Questa settimana la logica prevedibiledegli aggiornamenti è stata apparentemente sovvertita per molti possessori di smartphone Android.
Al termine della procedura di installazione dell’ultimo aggiornamento di sistema Google Play, teoricamente datato gennaio 2026, gli utenti hanno notato un dettaglio molto curioso nelle impostazioni: la data di riferimento è rimasta bloccata a novembre 2025.
Quello che doveva essere un passo avanti si è presentato come un inspiegabile salto indietro.
Google conferma che si tratta di un bug puramente visivo
Le segnalazioni sono iniziate a circolare rapidamente quando numerosi utenti, dopo aver riavviato i propri dispositivi per finalizzare l’installazione, si sono recati nel menu delle informazioni software per verificare l’avvenuto update. Invece di trovare la conferma dell’aggiornamento di gennaio, si sono imbattuti in una data vecchia di due mesi.
Il timore diffuso era che Google avesse erroneamente distribuito una vecchia versione del software, sovrascrivendo potenzialmente le patch più recenti, oppure che si trattasse di un ritiro d’emergenza di un aggiornamento difettoso.
In un contesto in cui la sicurezza digitale è prioritaria, vedere il proprio sistema “retrocedere” nel tempo non è mai un segnale rassicurante.
Per chiarire la questione e comprendere se vi fossero rischi reali per la sicurezza dei dispositivi, la redazione di Android Authority ha interpellato direttamente Google. La risposta fornita dal colosso di Mountain View è stata tempestiva e mirata a smorzare ogni allarmismo.
Un portavoce dell’azienda ha ammesso l’esistenza dell’anomalia, chiarendo però che si tratta di un “problema di sola visualizzazione”.
La nota ufficiale specifica che questo bug grafico non influisce in alcun modo sulle prestazioni dello smartphone né, aspetto cruciale, sui livelli di sicurezza garantiti dal sistema. In pratica, sotto il cofano c’è nuovo e aggiornato, anche se il cruscotto indica il contrario.
L’incidente si configura quindi come una svista nell’etichettatura del pacchetto software piuttosto che come un fallimento tecnico strutturale.
Sebbene resti la perplessità su come un dettaglio così evidente sia sfuggito ai controlli di qualità prima del rilascio globale, la sostanza rimane intatta: gli utenti hanno installato le protezioni e le funzionalità corrette di gennaio 2026, nonostante il dispositivo insista nel mostrare la dicitura di novembre.
Google ha già assicurato di essere al lavoro su una soluzione definitiva che riallineerà la data visualizzata con la versione reale del software.
Nel frattempo, l’indicazione è di ignorare l’incongruenza temporale, con la certezza che il sistema operativo sta operando con le definizioni più recenti disponibili.
