stesso equilibrio cromatico dell’obiettivo principale e presenta qualche problemino di messa a fuoco e gestione del rumore in condizioni di scarsa illuminazione. Resta, tuttavia, uno tra i migliori POCO provati negli ultimi anni in ambito fotografico, questo è più che certo.

Nei video, però, il POCO F6, come l’F6 PRO non eccelle. Con la fotocamera principale è possibile registrare video in 4K a 60 fps (o a 30 fps con HDR attivo), ma quando si utilizza l’ultra-wide la risoluzione scende a 1080p a 30 fps. Certo, chi acquista un POCO non lo fa principalmente per la qualità video, ma la possibilità di registrare a 60 fps con l’ultragrandangolare sarebbe stata molto apprezzata.

Autonomia

Non c’è alcuna ansia da batteria, e questo dovrebbe lasciarvi intendere quanto io sia stato soddisfatto dalle prestazioni di questa batteria da 5000 mAh in dotazione al POCO F6. In linea generale questo smartphone garantisce sempre la giornata intera di utilizzo senza grosse difficioltà; in casi estremi, qualora doveste scaricarlo prima, POCO ha migliorato anche la velocità di ricarica implementando la Turbo Charging fino a 90W che con soli 40 minuti riesce a caricare completamente la batteria dello smartphone. Tra le altre cose, non è da sottovalutare la presenza del caricatore nella confezione di vendita dello smartphone.

Prezzo e Considerazioni

POCO F6 arriva in Italia con un prezzo di listino pari a 449,90€ per la versione 8/256GB e 50 euro in più per la versione 12/512GB; ad ogni modo nel momento in cui sto scrivendo questa recensione già è possibile acquistare lo smartphone ad un prezzo scontato di oltre 100 euro che, di fatto, vi consente di portarvi a casa uno smartphone di tutto rispetto per meno di 400 euro, cifra ormai al di sotto della quale difficilmente si riesce a fare un buon acquisto.

In fin dei conti per chi cerca uno smartphone performante e dal buon rapporto qualità prezzo, lui può essere la scelta giusta; diversamente, se scattate molte foto o avete bisogno di prestazioni ancor più solide, potreste dover aumentare il vostro budget per uno smartphone di altra categoria.

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