Recensione Xiaomi 11 Lite 5G NE: sottile e leggero, ma con un nuovo SoC

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ECOVACS

Quanti mesi sono passati dalla nostra recensione di Xiaomi Mi 11 Lite 5G? Non molti, considerando che sul nostro sito questa è datata 15 Aprile 2021. Alcuni, dunque, potrebbero pensare che l’azienda sia stata pervasa da un’irrefrenabile voglia di rinnovare tale dispositivo, lanciando subito il suo successore. Ed ecco, quindi, che compare sulla scena italiana questo Xiaomi 11 Lite 5G NE, una sorta di rivisitazione di quel modello in chiave moderna. A dire il vero, però, il brand non ha modificato poi molto quel device, proponendo ancora una volta lo stesso design e quasi lo stesso tipo di caratteristiche tecniche. C’è stata una minima variazione ma, in fondo, non è certo che modificando l’ordine degli addendi il risultato (almeno in questo caso) cambi. Volete scoprirlo? Allora restate sintonizzati su questa recensione completa per avere un quadro ancora più completo su questo smartphone. E su cosa può aver spinto Xiaomi a produrre tale device a pochi mesi di distanza dal suo predecessore.

Recensione Xiaomi 11 Lite 5G NE

Unboxing

Avete probabilmente già visto le ultime confezioni di vendita del brand cinese, che per quest’ultima serie ha deciso di optare per il bianco. Niente più immagini, quindi, del dispositivo sulla parte frontale. Queste sono state sostituite, infatti, dal numero del device e dal nome del modello, riportato poco più in basso. Oltre questo, dunque, all’interno del box trovano sede i seguenti accessori:

  • Xiaomi 11 Lite 5G NE;
  • cavo USB/USB Type-C per il trasferimento dei dati e la ricarica del prodotto;
  • alimentatore da parete, con presa europea;
  • spilletta per la rimozione dello slot SIM;
  • cover morbida trasparente in TPU;
  • breve manuale delle istruzioni;
  • adattatore per cuffie Type-C da 3,5mm;
  • certificato di garanzia.

Design & Materiali

Vi sembrerà strano ma, a livello di peso, questo dispositivo si pone esattamente a metà strada tra Xiaomi Mi 11 Lite 4G e la versione 5G: il nuovo smartphone di casa Xiaomi pesa 158 grammi. Come in quel caso, quindi, anche stavolta l’azienda ha fatto centro, proponendo un telefono leggero e maneggevole. Da tempo, infatti, non mi capitava di maneggiare uno smartphone così piacevole da tenere in mano, quasi pericoloso ad un certo punto. Talvolta, infatti, sembra quasi di tenere tra le mani un giocattolo, un device quasi di poco valore. Anche se non è affatto così. Xiaomi ha optato per l’introduzione, ancora una volta, di una scocca posteriore opaca, che nelle colorazioni disponibili risalta sicuramente molto. Oltre alla Bubblegum Blue, infatti, il prodotto viene venduto anche nelle colorazioni Truffle Black, Peach Pink e Snowflake White.

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Dandogli un’occhiata vediamo come il retro sia praticamente indistinguibile rispetto alla versione precedente. Anche qui, dunque, abbiamo un camera bump dotato di una tripla camera e, ovviamente, del singolo flash LED. Oltre questo, poi, sul frame destro risiedono il bilanciere del volume ed il tasto di accensione/spegnimento che integra anche un sensore per le impronte digitali. Osservando la parte inferiore, invece, troviamo in ordine lo slot SIM, il microfono principale, l’ingresso USB Type-C e lo speaker di sistema. Completano tale dotazione, poi, un ulteriore microfono ed il sensore ad infrarossi, posizionati in alto.

Continuo ad avere qualche dubbio ma sono ormai quasi convinto del fatto che il retro sia stato realizzato in plastica. Dubbi più che leciti visto l’ottimo assemblaggio del dispositivo che lascia poco spazio a certezze assolute. Oltre questo, in ogni caso, alla sua grande maneggevolezza si uniscono dimensioni non proprio compatte, misurando 160,53 x 75,72 x 6,81 mm di spessore. Davvero tanto sottile e leggero, considerando sempre i soliti 158 grammi, che forse però rappresentano anche il maggior punto di forza di tale modello. Deve comunque essere utilizzato con due mani ma il piacere di poter impugnare un device così poco spesso è quasi impagabile.

