Potrebbe sembrare la premessa di un episodio di Black Mirror o uno scherzo di cattivo gusto, eppure è la realtà che sta scalando le classifiche dell’App Store.
Una nuova applicazione a pagamento, dal nome che lascia poco spazio all’immaginazione, sta registrando un successo senza precedenti tra i possessori di iPhone, in particolare tra coloro che vivono da soli.
Il suo nome è, letteralmente, “Are You Dead?” (Sei morto?), e la sua funzione principale è tanto semplice quanto macabra: assicurarsi che l’utente sia ancora in vita e, in caso contrario, avvisare qualcuno.
“Are you dead?” è un fenomeno culturale nato dalla solitudine

L’applicazione, conosciuta in Cina con il nome originale che suona come “Si-le-ma“, è balzata agli onori della cronaca dopo essere diventata l’app a pagamento più scaricata nel paese asiatico.
Il concetto alla base del software è brutalmente pragmatico: l’utente deve effettuare un “check-in” digitale premendo un grande pulsante verde ogni due giorni.
Se questa azione non viene compiuta entro il lasso di tempo stabilito, l’applicazione presume il peggio e invia automaticamente un messaggio di allerta a un contatto di emergenza preimpostato, segnalando che l’utente potrebbe essere nei guai.
Lanciata inizialmente lo scorso maggio senza troppo clamore, l’app ha visto un’esplosione di popolarità nelle ultime settimane, diventando virale tra i giovani professionisti che vivono soli nelle metropoli cinesi.
Secondo quanto riportato dalla BBC, il nome cinese dell’app è un gioco di parole su una popolare applicazione di consegna di cibo chiamata “Are You Hungry?” (E-le-ma), trasformando una domanda quotidiana in un interrogativo esistenziale.
Questo successo non è casuale, ma riflette un trend demografico preoccupante: si stima che entro il 2030 in Cina ci saranno circa 200 milioni di famiglie composte da una sola persona. La paura di morire soli e di non essere trovati per giorni ha trasformato questo strumento digitale in una necessità percepita per milioni di persone.
Il successo internazionale con “Demumu”
La viralità di “Are You Dead?” non si è fermata ai confini cinesi. L’applicazione è disponibile per il download a livello globale dove è presente sull’App Store con il nome di Demumu.
Attualmente, ha raggiunto la sesta posizione nella classifica delle app a pagamento più scaricate negli USA, con un costo di 0,99 euro in Italia. La sua interfaccia minimalista, priva di tracciamento sanitario complesso o sensori biometrici, fa leva esclusivamente sulla paura primordiale dell’isolamento.
Non ci sono funzioni accessorie: solo quel pulsante digitale che chiede, con regolarità inquietante, se si è ancora parte di questo mondo.
È interessante notare che l’ecosistema Apple, pur disponendo di funzionalità avanzate come “Tutto bene” (Check In) all’interno di iMessage, non offre una funzione nativa che operi esattamente in questo modo ricorrente e automatico, lasciando così spazio a sviluppatori terzi di capitalizzare su questa specifica ansia moderna.
Perché su Android questa app è quasi superflua?
Mentre gli utenti iPhone corrono a scaricare Demumu per placare le proprie ansie, gli utenti del sistema operativo Android dispongono già di strumenti simili, e spesso più integrati, senza dover spendere un centesimo o installare software dai nomi così tetri. L’ecosistema Google, infatti, offre nativamente l’app “Sicurezza personale“, che include una funzionalità denominata “Controllo di sicurezza“.
Sebbene il nome scelto da Google sia decisamente meno angosciante, il funzionamento è analogo e per certi versi superiore. Controllo di sicurezza permette all’utente di impostare un timer per confermare la propria incolumità.
Se il timer scade senza una risposta, il telefono non si limita a inviare un messaggio generico, ma condivide automaticamente la posizione in tempo reale con i contatti di emergenza e può persino chiamare i soccorsi.
La differenza sostanziale risiede nella modalità di utilizzo: mentre l’app “Are You Dead?” richiede un check-in ciclico e perpetuo che non necessita di essere riattivato, lo strumento di Google è pensato per situazioni specifiche, come un rientro a casa notturno o un’escursione in solitaria, richiedendo un’attivazione manuale volta per volta.
Tuttavia, il Play Store di Android è popolato da tempo da alternative consolidate come Life360 o Snug Safety, che offrono monitoraggi costanti.
La vera notizia, dunque, non è tanto l’invenzione di una nuova tecnologia, quanto il modo in cui “Are You Dead?” ha saputo confezionare una funzionalità di sicurezza esistente, vendendola attraverso una narrazione esplicita e diretta che ha toccato un nervo scoperto della società contemporanea.
Mentre Android punta sulla “sicurezza”, questa nuova app punta sulla “mortalità”, e sembra che, paradossalmente, sia proprio questo approccio a renderla un best-seller.







