Non è un segreto che Google stia lavorando incessantemente per plasmare il futuro del software dedicato alla realtà estesa (XR).
Nelle ultime build Canary di Android Studio è emersa una novità significativa: una nuova “companion app” che offre uno sguardo inedito e concreto su come funzioneranno i prossimi occhiali Android XR.
Un primo sguardo alla nuova applicazione di Google
La scoperta, segnalata inizialmente dalla community di sviluppatori su Reddit, riguarda un’applicazione denominata semplicemente Glasses.
Il pacchetto software, identificato con il nome in codice com.google.android.glasses.companion, appare nel menu delle applicazioni delle versioni di test di Android ed è inequivocabilmente destinato alla gestione di occhiali intelligenti.
L’interfaccia attuale dell’app, sebbene ancora essenziale in assenza di un hardware da abbinare, rivela dettagli preziosi. All’apertura, l’utente viene accolto da un’immagine generica di occhiali smart e dall’invito a configurare il dispositivo o a scoprirne uno nuovo sul Google Store (con un pulsante d’acquisto attualmente disattivato).
Un dettaglio hardware interessante emerge fin dalle prime schermate: il software fa riferimento esplicito a un interruttore fisico o un pulsante necessario per l’accensione degli occhiali, suggerendo un design che predilige controlli fisici.
Fotocamera, importazione e privacy
Esplorando il codice e le impostazioni interne dell’app, emergono specifiche tecniche rilevanti sul comparto multimediale. Le impostazioni della fotocamera indicano che gli utenti avranno flessibilità nella gestione dei contenuti: le foto e i video potranno essere importati sullo smartphone manualmente, automaticamente o limitatamente ai momenti in cui il dispositivo è in carica.
Per quanto riguarda i video, Google sembra allinearsi agli standard attuali del mercato (simili a quelli dei Ray-Ban Meta), permettendo clip di durata variabile tra i 30 secondi e i 3 minuti. Il codice suggerisce una risoluzione standard di 1080p, ma fa capolino anche una intrigante modalità “sperimentale” in 3K, che potrebbe garantire una qualità d’immagine superiore su hardware di fascia alta.
Sul fronte della privacy, Google non sembra voler correre rischi. È stata individuata una clip audio di sistema che avvisa l’utente con il messaggio: “Impossibile catturare quando il LED frontale è coperto“. Questo conferma la presenza di un indicatore luminoso di registrazione che, se oscurato, inibisce via software la possibilità di scattare foto o registrare video, una misura di sicurezza fondamentale per l’accettazione sociale del dispositivo.
L’intelligenza di Gemini e la “Conversation detection”
Forse la caratteristica più avanzata emersa dall’analisi è l’integrazione profonda con l’intelligenza artificiale. Il codice svela una funzione di “Conversation detection” (rilevamento della conversazione), grazie alla quale l’IA di Gemini sarà in grado di silenziare automaticamente le notifiche vocali quando rileva che l’utente sta parlando.
Un aspetto cruciale di questa funzionalità è la privacy dei dati biometrici. Google specifica chiaramente nelle stringhe di testo che questa elaborazione avviene interamente “on-device”, ovvero direttamente sul dispositivo.
“Per proteggere la tua privacy, tutta l’elaborazione del rilevamento della conversazione avviene sui tuoi occhiali. Nessun audio grezzo, immagine o dato della conversazione viene condiviso con Google o altri servizi“, recita un avviso interno.
Inoltre, sembra possibile mettere in pausa le notifiche parlateper periodi di tempo specifici, offrendo un controllo granulare sulle interruzioni digitali.
Modalità “solo audio” e il futuro dell’ecosistema
Tra le impostazioni del display, oltre al classico cursore per la luminosità, spicca una curiosa modalità “audio-only“.
La descrizione associata, “Spegne il display degli occhiali“, lascia intendere che il dispositivo potrà trasformarsi in un accessorio puramente audio all’occorrenza, risparmiando batteria e riducendo le distrazioni visive, pur mantenendo attive le funzionalità intelligenti sonore.
Sebbene il lancio dei primi occhiali Android XR, frutto della collaborazione con XReal, sia atteso non prima della fine di quest’anno, lo stato avanzato di questa companion app è un segnale forte.
Indica che lo sviluppo software di Google è in una fase matura e suggerisce che il futuro hardware dipenderà dall’ecosistema software di Mountain View in misura ancora maggiore di quanto visto con l’attuale Galaxy XR.