Sistemi di Sblocco

Voglio includere sempre questo paragrafo anche se ultimamente l’innovazione in questo campo si è un po’ fermata. Anche qui, dunque, trovano spazio i due classici sistemi di sblocco presenti anche su quasi tutti gli altri device concorrenti: il sensore delle impronte digitali ed il riconoscimento del volto.

Quasi eclisso sull’ultimo, dato che in termini di sicurezza e di affidabilità siamo ad un livello insufficiente. Molto meglio, invece, il sensore biometrico che in ogni situazione risponde bene ed in maniera anche piuttosto veloce. Xiaomi lo ha posizionato in un punto davvero molto comodo, sia che si utilizzi lo smartphone con la mano destra sia che lo si impugni con la sinistra. Questo, quindi, ne facilita lo sblocco, riconoscendo la nostra impronta circa 9 volte su 10 senza problemi.

Display

Dobbiamo tirare le orecchie a Xiaomi che su questo modello avrebbe potuto assottigliare il mento inferiore del display, equiparandolo così a quello superiore. Oltre questo, però, si tratta ugualmente di un ottimo pannello AMOLED da 6,55” con risoluzione Full HD+ (2400 x 1080 pixel) con densità di 402 PPI, form factor in 20:9, HDR10+ e luminosità massima di 800 nits. Come su Xiaomi Mi 11 Lite 5G, poi, anche in questo caso troviamo una frequenza di campionamento del touchscreen di 240Hz ed un refresh rate pari a 90Hz. Anche qui, però, non vi aspettate che tale risoluzione sia già stata impostata di default dall’azienda: bisogna entrare nelle impostazioni del display per attivarla.

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Vi sembrerò quasi ripetitivo ma rispetto alla versione precedente questo smartphone non perde e non acquista punti in tale ambito. Siamo di fronte, dunque, ad un display di ottima qualità che restituisce neri piuttosto profondi e bianchi tendenti leggermente all’azzurro. Nonostante questo aspetto, però, la taratura del colore è in generale buona, con un contrasto all’altezza di un pannello di questo tipo. Ci sono caratteristiche tecniche tali da renderlo piacevole anche durante la visione di contenuti multimediali in locale così come su piattaforme come YouTube, Netflix, Amazon Prime Video e tante altre.

Ovviamente c’è l’always on display che, però, qui manca di mordente: questo si attiva solo quando tocchiamo lo schermo, dunque diventa quasi inutile la sua presenza a queste condizioni. Malgrado tutto, comunque, sono rimasto soddisfatto della risposta fulminea del touchscreen, del sensore di luminosità ed anche di quello di prossimità, tanto discusso su alcuni degli ultimi modelli del brand. Quest’ultimo su questo smartphone, in realtà, manca ed è stato sostituito da un sistema agli ultrasuoni che non è sempre infallibile.

Hardware & Prestazioni

Xiaomi Mi 11 Lite 5G integrava un SoC Qualcomm Snapdragon 780G, mentre qui, sulla versione 5G NE, abbiamo un SoC Snapdragon 778G. Vorrete sapere sicuramente che cosa cambia ed io vi dico che, in sostanza, la differenza non esiste. Qui, dunque, siamo in presenza di un processore octa-core composto da 1 x Cortex-A78 da 2,4GHz + 3 x Cortex-A78 da 2,2GHz + 4 x Cortex-A55 da 1,9GHz. Davvero nessuna novità, quindi, in termini di prestazioni rispetto al suo predecessore. A questo, poi, dobbiamo aggiungere anche 6GB di RAM LPDDR4X e 128GB di memoria interna, di tipo UFS 2.2 (esiste anche la versione da 8GB di RAM e 256GB di memoria per l’archiviazione interna dei dati). Vi ricordo, inoltre, che tale memoria è espandibile tramite l’utilizzo di una microSD, fino a 1TB.

