L’azienda di Cupertino ha intensificato la sua crociata legale contro la diffusione non autorizzata di segreti industriali. Al centro di questa complessa vicenda giudiziaria si trovano il noto divulgatore Jon Prosser, volto del canale FPT, e il suo collaboratore Michael Ramacciotti.
L’accusa mossa da Apple è grave e delinea un vero e proprio piano organizzato per accedere a un dispositivo di sviluppo al fine di sottrarre informazioni riservate, tra cui dettagli fondamentali sul sistema operativo iOS 26.
Apple vs Jon Prosser, l’azienda di Cupertino chiede una punizione esemplare

Secondo i documenti depositati in tribunale, l’operazione informatica si è svolta ai danni di Ethan Lipnik, all’epoca dipendente Apple e amico di Ramacciotti, successivamente licenziato dall’azienda proprio a causa di questa vicenda.
Sfruttando la conoscenza del codice di sblocco e attendendo un momento di assenza prolungata del legittimo proprietario, Ramacciotti avrebbe avuto accesso all’iPhone di sviluppo in dotazione a Lipnik. Il furto dei dati sarebbe avvenuta in tempo reale tramite una videochiamata FaceTime avviata immediatamente con Prosser, permettendo a quest’ultimo di visionare in anteprima il software in funzione.
Questo materiale riservato è stato poi impiegato nel marzo del 2025 per creare delle precise riproduzioni grafiche dell’applicazione Messaggi e, nel mese successivo, della nuova interfaccia denominata Liquid Glass, mostrate al pubblico come le più grandi e complete fughe di notizie mai realizzata fino a quel momento.
Per il suo ruolo prettamente operativo, Apple sostiene che Ramacciotti abbia ricevuto un compenso economico direttamente da Prosser.
La battaglia legale e la sentenza in contumacia
Mentre Ramacciotti e il suo team di avvocati hanno scelto la via della collaborazione con la dirigenza californiana, avviando il regolare scambio di prove, documenti e informazioni sui testimoni, la posizione di Prosser appare decisamente più rigida.
A causa della mancata risposta formale alla denuncia entro le scadenze legali previste, la corte ha concesso ad Apple una sentenza in contumacia. Questa importante decisione giuridica implica l’accettazione totale, da parte del tribunale, della veridicità delle affermazioni presentate dall’azienda, garantendo in linea di principio i provvedimenti richiesti nell’esposto.
Nonostante lo scorso ottobre Prosser avesse dichiarato pubblicamente di non star ignorando la causa, la situazione è proseguita nelle aule di tribunale. I legali di Cupertino gli hanno notificato mandati di comparizione per ottenere documenti specifici e programmare una deposizione giurata.
Quest’ultimo passaggio sarà fondamentale per quantificare l’esatto volume di informazioni confidenziali sottratte negli anni, un elemento determinante che aiuterà il giudice a stabilire la portata complessiva dei danni economici subiti dall’azienda.
Le richieste di Cupertino e la tolleranza zero
L’azienda guidata da Tim Cook, nota per l’assoluta intransigenza verso la circolazione prematura di dettagli sui propri dispositivi, non intende fare alcuno sconto. La dirigenza ha richiesto formalmente un processo con giuria, puntando a ottenere un’ingiunzione permanente contro gli imputati per impedire qualsiasi futura divulgazione di segreti commerciali in assenza di un esplicito consenso scritto.
Oltre ai danni quantificabili in sede processuale, Apple esige il pagamento di danni punitivi motivati dall’appropriazione indebita, definita chiaramente come intenzionale e dolosa nei documenti legali.
La richiesta economica mossa dalla società comprende inoltre l’applicazione del massimo degli interessi legali pre e post-sentenza, il completo rimborso delle spese sostenute per gli avvocati e ogni altro risarcimento ritenuto congruo dal tribunale.
Tuttavia, l’aggressiva mossa legale non sembra aver interrotto le attività del canale FPT. Solo il mese scorso, lo stesso Prosser ha diffuso nuovi render relativi all’imminente iPhone 18 Pro, anticipando caratteristiche tecniche ancora segrete come l’apertura variabile per le fotocamere principali e la connettività satellitare 5G avanzata, dimostrando come la fuga di notizie tecnologiche sia un fenomeno estremamente difficile da arginare del tutto.







