Di fronte a un mercato sempre più competitivo e polarizzato, il gigante taiwanese ha deciso di staccare la spinaalla divisione mobile per concentrarsi su settori in rapida ascesa come l’intelligenza artificiale fisica e i server.
Dopo settimane di indiscrezioni, report trapelati e mezze smentite che avevano caratterizzato l’inizio del mese, è arrivata la conferma definitiva che molti appassionati di tecnologia temevano: Asus abbandona ufficialmente il mercato degli smartphone.
Niente più smartphone Asus o ROG, almeno nel 2026
Non si tratta più di voci di corridoio, ma di una strategia aziendale delineata con chiarezza dai vertici della compagnia. L’era degli Zenfone e dei ROG Phone, dispositivi che hanno saputo ritagliarsi una nicchia di fedelissimi grazie a scelte spesso audaci e anticonformiste, giunge così al termine, segnando un cambiamento epocale per il colosso di Taipei.
L’annuncio è arrivato direttamente da Jonney Shih, presidente di Asus, durante un evento di gala tenutosi presso il Taipei Nangang Exhibition Center.
In un discorso che ha tracciato il bilancio dell’anno appena trascorso e delineato le prospettive future, Shih ha confermato che il brand non ha in programma il rilascio di nuovi smartphone. La decisione appare irrevocabile e rientra in una più ampia ristrutturazione delle priorità aziendali.
Secondo quanto emerso dall’evento, le risorse che fino a ieri venivano destinate allo sviluppo della telefonia mobile, inclusi i fondi per la ricerca e sviluppo, saranno ora dirottate verso settori ritenuti più strategici e redditizi.
In particolare, Asus intende focalizzarsi sui PC commerciali e su quella che viene definita “Physical AI”, ovvero l’intelligenza artificiale applicata al mondo fisico.
Questo nuovo orizzonte comprende lo sviluppo avanzato di robotica e occhiali intelligenti, tecnologie che l’azienda ritiene rappresentino il vero futuro dell’interazione digitale, sostituendo di fatto la centralità che lo smartphone ha avuto nell’ultimo decennio.
Numeri da record e il boom dell’Intelligenza Artificiale
A supportare questa drastica decisione ci sono i numeri, che dipingono un quadro finanziario estremamente positivo per l’azienda, ma trainato da settori ben diversi dalla telefonia.
Jonney Shih ha condiviso con orgoglio i risultati finanziari del 2025, anno in cui Asus ha raggiunto un fatturato di 738,91 miliardi di dollari taiwanesi. Si tratta di un balzo in avanti notevole, con una crescita del 26% rispetto al 2024.
Il vero motore di questa espansione non è stato l’hardware consumer tradizionale, bensì il settore dei server per l’Intelligenza Artificiale.
Questa divisione specifica ha registrato una crescita impressionante del 100%, raddoppiando di fatto gli obiettivi che l’azienda stessa si era prefissata.
Di fronte a una tale sproporzione di rendimento tra il business legato all’infrastruttura AI e quello sempre più stagnante degli smartphone, la scelta del management appare come una conseguenza logica e quasi inevitabile di un calcolo costi-benefici.
Il lento addio alla telefonia mobile
L’uscita di scena di Asus non è stata un fulmine a ciel sereno, ma l’epilogo di un processo di logoramento durato alcuni anni. Negli ultimi tempi, infatti, l’azienda aveva progressivamente ridotto l’ampiezza del suo catalogo, limitando le uscite della celebre serie Zenfone e tagliando drasticamente le varianti dei gaming phone a marchio ROG.
Il 2025 è stato l’anno che ha sancito definitivamente il declino di questo segmento per il brand. Asus ha lanciato sul mercato solamente due modelli: il ROG Phone 9 FE e lo Zenfone 12 Ultra. Non è un segreto che entrambi i dispositivi non abbiano incontrato il favore del pubblico, registrando volumi di vendita ben al di sotto delle aspettative.
La tiepida accoglienza riservata a questi ultimi tentativi ha probabilmente accelerato la decisione di chiudere il capitolo mobile, rendendo evidente che competere in un mercato saturo contro giganti consolidati non era più sostenibile.
Cosa cambia per gli utenti attuali?
Nonostante l’addio alla produzione di nuovo hardware, Asus ha voluto rassicurare la sua base utenti attuale. Durante la conferenza è stato specificato che il brand continuerà a onorare i propri impegni nei confronti dei clienti che possiedono uno smartphone Asus.
I servizi di manutenzione, gli aggiornamenti software e la copertura della garanzia rimarranno attivi. Chi ha acquistato un ROG Phone o uno Zenfone di recente non verrà abbandonato a se stesso, ma è chiaro che questi dispositivi saranno gli ultimi testimoni di un’avventura imprenditoriale che, per Asus, appartiene ormai al passato.