Andando per un attimo oltre i benchmark, che trovate nel paragrafo successivo, credo che questo sia lo smartphone perfetto per la maggior parte degli utenti meno “smanettoni”. Ovviamente siamo in presenza di un software non proprio immediato ma, al di là di tale aspetto, credo che le performance espresse da tale unità siano all’altezza delle aspettative. Non è un telefono velocissimo ma Xiaomi 11 Lite 5G NE riesce ugualmente a mostrare una buona stabilità ed un’ottima affidabilità nell’utilizzo quotidiano. Avrete modo, quindi, di sfruttare tutti i principali social come Facebook, Instagram, TikTok, così come le app dedicate alle chat come Whatsapp e Telegram, ma non solo. Passando da un’applicazione a un’altra il dispositivo è sempre stato reattivo, mantenendo in memoria un discreto numero di informazioni. Chiaramente, però, anche per un discorso energetico, non tutte vengono mantenute in memoria per un tempo sufficientemente lungo.

Con giochi del calibro di Call of Duty Mobile non ho avuto praticamente alcun problema. Questo smartphone, quindi, può tranquillamente essere utilizzato per il gaming in qualsiasi momento, godendo di un’esperienza più che soddisfacente. Gran parte del merito deve essere attribuito anche alla GPU Adreno 642L che non ha mai mostrato grandi incertezza. Anche sotto questo profilo, quindi, ci si può ritenere più che soddisfatti: oltre ad un leggero tepore sul retro, in corrispondenza della CPU, in situazioni di forte stress il telefono non scalda mai particolarmente.

Benchmark

Fotocamera

Come visto anche in precedenza, il camera bump di questo prodotto integra tre differenti fotocamere: quella principale è da 64MP, con apertura ƒ/1.8, affiancata poi da un obiettivo grandangolare da 8MP con ƒ/2.2 ed una macro da 5MP con apertura ƒ/2.4. Dunque una dotazione di tutto rispetto considerando il prezzo a cui viene venduto ma che, in fin dei conti, avrebbe potuto forse dare anche qualcosa in più.

Con buona luminosità, dunque di giorno, la qualità degli scatti è sufficientemente buona. Dovrete fare i conti solo con una cura per i dettagli non proprio eccezionale, anche a causa di alcune caratteristiche delle lenti che non si possono chiaramente modificare. Malgrado questo, però, i colori sono sempre piuttosto vividi e dotati di buon contrasto, mostrando un rumore digitale piuttosto basso e, in alcuni casi, quasi impercettibile. Ovviamente si perde qualcosina nel momento in cui si decide di passare all’obiettivo grandangolare da 8MP che, anche nelle ore diurne, mostra il fianco. Qui, infatti, le immagini non sempre sono nitide, lasciando spazio ad un rumore fotografico molto più marcato. Diciamo, quindi, che nonostante sia passato già qualche mese dall’uscita di Xiaomi Mi 11 Lite 5G, le cose non sono cambiate molto.

Quando scende la notte cala anche la qualità degli scatti, ma questo è inevitabile. Ci viene molto spesso in soccorso la Night Mode che in determinate situazioni migliora sensibilmente il bilanciamento del bianco ed i riflessi delle luci artificiali. Non può ovviamente fare i miracoli ma si tratta di un apporto gradito, considerando anche il gran lavoro svolto dal software. Non mancano, in ogni caso, un rumore digitale più marcato ed un livello di dettagli più basso. Cosa che non migliora affatto con l’utilizzo della camera grandangolare o, ancora peggio, del sensore per le macro.

Qui troviamo un sensore anteriore da 20MP, dunque migliore rispetto a quello montato sul suo predecessore. Si tratta, nello specifico, di un’ottica dotata di un’apertura ƒ/2.24 che sinceramente non avrebbe potuto fare di meglio. Di giorno, infatti, esprime una buona qualità, riuscendo a riportare diversi dettagli del nostro volto. Diversa è la situazione di notte, però, dove la camera riesce solo in parte a tenere il passo con tale qualità, mostrando più rumore fotografico ed un bilanciamento delle luci sullo sfondo ben peggiori rispetto al normale. Diciamo che per una condivisione sui social, però, i selfie possono andare più che bene.

Oltre ad alcune simpatiche funzioni cinematografiche (come la presenza di 8 filtri differenti) questo smartphone permette di registrare video in 4K a 30fps o, in alternativa, in 1080p a 60fps. Entrambi, comunque, mostrano una buona stabilizzazione digitale, soprattutto in Full HD, che rende le immagini molto più fruibili. Al di là della buona messa a fuoco, altro punto da non sottovalutare, questo non è uno smartphone pensato per produrre video o scattare foto particolarmente entusiasmanti. Quando serve, però, lui si fa trovare sempre pronto.

