L’industria degli smartphone, nel corso dell’ultimo decennio, ha assistito a una trasformazione radicale del concetto di fotografia.
Se nelle prime fasi l’obiettivo primario era la miniaturizzazione dei componenti per adattarli a scocche sempre più sottili, l’attuale paradigma, esemplificato dal lancio del vivo X300 Pro, segna un ritorno alla preponderanza dell’ottica fisica supportata da una potenza di calcolo senza precedenti.
Questo dispositivo consolida la partnership decennale con ZEISS e introduce un’architettura di elaborazione a doppio chip che vuole rivoluzionare l’essenza stessa del mobile imaging.
il kit fotografico con l’extender ZEISS trasforma il dispositivo in uno strumento capace di raggiungere focali ottiche di 200mm con una qualità che sfida le fotocamere bridge e le mirrorless entry-level, offrendo una versatilità creativa inedita in un fattore di forma tascabile.
Per il fotografo professionista o l’appassionato evoluto, X300 Pro offre un livello di controllo, qualità e versatilità che attualmente non ha eguali nel panorama mobile, stabilendo un nuovo benchmark tecnico per la categoria dei migliori camera phone.
Perché vivo X300 Pro è il miglior camera phone del momento?
L’hardware fotografico di vivo X300 Pro è di altissimo livello
Il cuore del sistema di imaging del vivo X300 Pro risiede in una configurazione a tripla fotocamera posteriore che sfida le convenzioni dei passati flagship “Ultra”, supportata da un’architettura di elaborazione del segnale proprietaria.
A differenza di alcuni concorrenti che puntano esclusivamente sulla dimensione fisica del sensore principale (alcuni non si sforzano nemmeno in quello), vivo ha adottato un approccio che privilegia l’efficienza, la velocità di lettura e l’integrazione profonda con il silicio personalizzato.
La fotocamera principale
Una delle decisioni ingegneristiche più discusse e tecnicamente rilevanti riguarda la fotocamera principale. Uno dei predecessori più apprezzati in questa famiglia di smartphone, l’X100 Ultra, aveva puntato sul sensore Sony LYT-900 da 1 pollice. Il suo successore, l’X200 Ultra, pareva aver fatto un piccolo passo indietro utilizzando un sensore più piccolo ma che si è poi rivelato altrettanto soddisfacente, se non addirittura più capace.
Il vivo X300 Pro segue la filosofia di quest’ultimo, adottando il nuovo sensore Sony LYT-828. Questa scelta, lungi dall’essere un compromesso economico, riflette una precisa strategia volta a massimizzare la qualità delle immagini con sensori di ultima generazione invece che avere solo grandi numeri sulla carta.
Il sensore LYT-828 appartiene alla famiglia LYTIA di Sony, progettata specificamente per superare i limiti dei sensori CMOS tradizionali attraverso un’architettura “stacked”. Il formato ottico ha una dimensione di 1/1,28 pollici e, sebbene fisicamente inferiore ai sensori da 1 pollice, il LYT-828 compensa con una gestione della carica elettrica (Full Well Capacity) ottimizzata.
La risoluzione nativa è di 50 MP con fotodiodi individuali da 1,22µm; in modalità standard, il sensore opera in pixel binning 4-in-1, producendo immagini da 12,5 MP con super-pixel equivalenti a 2,44µm, garantendo un eccellente rapporto segnale/rumore anche in condizioni di scarsa illuminazione.
Il vero vantaggio competitivo del LYT-828 risiede nella sua capacità di gestire l’alta gamma dinamica (HDR) tramite la tecnologia Hybrid Frame-HDR. Questa combina letture a doppio guadagno di conversione (Dual Conversion Gain – DCG) con esposizioni multiple catturate a velocità elevatissima, permettendo di raggiungere una gamma dinamica teorica di 100dB, equivalente a circa 17 stop.
Tale valore si avvicina a quello delle cineprese digitali professionali e supera molti sensori di generazione precedente che soffrivano di artefatti di movimento durante la cattura HDR multi-frame.
