Smantellato “pezzotto” svedese, 4.886 utenti paganti identificati

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La Svezia, storica culla della pirateria digitale dai tempi d’oro di The Pirate Bay, sta vivendo un momento storico nella lotta contro lo streaming illegale.

Una recente operazione delle autorità scandinave non si è limitata a colpire i vertici di una vasta organizzazione criminale, ma ha scoperchiato il velo dell’anonimato che proteggeva migliaia di clienti finali.

L’indagine ha portato alla luce un database dettagliato contenente i nomi di quasi cinquemila utenti paganti, i quali ora rischiano di vedere i propri dati inseriti in fascicoli giudiziari, anticipando uno scenario legale che presto potrebbe diventare molto più severo per chi fruisce di questi servizi.

Nordicplay, smantellata IPTV e quasi 5.000 utenti identificati

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Al centro dell’inchiesta vi è lo smantellamento di Nordicplay, un importante rivenditore facente parte della rete Nordic One, organizzazione che si stima controlli circa la metà del mercato dell’IPTV illegale in Svezia.

Le autorità hanno incriminato due uomini, un quarantatreenne considerato il principale sospettato e un complice di cinquantacinque anni, con l’accusa di grave frode contabile.

A differenza di quanto accade solitamente, dove l’accusa principale verte sulla violazione del diritto d’autore, in questo caso la strategia degli inquirenti ha seguito la pista del denaro.

L’indagine ha rivelato che l’attività illecita ha generato profitti per circa 34 milioni di corone svedesi (pari a circa 3,3 milioni di euro), introiti che sono stati occultati al fisco attraverso una rete di società di comodo.

L’errore fatale commesso dall’organizzazione è stato l’utilizzo massiccio di Swish, un sistema di pagamento mobile svedese estremamente popolare ma, crucialmente per le indagini, collegato direttamente all’identità digitale e al codice fiscale degli utenti.

La lista nera: utenti allo scoperto

L’analisi dei dispositivi elettronici sequestrati al principale indagato ha aperto un vaso di Pandora. Gli inquirenti, esaminando computer e smartphone, hanno inizialmente rinvenuto oltre 20.000 contatti.

Incrociando questi dati con i registri delle transazioni finanziarie, la polizia è riuscita a identificare con certezza 4.886 abbonati che hanno effettuato pagamenti diretti per l’acquisto dei pacchetti illegali.

Sara Lindbäck, giurista della Rights Alliance (l’alleanza locale per la tutela dei diritti d’autore), ha sottolineato la gravità della situazione per gli utenti coinvolti. Sebbene al momento non siano previste incriminazioni dirette per i clienti, la loro privacy è stata compromessa.

Lindbäck ha ipotizzato che le forze dell’ordine possano utilizzare questi dati per un’azione preventiva e deterrente, simile a quanto già accaduto in indagini sul traffico di stupefacenti: contattare direttamente le persone in lista per informarle che i loro dati sono emersi in un’indagine criminale.

L’obiettivo è creare consapevolezza sul fatto che finanziare l’IPTV significa inviare denaro direttamente alla criminalità organizzata.

Multe salate all’orizzonte?

Attualmente, la Svezia si trova in una zona grigia legislativa dove l’acquisto e la visione di flussi pirata non sono esplicitamente puniti con sanzioni dirette al consumatore, a differenza della vendita. Tuttavia, lo scenario è destinato a cambiare nel prossimo futuro.

Il Ministro della Cultura svedese, Parisa Liljestrand, ha annunciato una proposta di legge volta a colmare questo vuoto normativo. La riforma, se approvata, renderà illegale il semplice consumo di servizi IPTV pirata, permettendo alle autorità di comminare multe salate direttamente agli abbonati.

L’entrata in vigore delle nuove norme è prevista per il primo luglio 2026. Fino ad allora, gli utenti identificati nell’operazione Nordicplay potrebbero evitare conseguenze penali immediate, ma l’episodio serve da severo monito.

Oltre alle implicazioni legali, gli esperti mettono in guardia dai rischi informatici. Affidare i propri dati personali e bancari a organizzazioni criminali espone gli utenti a pericoli ben maggiori della semplice interruzione del servizio.

Studi internazionali confermano che le liste di clienti di servizi illegali vengono spesso riutilizzate per campagne di phishing mirato o truffe finanziarie, trasformando il risparmio sull’abbonamento TV in un costo potenziale molto più elevato per la sicurezza personale.