Sebbene l’attenzione mediatica recente si sia concentrata principalmente sul visore Galaxy XR, sembra che per Samsung questo dispositivo rappresenti soltanto il primo passo di una strategia molto più ampia e diversificata.
Secondo le ultime indiscrezioni trapelate dal settore, il colosso sudcoreano, in stretta collaborazione con Google, starebbe pianificando il lancio di diverse tipologie di occhiali per la realtà aumentata (AR) e per l’intelligenza artificiale (AI).
A confermare questa tesi è l’apparizione in rete di due specifici numeri di modello che suggeriscono lo sviluppo parallelo di dispositivi distinti.
Samsung Glasses, trapelati due numeri di modello
Le prime tracce di questo nuovo progetto sono emerse alla fine dello scorso anno con l’identificazione del codice modello SM-O200P.
Il quadro si è fatto decisamente più interessante nelle ultime settimane grazie al lavoro di indagine svolto dai colleghi di GalaxyClub, i quali hanno portato alla luce l’esistenza di un secondo identificativo: SM-O200J.
In un primo momento, la presenza di due sigle simili potrebbe indurre a pensare a varianti regionali dello stesso prodotto, una pratica comune nel settore della telefonia mobile.
Tuttavia, un’analisi più approfondita della documentazione disponibile suggerisce una realtà ben diversa: entrambi i modelli, infatti, sembrano destinati agli stessi mercati.
Questo dettaglio porta a concludere che Samsung stia lavorando su due dispositivi hardware differenti, ognuno probabilmente caratterizzato da funzionalità uniche o destinato a un diverso target di utilizzo.
Caratteristiche tecniche e il significato delle lettere
Sebbene le specifiche tecniche complete siano ancora avvolte dal mistero, iniziano a emergere i primi dettagli concreti riguardanti il modello SM-O200P.
È stato confermato che questa versione dei Galaxy Glasses (nome ancora provvisorio) sarà equipaggiata con una fotocamera da 12 megapixel dotata di autofocus, per offrire non solo capacità di cattura video e foto di buona qualità, ma potenzialmente anche funzionalità avanzate di riconoscimento visivo tramite intelligenza artificiale.
Ancora più affascinante è la speculazione riguardante il significato della lettera “P” nel codice del modello. Le ipotesi più accreditate suggeriscono che possa stare per “photochromatic” (fotocromatico), indicando la presenza di lenti capaci di adattarsi automaticamente alle condizioni di luce ambientale, scurendosi al sole e tornando trasparenti in interni.
Se confermato, questo dettaglio posizionerebbe il dispositivo come un accessorio da indossare tutto il giorno, fondendo l’utilità tecnologica con il comfort visivo. Rimane invece un’incognita il significato della lettera “J” nel secondo modello, lasciando campo aperto a speculazioni su una possibile versione “Junior” (più economica) o dotata di caratteristiche strutturali differenti.
Il ruolo chiave di Google e il futuro di Android XR
L’espansione dell’hardware Samsung non può essere analizzata senza considerare il ruolo fondamentale del software. Le ambizioni di Google per la sua piattaforma Android XR vanno ben oltre il supporto ai visori (video see-through) come il Galaxy XR.
Mountain View ha chiarito l’intenzione di supportare nativamente una gamma più vasta di dispositivi, inclusi visori a trasperenza ottica (optical see-through), occhiali AR completi e occhiali leggeri focalizzati sull’intelligenza artificiale.
Questa sinergia tra l’hardware diversificato di Samsung e la piattaforma flessibile di Google delinea un futuro prossimo in cui la tecnologia indossabile sarà meno invasiva e più integrata nella quotidianità.
Sebbene Samsung non abbia ancora ufficializzato la sua roadmap a breve termine per il settore XR, la comparsa di questi modelli suggerisce che l’azienda potrebbe ampliare la sua offerta già entro la fine dell’anno, proponendo alternative più leggere e discrete ai tradizionali visori, pronte a competere in un mercato in rapida evoluzione.
