Nei prossimi anni l’attenzione principale nello sviluppo di nuove tecnologie potrebbe riguardare sempre più le batterie. L’autonomia dei nostri dispositivi mobili, che siano smartphone o auto elettriche, è un problema che attualmente non trova ancora soluzione. Per questo, ed altri motivi, siamo costretti a dotarci di powerbank a supporto dei nostri device o di enormi pacchi batterie nel caso delle più moderne auto elettriche. Esistono dei dispositivi nel mondo degli smartphone, però, in grado di unire buone prestazioni ad una discreta autonomia, come HomTom HT70. Questo terminale promette di farci dimenticare completamente del nostro powerbank, in favore di un’autonomia da record. Riuscirà davvero a mantenere le promesse? Scopriamolo all’interno della nostra recensione completa!

Recensione HomTom HT70

Confezione

La confezione di vendita è tanto semplice quanto colma di accessori. Al suo interno troviamo:

  • HomTom HT70;
  • cover protettiva in silicone;
  • breve manuale d’istruzioni;
  • due pellicole protettive in plastica, per lo schermo;
  • cavo OTG;
  • spilletta per estrarre lo slot SIM;
  • cavo USB – USB Type-C;
  • caricatore da parete con presa europea;
  • adattatore USB – jack 3.5mm, per l'ascolto dell'audio in cuffia.

Design e materiali

HomTom HT70 è caratterizzato da un design abbastanza particolare. Non è un vero e proprio rugged-phone ma è come se lo fosse, perlomeno esteticamente. Presenta, infatti, un robusto corpo in metallo, che affiora lungo i frame laterali, rivestito da una plastica gommata molto resistente. La vernice nera, con la quale è stato mascherato il metallo, tende a svanire lentamente nel tempo, basti osservare lo stato in cui si presentano le viti dopo solo una settimana di utilizzo dello smartphone. In generale le dimensioni sono, comunque, molto generose, attestandosi su 165.5 x 77 x 14.5 mm. Anche il peso non è da meno, a causa della presenza a bordo di questo terminale di una batteria da ben 10.000mAh, che porta la cifra totale fino a 305 grammi. L’utilizzo ad una mano, quindi, è inevitabilmente compromesso, anche nel caso in cui siate forniti di mani mediamente grandi.

HomTom HT70

La scocca posteriore è, probabilmente, realizzata in plastica e presenta un trattamento oleofobico assolutamente inesistente. Ad interrompere le sue linee, con giochi di luce presi a prestito da altri brand, vi sono la doppia fotocamera posteriore ed il singolo flash led, nonché un sensore biometrico. Quest’ultimo è molto preciso ma non così reattivo, sbloccando il device ben 9 volte su 10. La sua collocazione risulta, però, abbastanza scomoda ed inoltre l’alloggiamento nel quale è stato riposto non è facilmente rilevabile al tocco.

HomTom HT70

Il frame destro ospita lo slot SIM dove poter inserire contemporaneamente ben 2 nano SIM o, alternativamente, una nano SIM ed una micro SD, per l’espansione di memoria. Sul lato sinistro trovano spazio, invece, il bilanciere del volume ed il tasto Power, quest’ultimo leggermente zigrinato.

Frontalmente, in alto, troviamo i sensori di prossimità e luminosità, la capsula auricolare, il led di notifica RGB e la fotocamera, mentre in basso l’azienda ha deciso di posizionare una targhetta lucida con il proprio logo in rilievo.

HomTom HT70

In basso vi sono, infine, il microfono principale, l’ingresso USB Type-C e lo speaker di sistema.

HomTom HT70

Display

Il display frontale, in 18:9, è un’unità IPS da 6 pollici di diagonale con risoluzione HD+ (1440 x 720 pixel). Gli angoli sono leggermente smussati ma questo non dipende dall’unità del pannello quanto dalla parte superficiale che è stata disegnata in questo modo, nascondendone le estremità. In generale la resa dei colori, comunque, è buona. Ma sarà possibile modificare la taratura dello schermo in ogni momento, grazie a Miravision. Di default i bianchi tendono leggermente al grigio già ad esigue angolazioni mentre i neri sono, anche in questo device, troppo poco profondi.

