La strategia di Samsung per la serie Galaxy S26 sembra confermare una divisione geografica dell’hardware, con il nuovo Exynos 2600 riservato ad alcuni mercati e il Qualcomm Snapdragon 8 Elite Gen 5 destinato ad altri.
Sebbene le differenze in termini di potenza bruta dei chip siano state spesso argomento di dibattito negli anni passati, l’attenzione odierna si è spostata sulle capacità di intelligenza artificiale.
I recenti dati emersi dai test MLPerf Inference: Mobile offrono uno spaccato interessante e sorprendentemente equilibrato delle due piattaforme.
Exynos o Snapdragon, chi ha la meglio nelle prestazioni IA?

L’analisi dei benchmark rivela una situazione di parità che forse in pochi avrebbero previsto. Su sei test specifici condotti per valutare le capacità di inferenza neurale, i due processori si spartiscono equamente le vittorie: tre a favore di Samsung e tre a favore di Qualcomm.
Questo risultato suggerisce che, invece di esserci un vincitore assoluto, ci troviamo di fronte a due filosofie di ottimizzazione differenti, ciascuna con i propri punti di eccellenza.
Il silicio di casa Samsung ha dimostrato una superiorità marcata nelle categorie “Classification“, “Detection” e “Language“. Questi ambiti sono fondamentali per l’interazione quotidiana con lo smartphone.
La vittoria nella classificazione e nel rilevamento oggetti implica che l’Exynos 2600 potrebbe gestire con maggiore reattività le funzioni della fotocamera legate al riconoscimento delle scene, così come l’organizzazione intelligente della galleria fotografica.
Ancora più rilevante è il primato nei test linguistici. In un’era dominata dagli assistenti virtuali e dalla traduzione in tempo reale, una maggiore efficienza in questo settore potrebbe tradursi in risposte più rapide da parte dell’IA generativa testuale e in una migliore comprensione dei comandi vocali complessi, eseguendo tutto direttamente sul dispositivo senza dover ricorrere al cloud.

Qualcomm non rimane a guardare e impone la sua legge nei settori “Segmentation“, “Super-Res” e “Stable Diffusion“. Questi risultati indicano una chiara vocazione per l’elaborazione avanzata e la generazione di immagini.
La segmentazione è cruciale per separare i soggetti dallo sfondo, migliorando ad esempio la qualità della modalità ritratto o gli effetti video in tempo reale.
La vittoria in “Super-Res” (super risoluzione) e “Stable Diffusion” suggerisce che lo Snapdragon 8 Elite Gen 5 è probabilmente più performante nelle attività creative, come la generazione di immagini da zero o l’upscaling di foto e video a bassa risoluzione.
Per l’utente che fa ampio uso di strumenti creativi basati sull’IA, la soluzione di Qualcomm potrebbe offrire tempi di attesa inferiori.
Le vittorie non sono schiaccianti
L’aspetto più rassicurante di questa competizione è l’assenza di un divario critico. Non siamo di fronte a uno scenario in cui una variante del telefono risulta palesemente inferiore all’altra.
Al contrario, la scelta (o l’assegnazione geografica) tra Exynos e Snapdragon determinerà semplicemente quale tipo di compito verrà eseguito con un leggero margine di vantaggio: una gestione del linguaggio più scattante per Samsung o una manipolazione delle immagini più rapida per Qualcomm.
In entrambi i casi, l’esperienza d’uso complessiva si preannuncia di altissimo livello.







