Nell’ultimo esercizio fiscale, i vertici di Qualcomm hanno preso una decisione chiara riguardo al valore del proprio amministratore delegato: Cristiano Amon vale quasi 30 milioni di dollari l’anno.
Nonostante un contesto economico apparentemente contraddittorio, caratterizzato da un crollo degli utili netti aziendali, il consiglio di amministrazione ha approvato un pacchetto retributivo per il CEO che ha toccato quota 29,7 milioni di dollari per l’anno fiscale 2025.
Questa cifra è un incremento significativo rispetto ai 25,91 milioni percepiti l’anno precedente, segnalando una fiducia incrollabile nella strategia a lungo termine del dirigente, anche di fronte a turbolenze contabili che avrebbero potuto suggerire maggior prudenza.
La paga del CEO di Qualcomm, Cristiano Amon, nel dettaglio
Per comprendere la logica dietro a questa cifra imponente, è necessario dissezionare la struttura del compenso di Amon, che riflette perfettamente il modello di retribuzione della moderna Silicon Valley.
Lo stipendio base, ovvero la parte fissa garantita, è rimasto invariato a 1,35 milioni di dollari. Questo dato conferma che l’aumento complessivo del 15% non è legato alla busta paga mensile, ma è stato trainato quasi esclusivamente dalla performance azionaria e dagli incentivi.
La parte del leone nel portafoglio di Amon è costituita dai premi in azioni, che da soli ammontano a ben 24,16 milioni di dollari. A questi si aggiungono incentivi non azionari per 3,19 milioni e una serie di altri compensi vari che superano di poco il milione di dollari.
Sembra quasi che la ricchezza del CEO debba viaggiare di pari passo con la valutazione dell’azienda sul mercato azionario, legando il destino del manager a quello degli investitori piuttosto che alla semplice gestione ordinaria.
Non è un caso che anche il resto della dirigenza abbia goduto di trattamenti simili: il CFO Akash Palkhiwala e altri alti dirigenti come Alexander Rogers hanno incassato assegni multimilionari, dipingendo il quadro di un gruppo dirigente ricompensato in blocco.
Vendite in crescita nonostante gli utili siano in calo
Il vero nodo della questione risiede nella discrepanza tra i ricavi e i profitti netti. Sotto la guida di Amon, Qualcomm ha generato un fatturato annuale di 44,3 miliardi di dollari, segnando una sana crescita del 14%. Tuttavia, l’utile netto ha subito un crollo del 45%, fermandosi a 5,5 miliardi.
In un’analisi superficiale, premiare un CEO mentre i profitti si dimezzano potrebbe sembrare un azzardo. La realtà è però più sfumata: il calo degli utili è imputabile principalmente a un pesante onere fiscale non monetario, derivante da cambiamenti nella legislazione tributaria degli Stati Uniti.
Di fatto, il “business” ha funzionato: le vendite sono salite, ma una voce contabile straordinaria ha abbattuto il risultato finale. Il consiglio di amministrazione ha scelto di premiare la crescita operativa del fatturato e la direzione strategica, ignorando l’impatto di una tassa che non riflette la salute industriale dell’azienda.
Le scommesse vinte: dall’automotive a Samsung
A giustificare ulteriormente l’aumento di stipendio ci sono i risultati operativi che Amon ha portato sul tavolo, dimostrando che la strategia di diversificazione sta iniziando a pagare dividendi reali.
Il quarto trimestre ha visto ricavi per 11,27 miliardi di dollari, trainati da un settore automobilistico in stato di grazia. Le vendite di chip per auto hanno raggiunto la cifra record di 1,1 miliardi in un solo trimestre, trasformando Qualcomm in un partner cruciale per l’industria dell’auto connessa.
Inoltre, Amon ha rassicurato gli analisti sulla soliditĂ del core business. Ha sottolineato con forza la partnership con Samsung, annunciando che Qualcomm fornirĂ circa il 75% dei processori per i futuri Galaxy S26.
Questa mossa è vitale, specialmente considerando le ambizioni del colosso coreano di sviluppare chip proprietari; mantenere una quota così alta nella fornitura del top di gamma Samsung è una vittoria politica e commerciale che porta la firma del CEO.
Uno sguardo al futuro e il divario retributivo
Guardando oltre i risultati attuali, Amon sta posizionando l’azienda per la prossima ondata tecnologica nei data center, puntando sull’inferenza per l’intelligenza artificiale piuttosto che sul mero addestramento.
Sebbene i ricavi materiali da questo settore non siano attesi prima del 2027, la visione è stata sufficiente a mantenere l’ottimismo degli investitori.
In questo scenario di grandi manovre finanziarie e strategiche, il confronto con la base lavorativa appare quasi come una nota a margine nei documenti ufficiali, pur rimanendo un dato statistico impressionante.
Con un dipendente medio che guadagna circa 101.000 dollari l’anno, il rapporto retributivo si attesta a 292 a 1.
Tuttavia, agli occhi degli azionisti che si preparano al voto consultivo sul “say-on-pay“, questo divario conta molto meno della capacità di Amon di navigare tra oneri fiscali imprevisti e nuove sfide di mercato, garantendo che il titolo Qualcomm continui a essere un asset su cui puntare.