L’efficacia di un sensore è però intrinsecamente legata alla qualità dell’ottica che lo precede e, per il modulo principale, vivo ha implementato un obiettivo con un’apertura focale estremamente ampia di f/1.57. Un’apertura così grande permette un afflusso massiccio di fotoni al sensore, compensando la superficie leggermente ridotta rispetto ai sensori da 1 pollice (che tipicamente montavano lenti f/1.8 o f/1.9).
Ciò si traduce in una capacità di raccolta luce superiore in scenari notturni e in una profondità di campo ottica naturale molto ridotta, che crea un bokeh autentico senza intervento software.
A supporto di ciò, il sistema di stabilizzazione ottica (OIS) è stato certificato con un rating CIPA 5.5. A differenza dei sistemi OIS tradizionali che muovono solo la lente, questo sistema può muovere l’intero blocco sensore-lente o utilizzare attuatori più complessi per compensare movimenti su assi multipli come beccheggio, imbardata e traslazione.
Il rating 5.5 stop indica che è possibile scattare a mano libera con tempi di esposizione significativamente più lunghi, ad esempio 1/2 secondo o 1 secondo, senza micromosso, aspetto fondamentale per la fotografia notturna e le lunghe esposizioni creative “handheld”.
Il teleobiettivo periscopico
Il vero elemento differenziante del vivo X300 Pro, che lo eleva al di sopra della concorrenza nella fotografia “long-range”, è un modulo teleobiettivo periscopico di altissima qualità. Abbandonando le risoluzioni tradizionali da 50MP o 64MP, vivo ha integrato un sensore Samsung ISOCELL HPB da ben 200 MP.
Il sensore HPB è una variante personalizzata, co-sviluppata da vivo e Samsung, basata sull’architettura del sensore ISOCELL HP9 utilizzato nell’X200 Ultra. Con un formato ottico di 1/1,4 pollici, questo sensore è il più grande mai montato su un teleobiettivo periscopico commerciale.
Per dare un contesto, le dimensioni di questo sensore “secondario” sono identiche o superiori ai sensori principali di molti smartphone di fascia media e persino di alcuni flagship compatti come iPhone base o Galaxy S base.
Entrambe le foto qui sopra sono scattate utilizzando l’ingrandimento 10x digitale senza Kit esterno
La tecnologia di binning Tetra pixel (o 16-in-1) è fondamentale per gestire la densità di pixel: in condizioni di bassa luminosità, il sensore unisce 16 pixel adiacenti per formarne uno virtuale da 2,24 µm con risoluzione di uscita 12,5 MP, massimizzando la sensibilità. In condizioni di buona luce, può invece utilizzare la modalità 50 MP o la piena risoluzione 200 MP per catturare dettagli finissimi.
L’ingegnerizzazione dell’ottica per un sensore così grande all’interno di uno smartphone dallo spessore limitato è una sfida fisica notevole.
La lunghezza focale equivalente è di 85 mm, circa 3,7x rispetto al principale, considerata la focale perfetta per la ritrattistica, con un’apertura pari a f/2.67, valore eccezionale per un periscopio, che garantisce ottima luminosità e sfocato.
L’etichetta APO (Apocromatico) non è solo marketing, ma indica che lo schema ottico utilizza lenti a bassa dispersione progettate per far convergere le tre lunghezze d’onda primarie (rosso, verde, blu) sullo stesso piano focale. Questo elimina quasi totalmente l’aberrazione cromatica longitudinale e laterale, difetti comuni nei teleobiettivi digitali che si manifestano come frange viola o verdi sui bordi ad alto contrasto.
Inoltre, il gruppo lenti interno è mobile (messa a fuoco flottante), permettendo l’AF a distanze estremamente ravvicinate, con una distanza minima di circa 14 cm e un rapporto di ingrandimento 2,7:1. Questo trasforma il teleobiettivo in una potente fotocamera telemacro, permettendo di fotografare insetti, fiori o dettagli di prodotti mantenendo una distanza di lavoro confortevole ed evitando di proiettare ombre sul soggetto.
