In un recente passato abbiamo assistito ad una produzione massiccia di cloni della serie Xiaomi Mi MIX, scatenando una folle corsa tra quasi tutti i produttori cinesi. Il mercato asiatico, nel giro di qualche mese, fu completamente colmo di smartphone tutti simili tra loro, senza che nessuno riuscisse, però, ad avvicinarsi all'esperienza d'uso offerta dal Mi MIX originale. È indubbio che questo design abbia riscosso un enorme successo tra gli appassionati del brand e non solo. Tanto che oggi possiamo parlare nuovamente di un tentativo di emulazione di questa serie, presentandovi AllCall Mix 2, un device che chiaramente trae ispirazione da Xiaomi Mi MIX 2. Ed in questa recensione vedremo in che cosa possono essere paragonati questi due smartphone e per quali caratteristiche differiscono, invece, completamente.

Recensione AllCall Mix 2

Unboxing

La confezione di vendita è chiaramente ispirata a quella del Mi Mix 2. Al suo interno, comunque, troviamo le prime differenze rispetto a quest’ultima, dotandosi di:

  • AllCall Mix 2;
  • cover trasparente morbida in TPU;
  • pellicola in vetro;
  • caricatore EU da 9V 1.67A;
  • cavo USB/USB Type-C;
  • adattatore USB/mini-jack;
  • spilletta per lo slot SIM;
  • breve manualistica, anche in lingua italiana.

Design e materiali

Sul sito ufficiale le specifiche parlano chiaro, anche in fatto di materiali. Siamo di fronte ad uno smartphone dotato, infatti, di un frame in metallo completamente verniciato che fa da spartiacque alle due superfici in vetro di cui è caratterizzato. Sia anteriormente che posteriormente la qualità non eccelle perché, nonostante la cover sia stata sempre a protezione del device, sono presenti molti segni di usura.

In generale restituisce, comunque, un gran senso di solidità, grazie ad un peso di 190 grammi che nell'utilizzo quotidiano si fanno sentire. Le dimensioni sono di 156.3 x 76.4 x 7.9 mm, con uno spessore che differisce dalla controparte Xiaomi di soli 0.2 mm.

AllCall Mix 2

Ponendo la nostra attenzione sulla back cover, non possiamo essere indifferenti al dettaglio che caratterizza la fotocamera, che come sul Mi MIX 2 è leggermente in rilievo ed impreziosita da un bordo color oro. Al di sotto di essa trovano spazio il doppio flash LED ed il sensore biometrico. Quest'ultimo non è perfetto nello sblocco, seppur risulti abbastanza preciso nel riconoscimento dell'impronta.

AllCall Mix 2

Il frame sinistro è completamente pulito mentre su quello destro è possibile apprezzare il tasto Power ed il bilanciere del volume. In alto troviamo il carrellino per lo slot SIM ed una singola banda per la ricezione delle antenne. Queste ultime è possibile ritrovarle anche lungo il frame inferiore, dove sono accompagnate dal microfono principale, l’ingresso USB Type-C e lo speaker di sistema. Purtroppo non è presente l’ingresso mini jack per le cuffie, tanto che in confezione troverete l’apposito adattatore.

Frontalmente non sono presenti tasti ed il pannello IPS occupa buona parte dello spazio, nonostante le cornici non siano ridottissime. In alto sono presenti, comunque, la capsula auricolare ed i sensori di prossimità e luminosità, mentre la fotocamera frontale è stata spostata, per ragioni di spazio, in basso a destra.

Display

Il display frontale è dotato di tecnologia IPS, proponendo una diagonale da 6 pollici inserita nel nuovo formato in 18:9. La risoluzione è Full HD+ (2160 x 1080 pixel), con densità di 403 PPI. I colori del pannello non sono eccessivamente accesi ed il contrasto è più che sufficiente. Ma se non foste soddisfatti della sua resa potreste sempre rivolgervi alle impostazioni offerte da Miravision. Anche in questo caso non sarà possibile, comunque, modificare la resa dei bianchi e dei neri, assolutamente insufficienti.

Su questo device, in colorazione nera, non sono ben visibili le sottilissime bande nere che dividono il display dalla scocca anteriore ma, in verità, sono presenti. Un difetto degno di nota è sicuramente quello che riguarda i due angoli in alto, soprattutto quello destro: i pixel sono bruciati e creano un alone chiaro che è ben visibile ad occhio nudo.