In ambienti esterni la luce non disturba particolarmente la visione dei contenuti su schermo, grazie anche ad un sensore di luminosità efficace, seppur poco reattivo. Dovrete fare i conti, però, con un trattamento oleofobico veramente scadente che mi ha visto costretto a pulire continuamente il vetro frontale.

HomTom HT70

Il touch screen è abbastanza reattivo ma in alcune circostanze risulta leggermente legnoso, soprattutto durante le fasi di scrittura più concitate.

Hardware

HomTom HT70 possiede un processore MediaTek MT6750T, un’unità octa-core con frequenza di clock massima di 1.5GHz. Questa componente è coadiuvata dalla presenza di una memoria RAM da ben 4GB e da uno storage interno che si attesa sui 64GB, che sono ulteriormente espandibili fino a 128GB. Per quanto riguarda le prestazioni espresse nell’utilizzo di tutti i giorni posso confermare che questo smartphone è uno tra i migliori mai provati con tale SoC. Oltre a non essere mai incorso in nessun particolare bug o crash improvviso, mi ha sempre garantito una buona fluidità. Non si può dire che sia veloce nell’apertura delle applicazioni ma dopo qualche secondo, al termine dei dovuti caricamenti, è possibile navigare in tutta tranquillità. Inoltre la RAM, da 4GB, permette di tenere in memoria un buon numero di applicazioni, tra cui anche qualche gioco, per un intervallo di tempo soddisfacente. L’unica nota negativa è rappresentata dal fatto che il device si scaldi molto nella parte posteriore, anche dopo una decina di minuti di utilizzo intenso, incidendo inevitabilmente sulle prestazioni della batteria.

Per quanto riguarda la parte grafica questo smartphone si affida da una GPU Mali-T860 MP2 a 650MHz, che permette di videogiocare ad un buon livello e con un frame-rate mediamente soddisfacente anche su titoli del calibro di Real Racing 3.

Software

Su questo device è presente Android 7.0 Nougat, con patch di sicurezza aggiornate a marzo 2018. Come su molti altri terminali troviamo una versione praticamente stock del software sviluppato da Google, con poche personalizzazioni. Le icone di sistema ed il menù sono stati leggermente modificati ma, in generale, l’esperienza offerta è molto vicina a quella che già conosciamo. Le uniche novità sono rappresentate dal menù delle gesture, che implementano alcuni comandi rapidi che possono tornare utili, e da un’app relativa alla velocizzazione del sistema, che altro non fa se non liberare la RAM.

In definitiva l’hardware presente all’interno della scocca è più che sufficiente per permetterci di godere di una buona fluidità tra tutti i menù.

La navigazione web, per mezzo di Google Chrome, si attesta su un buon livello, con caricamenti non eccessivamente lunghi. Le pagine sono facilmente fruibili in tutte le loro parti, anche quelle più colme di contenuti multimediali che, in media, impiegano qualche istante di più a caricare completamente.

Benchmark

Fotografia

Posteriormente sono presenti ben due fotocamere, con una configurazione da 16 + 5 mega-pixel ma, purtroppo, i mezzi ufficiali non permettono di conoscere in dettaglio i sensori utilizzati. La qualità fotografica è, comunque, non esaltante. Le foto diurne restituiscono colori abbastanza cupi e tendenti leggermente al blu, con una definizione generalmente scarsa. Senza nessuna impostazione particolare gli scatti eseguiti in condizioni di luce difficili saranno sovraesposti. Ma in questo caso tornerà utile la funzione HDR che permetterà di gestire meglio l’illuminazione, pur non stravolgendo troppo la resa finale.

A cosa servono due fotocamere? In teoria a restituire una profondità di campo migliore e permettere di realizzare scatti che, grazie alla funzione bokeh, godono di quella parte sfuocata sullo sfondo che simula una delle caratteristiche più apprezzate delle reflex. In questo caso, infatti, i sensori riescono a gestire bene questo parametro, sfuocando naturalmente l’immagine dietro il soggetto in primo piano. Ovviamente l’effetto non risulta essere molto accentuato ma è, comunque, apprezzabile. Servendosi dell’apposita funzione “bokeh”, invece, verrà semplicemente applicato un filtro circolare attorno al soggetto principale che tutto sembra, fuorché naturale.

Le prestazioni fornite nelle ore notturne sono pessime, con una gestione delle luci assolutamente errata ed un rumore fotografico davvero eccessivo. In questo caso l’unica nota positiva è rappresentata dal singolo flash led che per quanto non sia molto potente riesce ugualmente a gestire bene la luce ed il contorno dei soggetti.