Fotocamera ultra-grandangolare
Mentre i moduli principale e teleobiettivo rappresentano lo stato dell’arte, il modulo ultra-grandangolare è quello un po’ meno performante. Le specifiche confermano l’uso persistente del sensore Samsung ISOCELL JN1, caratterizzato da 50 MP, formato 1/2,76 pollici e pixel da 0,64 µm, abbinato a un’ottica con apertura f/2.0 e focale equivalente 15mm per un campo visivo di 119°.
Rispetto al sensore principale (1/1,28″) e al teleobiettivo (1/1,4″), il JN1 è significativamente più piccolo; sebbene offra una risoluzione elevata, i pixel molto piccoli limitano la gamma dinamica e le prestazioni in bassa luce.
Tuttavia, vivo ha integrato l’autofocus (AF) anche su questo modulo, permettendo l’uso per macro grandangolari, sebbene la modalità telemacro del periscopio offra generalmente risultati estetici superiori grazie alla compressione prospettica.
La scelta del JN1, invece del più recente JN5 ipotizzato in alcuni leak, rappresenta forse l’unico vero “compromesso” hardware del sistema, probabilmente per mantenere i costi e gli spazi interni sotto controllo sulla lente meno utilizzata e pubblicizzabile.
Architettura di elaborazione a doppio chip (Dual-Chip Imaging)
La superiorità fotografica del vivo X300 Pro non deriva solo dai sensori, ma da come i dati grezzi vengono elaborati, grazie a un’architettura unica che prevede l’uso di due chip proprietari in aggiunta all’ISP integrato nel SoC MediaTek.
Il SoC MediaTek Dimensity 9500
La base del sistema è il processore MediaTek Dimensity 9500, costruito con processo produttivo a 3nm di TSMC di terza generazione.
Questo chipset offre un aumento del 33% delle prestazioni GPU e un massiccio incremento del 111% delle prestazioni NPU (Neural Processing Unit) rispetto alla generazione precedente. L’NPU è fondamentale per gli algoritmi di fotografia computazionale basati su AI generativa e riconoscimento semantico della scena.
ISP vivo VS1
La vera innovazione dell’X300 Pro è l’introduzione del chip VS1, definito come un “AI ISP front-end”. Questo componente si colloca fisicamente tra i sensori fotografici e il SoC principale, intercettando i dati RAW appena escono dal sensore, prima che vengano convertiti o compressi.
La sua funzionalità principale consiste nell’eseguire operazioni di “pre-processing” intensivo, come la riduzione del rumore (AI Denoising) e il recupero dei dettagli direttamente sui dati grezzi. Operare nel dominio RAW è cruciale perché permette di distinguere il rumore dal dettaglio fine con molta più precisione rispetto a quanto possibile su immagini già demosaicizzate.
Il VS1 vanta una potenza di calcolo AI di 80 TOPS con un’efficienza energetica di 16 TOPS/W, permettendo di applicare algoritmi complessi a ogni singolo fotogramma di un video 4K, cosa impossibile per un ISP standard.
ISP vivo V3+
Dopo che il segnale è stato pre-elaborato dal VS1 e gestito dal SoC, interviene il chip V3+ per la fase finale. Il V3+ si occupa del rendering degli effetti creativi, come la simulazione del bokeh cinematico nei video ritratto 4K, oltre a gestire l’interpolazione dei frame (MEMC) per la fluidità video e la mappatura dei toni per la visualizzazione HDR.
Scaricando questi compiti dalla GPU principale, il V3+ riduce il consumo energetico complessivo durante la registrazione video fino al 42%, permettendo sessioni di ripresa più lunghe senza surriscaldamento.
Qualità dell’immagine e performance fotografiche
L’integrazione tra i sensori descritti, le ottiche ZEISS e la pipeline VS1/V3+ produce risultati che definiscono l’estetica fotografica di vivo, caratterizzata da una resa del dettaglio naturale e una gestione del colore scientificamente accurata.
ZEISS Natural Color
La collaborazione con ZEISS ha portato allo sviluppo del profilo ZEISS Natural Color. A differenza di molti smartphone che tendono a sovra-saturare i colori, come erba verde neon o cielo blu elettrico, per compiacere l’occhio sui social media, il profilo ZEISS mira a un Delta E (errore cromatico) estremamente basso.
