Con le prime FreeClip, HUAWEI aveva provato a portare il concetto di auricolare open-ear fuori dalla nicchia sportiva, trasformandolo in un vero prodotto lifestyle. Un’idea interessante, ma che nella prima generazione lasciava ancora spazio a qualche compromesso, soprattutto sul fronte audio e sulla percezione di “prodotto di passaggio”. E ve lo dico subito: dopo aver utilizzato a lungo le nuove HUAWEI FreeClip 2, la sensazione è diversa. Perché non siamo più davanti a un esperimento, ma a una proposta matura, seppur consapevole dei propri limiti e, soprattutto, dei propri punti di forza.
I HUAWEI FreeClip 2 non cercano di sostituire gli auricolari in-ear tradizionali né di competere direttamente con modelli dotati di cancellazione attiva del rumore. L’obiettivo è un altro ed è chiaro fin dal primo utilizzo: offrire un’esperienza di ascolto continua, confortevole e compatibile con la vita vita di tutti i giorni, quella fatta di lavoro, spostamenti, chiamate, musica di sottofondo e consapevolezza di ciò che ci circonda.
Recensione HUAWEI FreeClip 2: gli auricolari open-bar definitivi
Design e materiali
Il design dei nuovi HUAWEI FreeClip 2 resta immediatamente riconoscibile grazie all’architettura C-bridge, ma con questa nuova generazione si percepisce un lavoro di affinamento molto più profondo rispetto a quanto sembri a prima vista. Ogni auricolare pesa appena 5,1 grammi e, numeri alla mano, è uno dei modelli open-ear più leggeri in circolazione. Nella pratica questo si traduce in una sensazione piuttosto rara: dopo pochi minuti ti dimentichi di averli addosso.
Il merito è della combinazione tra silicone liquido delicato sulla pelle e lega di memory foam ad alte prestazioni, che permette al ponte C-bridge di adattarsi all’orecchio senza creare particolari punti di pressione. Huawei parla di una regolazione micrometrica basata su oltre 10.000 campioni di orecchio umano ma, al di là di questi dati da laboratorio, ciò che conta è il risultato finale: la vestibilità è naturale, stabile e non affatica, nemmeno dopo diverse ore di utilizzo continuativo. Insomma, cono davvero comode.
Il Comfort Bean è stato ridotto e alleggerito rispetto alla prima generazione e questo contribuisce a rendere l’auricolare meno invasivo. Anche l’Acoustic Ball è stata riprogettata, risultando più compatta ma capace di spostare più aria, un dettaglio fondamentale per migliorare la resa sonora senza snaturare il concetto open-ear.
La gestione dei controlli avviene attraverso la superficie touch integrata nel Comfort Bean, ovvero la parte dell’auricolare che poggia dietro l’orecchio. È una scelta coerente con il design open-ear delle FreeClip 2, ma che richiede un minimo di adattamento nelle prime ore di utilizzo. I comandi rispondono a tocchi singoli e multipli per la gestione di musica e chiamate e, una volta presa confidenza con il punto esatto da toccare, risultano generalmente affidabili. Il vantaggio principale è che non è necessario premere o spingere l’auricolare contro l’orecchio, evitando movimenti fastidiosi o la sensazione di instabilità, cosa non scontata su prodotti di questo tipo. È anche possibile gestire il volume ed attivare l’assistente vocale (sia su Android che su iPhone), ma mi sarebbe piaciuto che il brand avesse anche integrato una gesture per mettere in “muto” il microfono durante le chiamate.
Detto, nonostante si tratti di una scelta coerente ed effettivamente funzionale, non tutto è perfetto. La superficie touch non è la più intuitiva in assoluto e, soprattutto all’inizio, capita di mancare il gesto o di dover ripetere il comando, specialmente quando si è in movimento. Inoltre, la personalizzazione dei controlli resta piuttosto limitata: l’utente ha poche possibilità di adattare le gesture alle proprie abitudini, e questo può risultare restrittivo per chi è abituato a sistemi più flessibili.
Nell’uso quotidiano, però, il compromesso è accettabile e coerente con la filosofia delle FreeClip 2: controlli semplici, funzionali e pensati per un utilizzo rilassato, più orientato alla praticità che alla precisione assoluta.