La fotocamera frontale è un’unità da 13 mega-pixel. Purtroppo gli scatti offerti da questo sensore non sono del tutto sufficienti, sebbene nelle ore diurne riescano ad essere buoni perlomeno per un utilizzo social. In notturna è necessaria una buona fonte di luce per tirare fuori da questa fotocamera uno scatto degno di nota, che comunque sarà caratterizzato da colori molto impastati. Anche in questo caso è presente la funzione HDR che riesce, soprattutto di giorno, a regolare meglio la luce che entra nell’obiettivo.

I video, infine, sono girati ad una risoluzione massima di Full HD a 30fps. La qualità è pari a quella registrata nel reparto fotografico, offrendo una stabilizzazione praticamente assente e nessun tipo di autofocus.

Connettività

Per quanto concerne il reparto connettività parliamo di un device dotato di Wi-Fi 802.11 b/g/n che offre buone prestazioni, seppur restituisca un range di copertura abbastanza limitato. HomTom HT70 possiede, poi, un modulo LTE, con banda 20 inclusa. In questo caso non ho registrato nessun malfunzionamento con il 4G di Fastweb, che ha sempre svolto egregiamente il proprio lavoro, anche nelle zone solitamente più critiche a livello di ricezione. Il Bluetooth, di tipo 4.0, è anch’esso soddisfacente, così come il sensore GPS/A-GPS che è reattivo nell’aggancio al segnale così come in fase di navigazione, non presentando mai nessuna incertezza.

Autonomia

Siamo giunti al punto focale di questo device, su cui l’azienda ha riposto grande fiducia: l’autonomia. Nascosta sotto la scocca si trova una batteria da ben 10.000mAh che promette grandi numeri.

Nell’arco di 14 ore dove ho tenuto tutti i sensori attivi ed ho utilizzato lo smartphone principalmente sotto rete Wi-Fi, con quasi due ore di gaming ed il solito utilizzo dei social, ho totalizzato 8 ore di schermo attivo, con un restante 42% di batteria residua. Nonostante questi numeri possano stupire, mi sarei aspettato qualcosa di più, pur consapevole del fatto che l’ottimizzazione non sia delle migliori. Per fortuna la ricarica di una batteria così imponente avviene abbastanza velocemente, grazie alla presenza di un alimentatore da 9V e 3A, che permette di passare dal 10% al 100% in circa 3 ore.

Per tutti quegli utenti non particolarmente assidui nell’utilizzo quotidiano di uno smartphone sarà possibile completare 2 giornate lavorative in tutta tranquillità, e forse anche qualcosa di più.

Audio

Giungiamo a questo punto al comparto audio che, grazie allo speaker mono, restituisce una buona qualità ed un volume abbastanza elevato, seppur sia debole nella riproduzione dei bassi che risultano quasi totalmente assenti. Ovviamente è possibile migliorare questa condizione per mezzo di propri auricolari di buona qualità.

In capsula, durante le chiamate, la qualità e buona e non si registrano interferenze o improvvise interruzioni del segnale. In esterna la voce risulta chiara e pulita, riuscendo a conversare con il nostro interlocutore anche in ambienti più rumorosi.

Conclusioni

HOMTOM HT70 è attualmente in vendita a circa 150 euro sugli store consigliati. Quando si considerano queste cifre vengono sempre in mente tanti altri device, su tutti quelli targati Xiaomi, che per rapporto qualità-prezzo non hanno quasi eguali. Ma in questo caso parliamo di uno smartphone che, per sua fortuna, non ha nulla in comune con questi ultimi. La batteria che monta HT70 permette perfino di caricare altri device, grazie al cavo presente in dotazione. Da qui è chiara quale sia la vocazione di questo terminale, che al di la di tutto riesce anche ad offrire buone prestazioni. Purtroppo l’ottimizzazione non è delle migliori e se così non fosse stato saremmo in presenza di uno dei battery-phone migliori di sempre.

HOMTOM HT70 non è, dunque, il miglior battery-phone di sempre, ma sicuramente può difendersi molto bene sotto tanti punti di vista, a patto di sopportarne il peso e le dimensioni.


Last updated on 18/08/2018 18:23


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