La Cina come Black Mirror: la pandemia si combatte con i robot

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Da qualche settimana, la pandemia in Cina sta peggiorando, con una risalita della curva dei contagi che rischia di mettere nuovamente in crisi il mercato tecnologico. Mentre qua in Italia si ricomincia a respirare aria di normalità (seppur con ancora qualche limite), nella nazione asiatica la politica Zero Covid non sta portando ai risultati sperati. Dopo l’iniziale stato d’allerta a inizio 2020, il governo era riuscito a contenere i contagi, con un media di poche decine su oltre 1 miliardo di abitanti. Ma a partire dallo scorso mese di marzo, in Cina si è tornati a tremare, con il 10 aprile che ha significato il picco più alto mai visto prima nella nazione: quasi 26.000 casi contro i meno di 7.000 di febbraio 2020.

Sin dalla sua messa in atto, la politica Zero Covid del governo cinese ha fatto alzare molte sopracciglia. Da fine 2021 la Cina è tornata ad applicarla duramente sulle spalle dei suoi cittadini: sono bastate poche decide di casi per far decidere alle autorità di mettere in lockdown una città come Xi’an, che conta più di 13 milioni di abitati. Da lì in avanti, i lockdown sono tornati a colpire città simbolo nonché importanti per il mercato nazionale come Shenzhen e Shanghai.

E proprio quest’ultima è diventata simbolo dell’ondata di malcontento che sta affliggendo la popolazione, con oltre 26 milioni di persone che da marzo sono costrette in casa a tempo indeterminato. Degli oltre 20.000 contagi che si stanno registrando in questi giorni, moltissimi sono localizzati nella città di Shanghai. Una situazione piuttosto difficile, specialmente se si considera che molte persone si stanno trovando in difficoltà a reperire cibo e beni di prima necessità. Molte persone stanno provando a scendere in piazza per protestare contro le azioni del governo Xi Jinping, subendo la reazione delle autorità.

I robot stanno aiutando la Cina ad affrontare la pandemia, nel bene…

Per sopperire al lockdown e alle relative costrizioni, c’è chi sta trovando metodi ingegnosi per usare la tecnologia contro la pandemia. Ha fatto parlare sul web il caso del “China’s Good Neighbour”, soprannome che un uomo di Shanghai si è conquistato dopo aver usato un drone per consegnare cibo e medicine a una sua vicina di appartamento. Un fagottino contenente generi come frutta e verdura, pesce e vitamine, per la gioia della signora, che ha a sua volta ricambiato inviandogli degli spuntini.

… e nel male

Tuttavia, l’utilizzo della tecnologia per combattere la pandemia ha anche dei risvolti meno “wholesome”. Sin dall’inizio dell’allerta sanitaria, il governo cinese ha utilizzato droni e robot come ausilio delle autorità. Lo stesso sta accadendo in città in lockdown come Shanghai, dove i cittadini non sono autorizzati a uscire nemmeno per comprarsi il cibo e dovendo fare affidamento alle consegne a domicilio.

Dopo settimane passate chiusi in casa, molte persone stanno iniziando a far sentire la propria voce, anche in maniera al limite del tragico. In rete si possono trovare numerosi video come quello qua sopra, dove i cittadini di Shanghai urlano dalle proprie abitazioni per sfogare la propria frustrazione.

Ma non è tardata ad arrivare la risposta del governo cinese, che sta utilizzando droni per ristabilire l’ordine, con tanto di casse da cui escono messaggi come “Rispettate le regole Covid“, “Non aprite la finestra per cantare” o “Controllate il vostro desiderio di libertà“.

Scene a tratti surreali, specialmente quando fra le pratiche messe in atto dal governo ci sono pure cani robot con megafono (in stile Xiaomi CyberDog), che girano per le città in lockdown ricordando ai cittadini di “indossare la mascherina, lavarsi le mani frequentemente, ventilare casa e controllarsi la temperatura“. E la mente va subito all’episodio 5 della stagione 4 di Black Mirror, Metalhead.

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