Dopo un’attesa protrattasi per oltre due anni, Google ha finalmente colmato una delle lacune software più evidenti dell’ecosistema di Cupertino.
YouTube è approdato ufficialmente su Apple Vision Pro con un’applicazione dedicata, ponendo fine al lungo periodo in cui gli utenti erano costretti a ricorrere al browser Safari per fruire dei contenuti della piattaforma video più famosa al mondo.
La strategia iniziale di Mountain View, che al momento del lancio del visore aveva optato per un approccio basato sul web ignorando lo sviluppo nativo, viene dunque accantonata in favore di un’esperienza integrata che promette di sfruttare appieno le potenzialità dell’hardware.
YouTube per Apple Vision Pro, un’esperienza immersiva e controlli gestuali
Gli utenti possono ora immergersi in un ambiente virtuale che simula uno schermo cinematografico di grandi dimensioni, navigando tra i video standard, gli Shorts e i propri feed personalizzati con un’immediatezza prima impossibile.
L’interfaccia è stata disegnata per rispondere ai controlli gestuali tipici di visionOS: ridimensionare le finestre o scorrere la timeline del video diventa un’operazione naturale eseguibile con semplici movimenti delle mani.
La vera novità risiede tuttavia nella gestione dei contenuti immersivi. Una sezione specifica dell’app, denominata “Spatial“, aggrega i formati 3D, VR180 e video a 360 gradi, offrendo quel livello di profondità che mancava nella versione browser.
Dal punto di vista prettamente tecnico, l’applicazione supporta sia i modelli equipaggiati con chip M2 che le più recenti varianti con chip M5.
Proprio per questi ultimi è stato riservato un vantaggio esclusivo: la capacità di riprodurre filmati con una risoluzione fino a 8K, garantendo una nitidezza d’immagine senza precedenti.
Una tempistica curiosa in un mercato difficile
La pubblicazione dell’app suscita diverse riflessioni sulle tempistiche adottate da Google. Per lungo tempo, i possessori del visore si sono sentiti trascurati, tanto che sviluppatori indipendenti avevano tentato di offrire soluzioni alternative come Juno, un client di terze parti apparso brevemente sullo store prima di essere rimosso per violazione dei termini di servizio.
Mentre concorrenti diretti come Disney+, Amazon Prime Video e Peacock avevano investito fin dal primo giorno sull’ecosistema Apple, YouTube ha preferito attendere, forse per valutare la reale trazione del dispositivo sul mercato.
Ciò che rende questa mossa strategica particolarmente interessante è il contesto economico attuale. L’entusiasmo per l’Apple Vision Pro si è notevolmente affievolito rispetto al debutto avvenuto nel febbraio 2024.
Le stime di vendita più recenti dipingono un quadro complesso, con spedizioni ridotte a circa 45.000 unità nell’ultimo trimestre del 2025 e notizie, riportate dal Financial Times, riguardanti un rallentamento della produzione dovuto a una domanda debole.
Nonostante l’introduzione di funzionalità legate all’intelligenza artificiale, l’interesse del grande pubblico sembra tiepido. Google sceglie quindi di rilasciare il suo software di punta proprio mentre la curva di adozione dell’hardware sembra flettere, offrendo finalmente un servizio essenziale, comprensivo di download offline, a una nicchia di utenti che lo attendeva pazientemente da ventiquattro mesi.







