Huawei vuole vendere le tecnologie 5G ai propri rivali, anche americani

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Potrebbe sembrare un piano suicida o quasi, quello di Huawei del voler vendere le proprie tecnologie 5G ai rivali. Ma in realtà le affermazioni di Ren Zhengfei consoliderebbero la volontà dell'azienda di riabilitarsi agli occhi dell'occidente. Anziché voler primeggiare a tutti i costi, sarebbe disposta a condividere i propri traguardi nel settore della connettività. A seguito del ban USA, si è accesa la discussione legata al vincolo che i paesi dell'ovest hanno tutt'oggi nei confronti della società cinese. L'avanzamento tecnologico che ha permesso di renderla leader nel 5G preoccupa, per quanto quasi indispensabile su scala globale.

Aggiornamento 21/10: come affermato a Reuters da un dirigente, Huawei sarebbe nelle fasi preliminari per discutere con alcuni operatori statunitensi la concessione delle proprie tecnologie 5G. Il vice presidente senior Vincent Pang ha affermato che alcune aziende americane hanno espresso interesse sia per un accordo a lungo termine che per una transazione una tantum.

Aggiornamento 26/09: Huawei rilanciarilancia, aggiungendo la volontà di cedere le licenze di utilizzo delle proprie tecnologie 5G ad una azienda americana (pur senza fare nomi). Ciò permetterebbe alle aziende rivali di competere alla pari, cosa di cui l'azienda è cosciente ma che non teme.

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Quando si parla di 5G, Huawei non ha paura dei rivali, anzi

Chiaramente nulla si fa gratis: le aziende potrebbero usufruire dei brevetti 5G di proprietà di Huawei dietro un pagamento una tantum. Così facendo, non soltanto l'azienda potrebbe usufruirne, ma anche contribuire alla modifica dei codici sorgente, rendendosi così più indipendenti dal progetto originale. In modo così da allontanare possibili voci che vedano in Huawei la volontà di manovrare dall'interno i competitors.

Paradossalmente la compagnia andrebbe così a crearsi dei rivali ancora più competitivi con cui giocare alla pari, preferendo “una distribuzione equilibrata che favorisca la sopravvivenza di Huawei“. Un intento per certi versi nobile ma che sembra quasi costretto, in modo da poter tornare a commerciare senza problemi anche fuori dall'Asia.


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