La privacy digitale è diventata una delle preoccupazioni principali per chi utilizza lo smartphone in mobilità, specialmente per chi trascorre gran parte della giornata fuori casa o sui mezzi pubblici.
Fino ad oggi, l’unica barriera contro gli sguardi indiscreti dei vicini, il cosiddetto “shoulder surfing”, era rappresentata dalle pellicole protettive fisiche.
Queste soluzioni, sebbene efficaci, compromettono spesso la qualità dell’immagine e la luminosità del display. Tuttavia, l’inizio di questo mese ha portato una ventata di novità grazie a una serie di indiscrezioni che suggerivano l’arrivo di una tecnologia integrata inedita sul prossimo flagship Samsung.
Samsung conferma Privacy Display con nuovi teaser in vista del lancio dei Galaxy S26
Dopo aver inavvertitamente svelato l’esistenza di questa funzione in un comunicato stampa non correlato, il colosso sudcoreano ha deciso di giocare a carte scoperte.
Attraverso nuovi video teaser e dichiarazioni ufficiali, Samsung ha confermato l’introduzione di un innovativo livello di privacy per la serie Galaxy, e più nello specifico quello che sappiamo essere S26 Ultra.
La vera rivoluzione non risiede solo nella capacità di oscurare lo schermo agli osservatori laterali, ma nella modalità con cui questo avviene.
Secondo quanto riportato da fonti autorevoli come 9to5Google, Samsung ha sviluppato una fusione tra hardware e software che permette di gestire la visibilità del display in modo dinamico.
A differenza delle pellicole tradizionali, che applicano un filtro scuro permanente, la soluzione di Samsung, denominata ufficiosamente “Privacy Display“, offre un controllo granulare mai visto prima su un dispositivo.
L’azienda ha sottolineato che questa tecnologia non seguirà la logica del “tutto o niente“. Gli utenti non saranno costretti a scegliere tra una privacy totale e una visibilità pubblica completa, ma potranno personalizzare l’esperienza in base al contesto.
Sarà possibile attivare la protezione solo per specifiche applicazioni, come quelle bancarie, o durante l’inserimento di password e dati sensibili.
Ancora più interessante è la possibilità di proteggere selettivamente parti dell’interfaccia, come i pop-up delle notifiche, lasciando il resto dello schermo visibile.
Questo approccio rappresenta un netto passo avanti rispetto alle soluzioni attuali, permettendo di calibrare la sicurezza senza intralciare l’uso del dispositivo.
Cinque anni di ingegnerizzazione
L’implementazione di una simile tecnologia non è stata un processo immediato. Samsung ha rivelato che il “Privacy Display” è il frutto di oltre cinque anni di ingegnerizzazione, test e perfezionamenti.
L’obiettivo era creare un sistema che rispondesse alle reali esigenze di sicurezza degli utenti senza degradare l’esperienza visiva, una sfida tecnica notevole che ha richiesto uno studio approfondito delle abitudini dei consumatori.
Il risultato è un equilibrio che promette di attivarsi esattamente quando serve, diventando invisibile in tutti gli altri momenti.
Sebbene Samsung non abbia ancora elencato esplicitamente tutti i dispositivi compatibili, le indiscrezioni e i materiali promozionali puntano con decisione verso un’esclusiva per il modello di punta, il Galaxy S26 Ultra. Sembra improbabile, almeno in questa prima fase, che la tecnologia venga estesa ai modelli standard o Plus della nuova serie.
Questa scelta potrebbe servire a differenziare ulteriormente il modello Ultra, giustificandone il posizionamento premium in un mercato che, negli ultimi anni, è stato spesso criticato per una certa stagnazione innovativa.
Con il lancio della serie Galaxy S26 previsto per la fine di febbraio, l’attesa per vedere questa tecnologia in azione su un hardware reale è alta. Samsung potrebbe aver trovato quella funzionalità distintiva capace di offrire qualcosa di realmente diverso rispetto all’anno precedente.