La corsa ai megapixel e alle dimensioni dei sensori nel mondo della fotografia mobile non accenna a rallentare. Mentre Sony continua a dominare la scena con la sua recente serie LYTIA, un altro gigante dei semiconduttori è pronto a sfidare lo status quo.
OmniVision ha infatti in cantiere un nuovo sensore di fascia altissima da 200 Megapixel, progettato specificamente per equipaggiare i flagship che vedremo sul mercato nei prossimi mesi.
OmniVision OVB0D è la risposta da 200 MP a Samsung e Sony

Identificato con la sigla OVB0D, questo nuovo componente promette di rivaleggiare direttamente con il recentissimo Sony LYTIA 901, portando con sé specifiche tecniche che potrebbero migliorare nettamente le prestazioni fotografiche in condizioni di luce difficile.
Secondo quanto riportato dai media coreani, il nuovo OmniVision OVB0D si presenta come un sensore da 1/1,1 pollici. Si tratta di una dimensione fisica leggermente superiore rispetto al rivale diretto di Sony, il LYTIA 901, che si ferma a 1/1,12 pollici. Sebbene la differenza possa sembrare marginale sulla carta, nel mondo dell’ottica mobile ogni frazione di millimetro guadagnata sulla superficie del sensore è cruciale per la cattura della luce.
Tuttavia, la battaglia non si gioca solo sulle dimensioni, ma anche sull’architettura dei pixel. OmniVision OVB0D utilizza un filtro Bayer con una struttura di “re-mosaic” a doppio chip. Il Sony LYTIA 901 adotta una struttura Quad-Quad Bayer Coding (QQBC) più complessa.
Sebbene manchino ancora test sul campo, si ipotizza che la struttura più avanzata di Sony possa offrire un leggero vantaggio in termini di dettaglio puro. OmniVision, tuttavia, sembra aver puntato tutto sulla gestione della luce e della gamma dinamica.
Tecnologia LOFIC Gen 2
Il vero punto di forza dell’OVB0D risiede nelle tecnologie impiegate per la gestione dell’esposizione. Il sensore vanta una Full-Well Capacity (FWC) impressionante di 400k, un valore che indica la quantità massima di carica che un pixel può trattenere prima di saturarsi.
Per ottenere prestazioni superiori, OmniVision ha integrato la tecnologia DCG (Dual Conversion Gain) combinata con la LOFIC Gen 2 (Lateral Overflow Integration Capacitor). Questa combinazione è fondamentale per l’elaborazione HDR multi-frame. In termini pratici, la tecnologia LOFIC permette di gestire scenari con illuminazione mista estrema (come un soggetto in ombra con un cielo molto luminoso alle spalle) senza bruciare le alte luci o perdere dettagli nelle ombre.
Il risultato promesso è una gamma dinamica di 108dB, un valore che assicura una flessibilità straordinaria in fase di scatto e post-processo.
Il mercato del 2026: chi userà l’OVB0D?
Le indiscrezioni sul futuro di questo sensore arrivano da una fonte autorevole nel settore, il noto leaker Ice Universe. Secondo le informazioni trapelate, l’OmniVision OVB0D non rimarrà un esercizio di stile, ma sarà al centro dei comparti fotografici dei top di gamma in arrivo nel 2026.
I produttori in lizza per l’adozione di questa tecnologia includono i principali brand cinesi:
- Vivo
- Oppo
- Xiaomi
- Honor
Questi marchi hanno storicamente spinto sull’innovazione hardware per differenziarsi, e l’adozione di un sensore così massiccio e capace conferma la volontà di puntare tutto sulla qualità d’immagine.
La strategia conservativa di Samsung
In questo scenario di innovazione aggressiva, spicca l’assenza di Samsung. Il colosso sudcoreano, secondo i report, non sembra intenzionato ad adottare né il nuovo sensore di OmniVision né le soluzioni più grandi di Sony per i suoi futuri flagship (come la serie Galaxy S26).
La motivazione appare prettamente economica e strategica: l’aumento dei costi di produzione e la conseguente riduzione dei margini di profitto avrebbero spinto Samsung a mantenere una linea più conservativa.
L’azienda dovrebbe quindi continuare a utilizzare sensori da 200MP con formato più ridotto e prodotti in casa, da 1/1,3 pollici, simili all’attuale ISOCELL HP2. Una scelta che potrebbe scavare un solco prestazionale tra i dispositivi Galaxy e la concorrenza cinese nel prossimo futuro.