Grazie al sensore di spettro colore dedicato integrato nel modulo flash, il bilanciamento del bianco è preciso anche in condizioni di luce mista artificiale/naturale, preservando le tonalità della pelle e i colori dei materiali come legno, tessuto o metallo con fedeltà assoluta.
Prestazioni in luce diurna e gamma dinamica
In condizioni di forte illuminazione, il sensore LYT-828 dimostra la superiorità della tecnologia Hybrid Frame-HDR. Le immagini presentano una gamma dinamica estesa che preserva i dettagli sia nelle ombre profonde che nelle alte luci, come nuvole luminose o riflessi speculari, senza l’effetto “piatto” o artificiale tipico dell’HDR aggressivo.
La risoluzione di 50MP, quando utilizzata in modalità nativa o tramite l’oversampling a 12,5MP, restituisce un livello di dettaglio fine privo di artefatti di sharpening eccessivo, particolarmente visibile su fogliame e texture architettoniche.
Fotografia notturna
L’apertura f/1.57 del sensore principale offre un innegabile vantaggio fisico. La combinazione di ampia apertura e stabilizzazione CIPA 5.5 permette la modalità “Handheld Astro”, catturando cieli stellati o paesaggi urbani notturni a mano libera con ISO relativamente bassi e riducendo il rumore termico.
Purtroppo l’inquinamento nella mia zona è elevato, ma le foto alle stelle qui sopra sono fatte a mano libera
In scenari di luce estrema sotto 1 lux, il chip VS1 esegue un denoising spaziale e temporale sui dati RAW che pulisce l’immagine preservando la texture, evitando l’effetto “acquerello” o “pelle di cera” delle generazioni precedenti.
Infine, le sorgenti di luce puntiformi come lampioni o fari auto sono gestite con precisione grazie al rivestimento ZEISS T*, che abbatte drasticamente il ghosting e i flare indesiderati.
Ritrattistica multi-focale
Il vivo X300 Pro eccelle nella ritrattistica offrendo cinque lunghezze focali “d’oro” ottimizzate: 24mm per i paesaggi, 35mm per la street photography, 50mm classico tramite crop del sensore principale, 85mm come ritratto nativo teleobiettivo e 100mm per una compressione elevata.
Il software simula le caratteristiche ottiche di lenti ZEISS leggendarie: oltre ai classici Biotar (bokeh vorticoso) e Planar, sono presenti nuove simulazioni come ZEISS Mirotar, caratterizzato dal tipico bokeh a ciambella delle lenti a specchio, e stili cinematografici anamorfici.
Inoltre, sfruttando l’enorme risoluzione del sensore da 200MP, vivo offre una modalità “Snapshot” a 135mm che isola il soggetto con una compressione prospettica estrema, ideale per ritratti candidi a distanza o fotografia di strada non intrusiva.
Macrofotografia
La capacità macro del teleobiettivo 85mm risulta superiore a quella delle macro grandangolari. Scattare macro a 15-20 cm di distanza invece che a 2 cm permette di non disturbare soggetti vivi come gli insetti e di non proiettare l’ombradel telefono sul soggetto.
La profondità di campo estremamente ridotta a f/2.67 crea sfondi burrosi che fanno risaltare il soggetto in modo tridimensionale.
Videografia professionale e workflow cinematografico
Con l’X300 Pro, vivo ha colmato il divario storico con i competitor nel settore video, introducendo specifiche che soddisfano anche i videographer professionisti.
Tra alti fps e slow-motion
Tutte le fotocamere posteriori (principale, teleobiettivo e ultra-wide) supportano la registrazione in 4K a 120 frame per secondo, che non è solo una modalità slow motion, ma una registrazione ad alto frame rate completa di audio.
Registrare a 120fps permette di rallentare il filmato fino a 5x (24fps) o 4x (30fps) in post-produzione, ottenendo slow motion fluidi e cinematografici ad altissima risoluzione, ideali per b-roll, sport e scene d’azione.
