Il display rotante di Xiaomi è molto futuristico, forse troppo

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Da tempo uno dei problemi più annosi in ambito smartphone è il coniugare display, cornici e selfie camera. Se non esistessero selfie e videochiamate, probabilmente avremmo smartphone full screen già da anni. Ma così non è, pertanto i produttori stanno studiando soluzioni hardware per compensare questo limite tecnico. Ci sarà un momento in cui si arriverà ad avere fotocamere sotto al display che funzionano su larga scala, a differenza di quanto visto finora. Fino a quel momento, mettiamoci l’animo in pace ed assistiamo alle soluzioni più stravaganti, come quella brevettata da Xiaomi.

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Xiaomi brevetta uno smartphone atipico dal display rotante

Fra tutte quelle viste finora, forse quella depositata da Xiaomi è una delle più bizzarre. Ci sono stati smartphone, prodotti da Nubia ed HiSense, in cui si è vista l’implementazione di un display secondario. Così facendo, non c’è bisogno di avere una selfie camera: basta sfruttare il display posteriore come viewfinder e sfruttare la fotocamera principale. Così facendo si ottiene una praticità maggiore, oltre che una qualità degli autoscatti sopra la media. I contro di questa opzione ci sono: avere due schermi significa costi di produzione maggiorati ed un peso più elevato. Senza considerare la possibile usura del pannello posteriore, la poca praticità delle cover protettive e dell’integrazione della ricarica wireless.

Ma nel caso di Xiaomi ci si spinge addirittura oltre: niente selfie camera, si utilizza quella posteriore per i propri selfie. Ma anziché adoperarsi di un display aggiuntivo si utilizza quello principale. Come? Con un display rotante. Sì, avete capito bene. Come ci illustra il brevetto in questione, la sezione superiore della scocca (dove c’è la fotocamera) è in grado di girare su sé stesso di 360°. Questo comporta che sul davanti il display non sia una lastra unica, ma sia separata per ovvi motivi strutturali. Questo solleva più di un dubbio, a partire dall’effetto visivo che la linea di separazione fra i due schermi provocherebbe. Senza contare anche in questo caso i costi di produzione, per non parlare dei dubbi che le parti in movimento portano con sé. Specialmente una parte in movimento così impattante sull’esperienza di utilizzo: fintanto è una selfie camera a muoversi, anche se si rompesse non è una tragedia. Ma se a rompersi è il meccanismo di movimento di uno schermo?

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