ASML accusa la Cina: furto di segreti sui chip più avanzati

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Nonostante sia il terzo mercato più grande di ASML dopo Taiwan e Sud Corea (principalmente TSMC e Samsung), la Cina è comunque tagliata fuori dai suoi macchinari più avanzati. A causa del blocco americano, le aziende cinesi non possono acquistare sistemi EUV: lo dimostra il caso della bannata SMIC, il più grande chipmaker cinese ma che non riesce ad andare oltre i 7 nm DUV, impedendo anche una possibile rinascita per i chip Huawei. E nel mentre, un ex dipendente cinese di ASML è stato accusato del furto di dati privati.

Un membro di ASML Cina avrebbe sottratto dati sensibili sulla produzione di microchip

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Tutto sarebbe successo negli scorsi mesi, quando l’allora dipendente della divisione cinese di ASML Holdings avrebbe sottratto informazioni da Teamcenter, software fornito da Siemens che ASML adopera per per conservare informazioni tecniche di varia natura sui suoi macchinari, praticamente un magazzino digitale che i vari team ASML usano per sviluppare i propri macchinari. Al suo interno sono presenti anche dettagli riguardanti i sistemi di litografia usati per creare fra i chip più avanzati al mondo. Da molto tempo, infatti, da ASML dipende buona parte del mercato tecnologico globale: grazie alla sinergia con la tedesca Carl Zeiss, è l’unica in grado di fabbricare i complessissimi e costosissimi macchinari EUV (uno può costare circa 150 milioni di dollari), gli unici con cui poter stampare a 5 nm e oltre.

Non è la prima volta che ASML punta il dito contro la Cina: in precedenza, le accuse furono rivolte contro Dongfang Jingyuan Electron, che avrebbe rubato l’intero codice sorgente del software ASML. Anche per questo, le autorità americane hanno intensificato gli sforzi per bloccare lo sviluppo dell’industria dei semiconduttori in Cina e limitare le esportazioni tecnologiche verso la Cina, specie quelle cosiddette a doppio uso, sia civile che militare come i più avanzati semiconduttori. Oltre alla creazione della Chip 4 Alliance con Taiwan, Sud Corea e Giappone, gli Stati Uniti hanno fatto pressione anche sui Paesi Bassi (e quindi su ASML) per il blocco dei macchinari EUV verso la Cina, contenendo tecnologie di derivazione americana.

Per il momento, ASML ha confermato l’accusa ma senza dare dettagli aggiuntivi, limitandosi ad affermare che il furto non sarebbe rilevante per la sua attività; nel frattempo, ha comunque provveduto ad avviare le consuete indagini e rafforzare i controlli di sicurezza.

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