Questo è reso possibile dalla velocità di lettura del sensore LYT-828 e dalla banda passante dell’ISP, capaci di processare gigabit di dati al secondo senza surriscaldamento immediato.
Registrazione Log a 10-bit e color grading
Per i creator che necessitano di controllo totale sul colore, X300 Pro offre la registrazione in Log a 10-bit che cattura un’immagine “piatta” e desaturata, preservando il massimo dettaglio possibile nelle ombre e nelle luci. La profondità colore a 10-bit offre oltre 1 miliardo di sfumature, evitando il banding nei cieli o nelle sfumature graduali.
Vivo ha dichiarato il supporto per il workflow colore ACES (Academy Color Encoding System), standard industriale per il cinema, il che significa che i file Log possono essere inseriti in pipeline di post-produzione professionali come DaVinci Resolve con una conversione colore standardizzata e precisa.
Durante la ripresa in Log, è inoltre possibile applicare LUT (Look-Up Tables) di anteprima sullo schermo del telefono per avere un’idea del risultato finale pur registrando il file piatto.
HDR Dolby Vision
Il dispositivo supporta la registrazione, l’editing e la riproduzione in Dolby Vision HDR, formato a metadati dinamici che ottimizza luminosità e contrasto fotogramma per fotogramma.
Grazie al display dell’X300 Pro che raggiunge picchi di 4500 nit, i video HDR mostrano una brillantezza accecante e neri profondi, offrendo un’esperienza di visione precisa per la valutazione del girato direttamente sul dispositivo.
Video con sfocato artificiale
Il chip V3+ abilita la modalità 4K Portrait Video, funzione che separa il soggetto dallo sfondo in tempo reale a risoluzione 4K applicando una sfocatura (bokeh) artificiale graduale e realistica.
L’algoritmo di rilevamento dei bordi è abbastanza sofisticato da gestire capelli in movimento e occhiali con minimi artefatti, offrendo un look “cinematografico” simile a quello ottenibile con lenti a grande apertura su sensori Full Frame.
Il kit fotografico professionale e l’extender ottico
La novità più appassionante del vivo X300 Pro è la possibilità di integrare il Professional Photography Kit, un ecosistema hardware che trasforma lo smartphone in una fotocamera compatta modulare.
Com’è composto il kit
Il kit si configura come un sistema funzionale composto da tre elementi chiave interconnessi. In primo luogo, troviamo una cover dedicata con baionetta, che integra un anello di montaggio rinforzato attorno al modulo fotocamera circolare.
Le tolleranze meccaniche sono strettissime per garantire il perfetto allineamento ottico tra la lente esterna e il sensore del telefono, e l’adattatore è progettato specificamente per non ostruire le altre fotocamere (principale e ultra-wide) quando l’anello è montato ma la lente no.
Il secondo elemento è l’impugnatura (Grip), ergonomica e agganciabile alla cover, dotata di una batteria integrata da circa 2300mAh che può anche ricaricare il telefono durante le riprese.
Questa offre controlli fisici come un pulsante di scatto a due stadi (mezza pressione per focus, pressione completa per scatto) e una ghiera programmabile per regolare zoom o esposizione (EV), migliorando drasticamente stabilità ed ergonomia.
Infine, il cuore del sistema ottico aggiuntivo è il vivo ZEISS 2,35x Telephoto Extender.
Com’è fatto il Telephoto Extender?
L’extender è un teleconverter ottico progettato specificamente per il sensore periscopico da 85mm dell’X300 Pro (e retrocompatibile con X200 Ultra). Costruito con 13 elementi in 4 gruppi, utilizza vetri di alta qualità con rivestimento ZEISS T* multistrato per minimizzare la perdita di contrasto tipica delle lenti aggiuntive.
Il fattore di ingrandimento è 2,35x e, applicato alla focale nativa di 85mm, trasforma il sistema in un teleobiettivo ottico puro da circa 200mm (precisamente 199.75mm). A differenza di una lente addizionale generica, quando l’extender viene montato il software del telefono lo riconosce (o viene attivato manualmente) e il sistema ottico proietta l’immagine ingrandita sull’intera superficie del sensore da 200MP.