AllCall Mix 2

Utilizzare AllCall Mix 2 in esterna, sotto la luce del sole, non sarà semplicissimo per due motivi: il primo riguarda il sensore di luminosità, che tende a non schiarire abbastanza il display, ed il secondo afferisce al trattamento oleofobico che è, a mio avviso, inesistente. Il pannello touch, a 10 tocchi, è quasi sempre reattivo, peccando principalmente durante le fasi di scrittura più concitate.

Hardware e software

AllCall Mix 2 è dotato di un SoC MediaTek Helio P23, con processore octa-core che consta della presenza di un doppio cluster quad-core. Il più potente tra i due è rappresentato da un Cortex-A53 a 2.3 GHz. Questo prodotto fa parte della nuova line-up di fascia media presentata dalla casa taiwanese nel Q4 2017. Le prestazioni sono in linea con quanto detto, perché AllCall Mix 2 può essere considerato un discreto medio di gamma, ma nulla di più.

L’integrazione con il software non è ancora perfetta e saltuariamente si incorre in qualche freeze dello schermo, soprattutto in seguito all'apertura di qualche applicazione. Come molti altri device presenti nella sua fascia di mercato, monta una versione di Android 7.1.1 Nougat praticamente stock e scarna di personalizzazioni rilevanti. Questo aiuta indubbiamente a fruire di prestazioni leggermente migliori. Le patch di sicurezza, pur non essendo aggiornatissime, risalgono a gennaio 2018.

I 6 GB di RAM LPDDR4X-1600 dual channel permettono di usufruire di numerosi contenuti diversi entro pochi minuti, senza alcun caricamento. Abbiamo poi 64 GB di memoria interna eMMC 5.1, che inizialmente sono sufficienti ad installare tutte le applicazioni preferite senza nessun problema di spazio, con sufficiente velocità di esecuzione.

Graficamente questo smartphone è mosso da una GPU ARM Mali-G71 MP2 fino a 770 MHz, che rappresenta una delle novità più importanti di questo chipset. La sua potenza permette di giocare agevolmente a qualsiasi titolo, dai più leggeri a quelli potenzialmente più impegnativi come Real Racing 3 o Asphalt 8. Una problematica importante è rappresentata, però, dalle temperature: dopo pochi minuti di utilizzo intenso il device tende a scaldarsi eccessivamente, sia frontalmente che posteriormente.

Benchmark

Qualità fotografica

AllCall Mix 2 è dotato di una singola fotocamera posteriore, con un sensore da 16 mega-pixel che offre un’apertura f/2.0 e autofocus PDAF. Avremmo potuto aspettarci di più ma aprendo l’interfaccia della fotocamera è stata chiaro fin da subito che le prestazioni sarebbero state mediocri. Al suo interno, infatti, non è possibile fare praticamente nulla.

Sono presenti due sole modalità, foto e video, e le impostazioni generali sono ridotte all'osso. La qualità è insufficiente nella maggior parte delle situazioni, anche quelle a favore di luce, dove gli scatti risultano poveri di dettagli e con colori molto impastati. La funzione HDR riesce, il 90% delle volte, a gestire ottimamente la luce pur senza bruciare anche altri parti dell’immagine che precedentemente offrivano maggior qualità.

Nelle ore notturne la situazione peggiora drasticamente, anche se sono rimasto piacevolmente soddisfatto della quantità di luce che il sensore riesce a catturare. Anche in questo caso, però, tutti gli scatti sono troppo impastati ed alcuni perfino mossi. Scattare una foto al buio richiede una mano particolarmente ferma, così da non incappare nel fastidioso effetto sfuocato citato poco sopra.

Il doppio flash LED riesce a dare una mano, perché riesce ad illuminare con discreta potenza il soggetto in primo piano. Purtroppo il software non permette di gestire sempre ottimamente la fonte luminosa e talvolta si rischia di bruciare completamente lo scatto.

La fotocamera anteriore è un'unità da 8 mega-pixel che, a differenza di quello che si potrebbe pensare, gioca quasi alla pari con quella posteriore. È stata dotata anch'essa della modalità HDR che in questo caso risulta davvero molto utile. In certe condizioni di luce il sensore brucia alcune parti del soggetto maggiormente esposte alla luce solare ma l’utilizzo dell'HDR pone sempre rimedio a questo difetto. Ovviamente di sera la qualità cala ed i dettagli a schermo non sono più sufficienti.