La custodia di ricarica delle HUAWEI FreeClip 2 è uno degli elementi che più chiaramente mostrano l’evoluzione rispetto alla generazione precedente. Huawei ha rivisto dimensioni, forma e sensazione complessiva, rendendola più compatta e più facile da portare sempre con sé. Il design è stato semplificato e risulta meno “ingombrante” in tasca, mentre la chiusura magnetica appare più solida e precisa, con gli auricolari che si allineano correttamente al primo inserimento nonostante la loro forma particolare. Nell’uso quotidiano la differenza si percepisce soprattutto nella praticità: la custodia si apre e si richiude con maggiore naturalezza, gli auricolari sono più semplici da estrarre e la ricarica risulta più affidabile. Non introduce funzioni extra rispetto al passato, ma migliora concretamente l’esperienza rispetto alle FreeClip originali, confermando un approccio evolutivo più che rivoluzionario, ma decisamente centrato sull’utilizzo reale.
Qualità audio e caratteristiche
Chi sceglie un auricolare open-ear sa già che non sono non avrà la cancellazione del rumore attiva, ma dovrà rinunciare anche all’isolamento “passivo”: in somma, il suono non sarà “chiuso” come su un in-ear. Il punto è capire quanto si è disposti a scendere a compromessi e se davvero questa tipologia di auricolari sia adatta alle proprie esigenze. Ma una cosa è certa: con FreeClip 2, Huawei ha lavorato per ridurre al minimo la distanza che ci sarebbe con un paio di auricolari tradizionali.
Il nuovo driver a doppia membrana offre un volume e una presenza dei bassi sensibilmente superiori rispetto alla generazione precedente. Non si tratta di bassi profondi in senso assoluto, ma di una risposta più piena e controllata, che rende l’ascolto musicale finalmente appagante anche a volumi medi. Le voci risultano naturali, ben centrate, e la separazione tra gli strumenti è più che adeguata per un prodotto di questo tipo. Se si alza il volume però, noterete un notevole aumento delle frequenze medio-alte, a sfavore di quelle basse.
Ad ogni modo, supportano la connessione multidispositivo, e nel per testarne la qualità ho sentito circa 3 ore di brani ad alta risoluzione da Tidal: indipendentemente dal genere musicale i HUAWEI FreeClip 2 hanno sempre restituito un ottimo dettaglio sonoro. Poi è chiaro, la qualità audio è un valore molto soggettivo ma, personalmente, sono rimasto molto soddisfatto dagli auricolari di Huawei soprattutto perché non mi aspettavo una tale qualità da un dispositivo che lascia il condotto uditivo libero.
La cosa interessante è che l’esperienza resta coerente in contesti molto diversi. In una stanza silenziosa l’ascolto è pulito e rilassante, mentre in ambienti più rumorosi entrano in gioco le funzioni di volume adattivo e miglioramento vocale adattivo, gestite da un processore NPU con AI che, secondo Huawei, offre una potenza di calcolo dieci volte superiore rispetto alla prima generazione . Nell’uso quotidiano questo si traduce in un volume che si adatta in modo progressivo e mai invasivo, senza sbalzi improvvisi. In soldoni: è una soluzione che funziona davvero bene.
Un dettaglio che continuo ad apprezzare molto della linea FreeClip è la totale intercambiabilità degli auricolari. Non esiste sinistro o destro: si può indossare qualsiasi auricolare in qualsiasi orecchio e il sistema adatta automaticamente i canali audio. Ed è una di quelle cose che potrebbe sembrare marginale, ma che nella vita reale fanno fa differenza, soprattutto quando si è di fretta.
Il punto fondamentale di questi auricolari è però l’esperienza. Data la loro natura e considerando che il condotto uditivo sarà sempre totalmente libero, la riproduzione di brani musicali, podcast, film o serie TV ma anche delle telefonate sarà estremamente naturale. L’effetto stereofonico poi è davvero eccellente.
Sul fronte resistenza, la certificazione IP57 rende le FreeClip 2 adatte a sudore, pioggia e schizzi quotidiani. Non sono auricolari da piscina, ma li si può tranquillamente usare durante una camminata sotto la pioggia o una sessione di allenamento leggero senza particolari preoccupazioni. Anche perché una volta indossate restano davvero molto salde all’orecchio.
Chiamate e privacy
Uno dei limiti storici degli auricolari open-ear è sempre stato il comportamento in chiamata, soprattutto in ambienti rumorosi. FreeClip 2 fanno un passo avanti importante grazie a un sistema di cancellazione del rumore in chiamata basato su tre microfoni e algoritmi DNN multi-canale.
Durante le chiamate, anche in contesti complicati come mezzi pubblici o strade trafficate, la voce resta comprensibile e ben isolata. Il lavoro del processore NPU è evidente soprattutto nel filtrare i rumori di fondo continui, come il rumore di rotolamento o il brusio ambientale, senza rendere la voce artificiale o metallica.
