Meizu e Gionee hanno perso una causa contro HTC

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Si sa, il mondo dell'elettronica è sempre molto competitivo, nel bene e nel male. Quello che ne consegue è un'accesa rivalità fra produttori, con dinamiche al limite dell'illecito. E spesso c'è chi sorpassa questo limite, finendo nel compiere atti ritenuti illegali. Questo si traduce in una causa legale, quasi all'ordine del giorno quando si parla di aziende tech. Basti vedere la recente situazione che ha visto contrapposte HTCMeizuGionee. Queste ultime due sono state citate in giudizio dalla società taiwanese a causa dell'infrangimento di copyright.

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Scendendo più nello specifico, il copyright riguarda l'utilizzo di una tecnologia legata ad una particolare struttura delle antenne integrata nello chassis di metallo. Tale struttura è stata sviluppa per risolvere i problemi che possono derivare dalla schermatura del segnale connettivo derivante dall'utilizzo del metallo. Questa feature venne introdotta con il fu HTC One M7 del 2013, quando ancora il vetro era poco diffuso sui telefoni.

A distanza di qualche anno, ovvero nel 2016, questa caratteristica è stata riutilizzata da dispositivi quali il Gionee M6 ed il Meizu M5 Note. Evidentemente ciò è avvenuto senza avere i diritti di utilizzo, scatenando così le ire legali di HTC, detentrice del brevetto n. 201310032515.5. A questo punto la faccenda si è spostata all'interno della Beijing Court of Intellectual Property, la quale ha deciso di punire le due aziende cinesi per effettiva infrazione.

Oltre allo stop dell'utilizzo di questa tecnologia, HTC ha chiesto un risarcimento pari a 30 milioni di yuan (circa 4 milioni di europ) da Meizu e 24 milioni (circa 3 milioni di euro) per Gionee. Entrambe hanno fatto opposizione, ritenendo le cifre troppo alte, facendo appello alla corte di Pechino. Dato che le richieste avanzate da HTC sono state ritenute eccessive, la compensazione è stata calcolata su un complessivo di 6.5 milioni di yuan (circa 849.000€).

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