Questo offre un enorme vantaggio in termini di risoluzione: senza extender, per ottenere un’inquadratura da 200mm, il telefono dovrebbe eseguire un ritaglio digitale (crop) massiccio sul sensore da 85mm, utilizzando solo una frazione centrale dei pixel. Con l’extender, l’immagine a 200mm viene catturata utilizzando tutti i 200 milioni di pixel (o i 12,5MP in binning) del sensore HPB, garantendo una densità di informazioni esponenzialmente superiore.
Prestazioni e qualità delle immagini con l’Extender
A 200mm ottici, la nitidezza al centro del fotogramma è eccellente e comparabile a ottiche per mirrorless di fascia media, con una risoluzione sufficiente per distinguere dettagli fini come il piumaggio di uccelli distanti o dettagli architettonici.
L’effetto di compressione prospettica a 200mm è reale e ottico, non simulato; gli sfondi appaiono molto più vicini al soggetto, creando composizioni fotografiche di forte impatto visivo.
Tuttavia, l’uso di un teleconverter comporta inevitabilmente una perdita di luminosità effettiva (f-stop): se l’obiettivo base è f/2.67, l’apertura effettiva del sistema combinato diventa molto più chiusa (matematicamente intorno a f/6.3 o inferiore in termini di trasmissione luce T-stop).
Il sensore da 1/1,4″ è sufficientemente grande e sensibile da gestire questa riduzione in condizioni di luce diurna, ma in condizioni di scarsa luce il sistema potrebbe faticare, sebbene il chip VS1 aiuti a mitigare il rumore risultante dall’aumento degli ISO.
Esistono infine dei limiti fisici: spingendosi oltre i 200mm usando lo zoom digitale sopra l’extender (ad esempio a 400mm o 800mm), la qualità degrada; mentre i 400mm rimangono utilizzabili e le immagini morbide ma piacevoli, a 800mm gli algoritmi di Super Resolution AI intervengono pesantemente per ricostruire linee e testi, portando talvolta ad artefatti visivi.
Test zoom senza Extender
Test Zoom con Extender
Una sfida tutta in famiglia
Il vivo X300 Pro si inserisce in un segmento ultra-competitivo, scontrandosi direttamente con dispositivi come l’OPPO Find X9 Pro e il predecessore vivo X200 Ultra, tutti provenienti dalla stessa grande famiglia di smartphone del gruppo BBK.
Sebbene X200 Ultra fosse un dispositivo eccezionale, X300 Pro (nonostante il nome “Pro” e non “Ultra”) porta con sé miglioramenti significativi. Per quanto riguarda il sensore teleobiettivo, X200 Ultra utilizzava il Samsung ISOCELL HP9, mentre X300 Pro utilizza l’HPB, una versione ulteriormente personalizzata che, a parità di specifiche di base (200MP, 1/1.4″), beneficia di un readout più veloce e di una migliore integrazione con il chip VS1.
Inoltre, il passaggio dal Dimensity 9400 al Dimensity 9500 porta vantaggi massicci nell’elaborazione AI e nel consumo energetico. Un ultimo punto cruciale è la disponibilità: a differenza dell’X200 Ultra, rimasto confinato al mercato cinese, X300 Pro è arrivato anche in Italia, portando queste tecnologie a un pubblico internazionale.
OPPO Find X9 Pro utilizza anch’esso una strategia con teleobiettivo ad alta risoluzione e kit fotografico, ma con differenze importanti. Il sensore teleobiettivo da 200MP di OPPO (HP5) è in formato 1/1,56″, che è più piccolo di quello utilizzato da vivo nell’X300 Pro, conferendo a quest’ultimo un vantaggio fisico nella raccolta della luce e nella separazione dei piani a parità di focale.
Inoltre, per quanto riguarda il kit fotografico, mentre anche OPPO offre gli accessori, l’integrazione del case vivo che non blocca le altre lenti e la qualità ottica specifica dell’extender ZEISS rappresentano un vantaggio ergonomico e funzionale per X300 Pro.