I video, infine, possono essere registrati in Full HD a 30 fps, senza alcun tipo di stabilizzazione. Pur attivando l'EIS, infatti, le immagini soffrono molto il movimento naturale del soggetto, proponendo un file abbastanza mosso e per nulla stabilizzato. La qualità rispecchia quella già analizzata dal punto di vista fotografico, restituendo inoltre colori un po’ troppo saturi e poco realistici.

Connettività

Il device supporta una doppia Nano SIM con connettività LTE Cat.6 e con banda 20. Con la rete 4G di Fastweb non ho riscontrato grossi problemi in città, sebbene passasse saltuariamente in 3G nelle zone meno coperte. In casa, o in ufficio, è garantita la connettività tramite modulo Wi-Fi 802.11 a/b/g/n dual band, in grado di offrire prestazioni buone ma una copertura non eccezionale.

Un elogio va esposto nei confronti del Bluetooth 4.0, costantemente connesso ad una Mi Band 2, e al sistema di navigazione satellitare, con GPS/A-GPS/GLONASS, che è veloce nel fix del segnale ed in fase di navigazione.

Audio

La qualità sprigionata dal singolo speaker, posto in basso, è mediocre. Si registra una totale assenza dei bassi e, in generale, il suono è molto piatto. Il volume massimo non è così alto come ci si potrebbe aspettare ma questo, a fronte della scarsa qualità offerta, potrebbe anche rappresentare un pregio.

In cuffia la qualità acustica migliora drasticamente. Non è presente l’ingresso mini-jack da 3.5 mm ed in confezione viene fornito un adattatore da collegare alla porta USB Type-C, quindi non avrete nessun problema con i vostri classici auricolari.

La conversazione telefonica è abbastanza confortevole ma il volume offerto dalla capsula auricolare è leggermente troppo basso.

Autonomia e AllCall F1

AllCall Mix 2 incorpora una batteria da ben 3500 mAh, con tanto di supporto alla ricarica wireless, ma non offre, purtroppo, soddisfacenti prestazioni. Difficilmente si riesce a superare una stressante giornata lavorativa, totalizzando circa 5 ore di schermo attivo su 9 ore e mezza di utilizzo complessivo. La ricarica, inoltre, non è rapida, perché dal 15 al 100% si impiegano circa 2 ore e 30 minuti.

L’azienda ci ha fornito anche un prodotto aggiuntivo, ovvero AllCall F1. Questa non è altro che una semplice base di ricarica wireless, con uscita a 5V 2A. A livello costruttivo è caratterizzata da una superficie gommata che corre lungo tutta la sua struttura, ad eccezione della parte centrale sulla quale va poggiato lo smartphone.

Inferiormente presenta una serie di feritoie laterali che permettono di disperdere calore in fase di ricarica. Da un lato troviamo una porta micro USB per l’alimentazione, mentre dall'altra parte è presente un LED RGB. Tutte le funzioni sono esplicitate, comunque, all’interno di un piccolo manuale d’istruzioni presente in confezione.

Il primo utilizzo è stato abbastanza problematico perché la base perdeva continuamente la connessione con lo smartphone. Nei tentativi successivi non ho quasi più registrato questi problemi ma è bene specificare che le temperature raggiunte dal device erano preoccupanti. Sebbene i tempi di ricarica siano paragonabili a quelli via cavo è necessario trovare l’esatto punto di appoggio, e non è così facile come si pensi.

Recensione AllCall Mix 2 – Conclusioni e prezzo

AllCall Mix 2 è attualmente presente anche su TomTop, uno dei siti con licenza a cui l’azienda si appoggia per la vendita dei propri prodotti, ad un prezzo di 166 euro, cifra che comprenderà anche l’acquisto di AllCall F1. Passando oltre l’aspetto relativo al prezzo, comunque sempre rilevante ai fini dell’acquisto, non mi sento di consigliare al 100% questo device.

AllCall Mix 2 è ancora imperfetto a livello software e l’incognita relativa agli aggiornamenti non fa altro che scoraggiarne il suo acquisto. Esteticamente è azzeccato ma, in questo caso, i meriti non sono totalmente da attribuire ad AllCall. Per chi non può permettersi un Mi MIX 2 questa scelta potrebbe essere allettante, perché unisce le buone prestazioni di un medio di gamma alle linee molto accattivanti di un flagshipche, dalla sua, richiede uno sforzo economico maggiore pur offrendo prestazioni assolutamente diverse.


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