Interessante anche il sistema a onde sonore inverse che riduce la dispersione del suono verso l’esterno. Non fa miracoli, ma limita sensibilmente il fenomeno per cui chi ti è vicino sente ciò che stai ascoltando, un aspetto spesso trascurato negli open-ear ma fondamentale nell’uso quotidiano.
Software
Dal punto di vista software, HUAWEI FreeClip 2 segnano un passo avanti concreto rispetto alla generazione precedente, soprattutto per quanto riguarda l’applicazione di gestione. Per utilizzarle bisognerà scacirada l’app HUAWEI Audio, ossia una nuova applicazione decisamente più curata, più stabile e che finalmente dà la sensazione di essere un elemento centrale dell’esperienza, non un semplice accessorio.
L’interfaccia è chiara, le funzioni sono organizzate in modo logico e l’interazione risulta fluida sia su Android sia su iOS, ed è un aspetto tutt’altro che scontato per un prodotto Huawei negli ultimi anni. Le FreeClip 2 si collegano senza difficoltà a smartphone di entrambi gli ecosistemi e mantengono una connessione stabile, permettendo di gestire impostazioni, aggiornamenti firmware e controlli senza differenze sostanziali tra le due piattaforme.
Nell’utilizzo quotidiano, l’applicazione consente di intervenire sulle principali funzioni degli auricolari senza complicazioni inutili. Insomma, il brand punta su una personalizzazione estrema, ma su un’esperienza semplice e coerente con la filosofia open-ear del prodotto. Tutto è pensato per funzionare in modo immediato: una volta configurate, le FreeClip 2 richiedono pochissime interazioni con lo smartphone, lasciando spazio all’ascolto e all’uso continuo.
È un approccio che ho apprezzato, perché dimostra come Huawei abbia lavorato più sulla qualità dell’integrazione che sulla quantità delle opzioni, rendendo queste FreeClip 2 realmente adatte a un utilizzo quotidiano, indipendentemente dal sistema operativo utilizzato.
Autonomia e ricarica
L’autonomia è uno degli aspetti in cui FreeClip 2 mostrano una maturità evidente. Huawei dichiara fino a 9 ore di utilizzo con una singola carica e fino a 38 ore complessive con la custodia. Nella mia esperienza, con volume medio e utilizzo misto tra musica e chiamate, i numeri sono realistici.
Questo significa poter affrontare tranquillamente una giornata intera di lavoro o un viaggio senza dover pensare alla ricarica. E su un prodotto pensato per essere indossato a lungo, l’autonomia diventa un fattore chiave tanto quanto il comfort .
Prezzo di vendita e considerazioni
I nuovi Huawei FreeClip 2 saranno acquistabili in Italia a partire dal 22 gennaio, al prezzo di 199€– nelle colorazioni bianco, blu e nero. In occasione del lancio è possibile riscattare il coupon “AMKTPRCLIP2” per ottenere uno sconto di 20€. Con l’acquisto nello store ufficiale è incluso in omaggio un set di accessori firmati dal brand di design It’s Lava, disponibili in quantità limitata, fino a esaurimento scorte.
Ed è inutile girarci intorno: è una cifra importante per un paio di auricolari open-ear, che di certo non va minimizzata. Tuttavia, va contestualizzata: perché con questi auricolari non si paga solo l’audio, ma un insieme di fattori che includono design, comfort, autonomia, qualità costruttiva e affidabilità nell’uso quotidiano .
Interessante anche la presenza del servizio HUAWEI Loss Care, che consente di sostituire un singolo auricolare a metà prezzo entro 12 mesi in caso di smarrimento o danneggiamento.
Insomma è un prodotto che ho apprezzato molto, e che continuerò ad utilizzare giornalmente: il comfort è ineccepibile, probabilmente il migliore mai provato su un auricolare open-ear, l’autonomia molto solida e la qualità audio è finalmente all’altezza del prezzo. Ottime anche le chiamate e la gestione intelligente del volume.
Certo, il prezzo resta impegnativo e l’esperienza open-ear, per quanto migliorata, non è pensata per chi cerca isolamento totale o bassi profondi. Sono limiti intrinseci della categoria, più che del prodotto in sé.
In conclusione, HUAWEI FreeClip 2 rappresentano un passo deciso verso la maturità dell’audio open-ear. Non sono auricolari per tutti, ma per chi cerca comfort assoluto, consapevolezza dell’ambiente e un’esperienza d’ascolto continua durante la giornata, sono tra le proposte più convincenti attualmente disponibili. Huawei ha limato gli spigoli della prima generazione e ha costruito un prodotto coerente, che sa esattamente cosa vuole essere e, soprattutto, cosa non vuole diventare.
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