Il sogno della convergenza digitale, ovvero la possibilità di possedere un unico dispositivo tascabile in grado di sostituire laptop, desktop e smartphone, è una chimera che viene inseguita da anni.
Immaginate una vita digitale che ruota interamente attorno al vostro telefono, potente abbastanza da trasformarsi in una workstation completa non appena collegato a un monitor. Se questa prospettiva vi affascina, un nuovo hardware si affaccia all’orizzonte promettendo di realizzare proprio questo desiderio.
Si chiama NexPhone ed è l’ultima creazione del team di Nex, già noto per i “laptop senza hardware” NexDock che sfruttano la potenza di calcolo degli smartphone. Tuttavia, per abbracciare questa visione futuristica, sarà necessario accettare compromessi non indifferenti.
NexPhone è lo smartphone “convergente” che esegue Android, Linux e Windows 11
Osservando il NexPhone, si ha l’impressione di aver fatto un salto indietro nel tempo. Lungi dalle linee eleganti e sottili dei flagship attuali, il dispositivo ricorda esteticamente uno smartphone Android economico della fine degli anni 2010.
Il corpo è massiccio, caratterizzato da cornici spesse e una scocca grigia gommata che non grida certo all’innovazione. Con uno spessore di oltre 13 millimetri e un peso che supera i 250 grammi, la portabilità potrebbe risentirne, facendo rimpiangere soluzioni più leggiadre.
Nonostante l’aspetto austero e un po’ retrò, la scheda tecnica nasconde elementi di pregio che salvano il dispositivo dall’obsolescenza immediata. Il pannello frontale è un display da 6,58 pollici con risoluzione FHD+ e una frequenza di aggiornamento a 120 Hz, garantendo una fluidità visiva al passo coi tempi.
Anche il comparto fotografico si difende bene con un sensore primario Sony IMX787 da 64MP, e la dotazione di memoria RAM, pari a 12GB, suggerisce che sotto quel design spartano ci sia l’intenzione di gestire carichi di lavoro pesanti.
Tre anime in un unico corpo
Il vero punto di forza del NexPhone, quello che lo distingue nettamente dalla massa uniforme del mercato mobile, è la sua configurazione multi-boot. Il dispositivo non si limita a eseguire Android 16, con cui viene fornito di fabbrica, ma apre le porte a un’esperienza desktop completa.
Collegando il telefono a un monitor esterno, l’utente può lanciare una versione completa di Linux basata su Debian, trasformando il telefono in un PC per la produttività o lo sviluppo.
Ma l’ambizione del progetto non si ferma qui, NexPhone è capace di eseguire anche Windows 11.
Sebbene il passaggio al sistema operativo di Microsoft richieda un riavvio del dispositivo, la possibilità di avere un PC Windows completo nella tasca posteriore dei pantaloni è innegabilmente affascinante.
Gli sviluppatori hanno persino previsto un’interfaccia utente personalizzata ispirata ai vecchi Windows Phone per rendere l’esperienza di Windows 11 fruibile anche in mobilità, senza l’ausilio di schermi esterni.

Il tallone d’Achille
Se l’idea di base è eccellente, l’esecuzione tecnica incontra un ostacolo significativo: il processore. A muovere il NexPhone troviamo il SoC Qualcomm QCM6490. Si tratta di un chipset di grado enterprise progettato principalmente per l’Internet of Things (IoT) e dispositivi industriali, lo stesso utilizzato dal Fairphone 5 del 2023.
In termini pratici, stiamo parlando di una variante dello Snapdragon 780G, un chip di fascia media risalente alla fine del 2021.
Questa scelta hardware rappresenta il vero limite del progetto. Sebbene Qualcomm garantisca il supporto per questo chip fino al 2036 e Microsoft lo elenchi tra le piattaforme supportate per Windows 11, la potenza bruta potrebbe non essere sufficiente.
Far girare un sistema operativo desktop complesso come Windows su un processore mobile di fascia media di diversi anni fa rischia di tradursi in un’esperienza utente frustrante, limitata a compiti basilari come il controllo della posta elettronica. Inoltre, l’impatto energetico su una batteria da 5.000 mAh sarebbe devastante, rendendo l’autonomia in modalità Windows estremamente ridotta.
Il NexPhone sembra quindi un esperimento coraggioso che tenta di anticipare un futuro in cui il confine tra telefono e computer svanisce.
Tuttavia, con un lancio previsto per il terzo trimestre del 2026 e un prezzo di circa 549 dollari, potrebbe arrivare sul mercato già vecchio, specialmente se confrontato con la potenza dei moderni chip come lo Snapdragon 8 Elite o la versatilità dei futuri pieghevoli.
Per ora, resta un’idea brillante in attesa di un hardware all’altezza delle sue ambizioni.