Software

Avete ancora dei dubbi se acquistare o meno un dispositivo Xiaomi? Questo forse perché non avete mai provato il software messo in piedi dall’azienda cinese. A bordo di questo dispositivo, dunque, trova sede la MIUI Global 12.5.5 basata su Android 11. Al momento della recensione, quindi, le patch di sicurezza risalgono al 1° Settembre 2021.

C’è tutto quello che serve per accedere il dispositivo ed iniziare ad utilizzarlo. Con le applicazioni di sistema, unite alle principali app di Google, avete a disposizione una serie di possibilità praticamente infinite. Non mancano, quindi, tutte le varie personalizzazioni software che permettono di modificare l’interfaccia, così come le app di sistema più conosciute. Attendiamo con impazienza l’arrivo di Android 12 ma al momento, su questo device, se ne sente poco la mancanza. Confermo, dunque, le impressioni di sempre: la MIUI di Xiaomi è una delle migliori personalizzazioni in ambito Android, una delle più versatili e complete.

Audio & Connettività

A livello di connettività non mancano il Wi-Fi 6, il Bluetooth 5.2, l’NFC, GPS (L1+L5)/GLONASS/Galileo (E1+E5a)/Beidou/QZSS/NavIC. Questo modello, dunque, non mostra differenze sostanziali rispetto al suo predecessore, nemmeno sotto tale aspetto. Si propone, quindi, di offrire una connessione di alto livello tanto in casa, sotto rete Wi-Fi, quanto all’esterno grazie alla presenza del modulo 5G. Anche se ad oggi è sfruttato da poche persone si tratta di una feature che a breve potrebbe diventare molto più comune, dunque è un bene che ci sia su questo smartphone.

Durante le telefonate non ho notato nessun disturbo, riuscendo a conversare bene con il mio interlocutore anche nei luoghi solitamente più affollati. Da qui si evince, dunque, come l’audio sia adeguatamente alto e ben tarato, offrendo una voce chiara. Anche i due speaker stereo (uno è nascosto all’interno della capsula auricolare), però, offrono una buona resa durante l’ascolto di brani musicali. Devo ammettere, infatti, che nonostante i bassi siano poco presenti il suono risulta essere piuttosto corposo, anche se vi è una certa predilezione per le tonalità medie e alte.

Autonomia

Dando una rapida occhiata al prodotto sembra quasi impossibile che possa montare una batteria da 4.250 mAh. Xiaomi, dunque, ha quasi fatto il miracolo, dotando questo smartphone dello stesso quantitativo di energia riservato a Mi 11 Lite 5G, arrivando a fine giornata senza alcun problema. Sfruttando il telefono con un misto di Wi-Fi e 4G, infatti, sono sempre riuscito ad arrivare a sera con ancora un buon 15% di autonomia residua da spendere in serata, mantenendo i 90Hz attivi. Non si va oltre, quindi, 6 ore di schermo acceso.

Quando restate a secco potete tranquillamente collegarlo alla presa di corrente, tramite l’alimentatore fornito in confezione, che vi permette di sfruttare la ricarica rapida da 33W. Grazie ad esso, quindi, è possibile passare dal 10 al 100% in circa un’ora, potendo così ripartire con il massimo della carica in breve tempo.

Prezzo & Conclusioni

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Considerando la cifra a cui viene venduto e la qualità espressa credo che tale smartphone sia da considerare come uno dei migliori Xiaomi del momento nella sua fascia di prezzo. Oltre ad offrire buona sensazioni nell’utilizzo di tutti i giorni, grazie al suo peso ridotto e al suo form factor piuttosto sottile, garantisce una buona affidabilità e prestazioni più che soddisfacenti, non discostandosi dal suo predecessore. Si tratta, dunque, di un’ulteriore conferma in tale ambito, sotto tutti i punti di vista. Ci sono ancora alcuni elementi da migliorare, su tutti il comparto fotografico, ma è anche vero che un telefono di questo tipo non lo si acquista certo per questo specifico motivo. Con la nuova politica degli aggiornamenti indetta dal brand, poi, avrete modo di sfruttare tale unità per almeno i prossimi 4 anni. Xiaomi, infatti, porterà ben 3 major update di Android ed altrettanti anni di patch di sicurezza.

Alla luce di quanto visto, quindi, non possiamo che promuovere ancora una volta questo smartphone. Anche perché il suo rapporto qualità-prezzo fa davvero la differenza.

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